Giorgio Pontico

SABAM prende, SABAM non dà

La collecting society belga non avrebbe corrisposto ai suoi artisti quanto dovuto

Roma - SABAM, l'equivalente belga della SIAE, non paga gli artisti ciò che dovrebbe. Questo almeno secondo quanto emerso dalle indagini appena concluse dal procuratore generale di Bruxelles.

Dopo tre anni di lavoro è stato infatti scoperto che i dirigenti della collecting society belga negli ultimi anni avrebbero falsificato i documenti che attestavano gli emolumenti devoluti agli artisti. Per cinque di loro verrà quindi istituito un regolare processo.

L'investigazione ha inoltre stabilito che l'ente era scarsamente organizzato: non era chiaro come gestisse e distribuisse i ricavi delle royalty. Tuttavia non è stato quantificato quali cifre fossero state sottratte agli artisti dai tutori del copyright.
In passato SABAM aveva militato tra le fila dei più strenui difensori del diritto d'autore, caldeggiando iniziative volte a costringere i provider a consegnare i nomi degli utenti colpevoli di file sharing. (G.P.)
Notizie collegate
  • AttualitàBelgio, inefficaci i filtri dei providerLo dicono i responsabili della SIAE locale. Parole che graziano la supermulta pronta per l'ISP Scarlet. Filtrare il P2P è sempre più questione di privacy
  • Digital LifeMusica online, verso una licenza europeaLa Commissione UE ha avviato una consultazione pubblica per rispondere alle richieste delle controparti SIAE di Belgio ed Olanda: sembrano i primi passi verso la nascita di un organismo unitario per la gestione dei diritti online
  • Diritto & InternetP2P, svolta repressiva in BelgioUn tribunale stabilisce che i provider Internet hanno la responsabilità di fermare l'uso illegale dei sistemi di file sharing sulle proprie reti. Una decisione senza precedenti in Europa che può avere riflessi in tutta l'Unione
8 Commenti alla Notizia SABAM prende, SABAM non dà
Ordina