Giorgio Pontico

USA, il Cellscope vede fluo

Il progetto dei ricercatori di Berkeley si evolve. Adesso è in grado di eseguire rilevamenti più precisi, e scovare più germi di prima

Roma - Lo scorso anno alcuni studenti della Berkeley University avevano messo a punto uno strumento capace di trasformare un comune telefonino in un microscopio portatile, da utilizzare in quelle località in cui strumenti del genere possono essere di difficile reperibilità.



Questa settimana è stata presentata la seconda versione del Cellscope, questo il nome dell'invenzione, che a differenza della precendente è in grado di processare immagini alterate da tinture di contrasto utilizzate per individuare organismi specifici.
Dan Fletcher, ideatore del progetto, ha spiegato che il nuovo Cellscope necessita di uno sforzo economico maggiore rispetto al predecessore per essere costruito: "Un microscopio standard - ha dichiarato - non è equipaggiato con filtri o sistemi di illuminazione particolari, propri invece di questo ultimo modello".

Per giungere a questo stadio di sviluppo il gruppo di Fletcher ha usato un LED, opportunamente schermato, per mantenere stabile a 460 nanometri la lunghezza d'onda della luce emessa, in modo da rendere rilevabile la soluzione di contrasto. Una metodologia giudacata da Fletcher efficace e allo stesso tempo economica: "La tecnologia - ha sottolineato Fletcher - ha reso i LED di oggi molto più potenti di quelli in commercio qualche anno fa e soprattutto sono molto più economici".

il cellscope di seconda generazione


Nella fase successiva i ricercatori statunitensi si concentreranno sulla struttura del dispositivo, cercando di rinforzarla per poi eseguire ulteriori test sul campo e avvicinare sempre di più il loro prototipo all'utilizzo nella vita reale. In particolare, in regioni come quelle sub-sahariane dove l'analisi di campioni ematici in laboratori in loco potrebbe migliorare la lotta a malattie quali la malaria.

Giorgio Pontico
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