Alfonso Maruccia

In Rete si fa shopping

C'entrano le scarpe, ma non č questione di saldi. Amazon e Yahoo! aprono i cordoni delle borse e si portano a casa servizi strategici: per farsi trovare pronti alla ripresa del mercato

Roma - In attesa di uscire da una recessione che ha fatto tremare il settore hi-tech come tutto il resto, le grandi realtà del web pensano a fare acquisti in vista del rimbalzo della stagnazione economica, aggiungendo nuovo valore alla propria offerta di servizi e prodotti o assicurandosi una partnership con soggetti dotati di una cultura aziendale utente-centrica.

Una cultura che è di casa dalle parti di Zappos, lo store telematico specializzato in calzature, abbigliamento e accessori e che si definisce "il più popolare del web" nel suo genere, distinguibilissimo per caratteristiche quali una politica di restituzioni valida per 365 giorni dopo l'acquisto e baciato da una popolarità cresciuta a dismisura grazie alle recensioni entusiastiche di famosi quotidiani e all'esperienza personale di blogger indipendenti.

Di Zappos dice un gran bene Jeff Bezos di Amazon, corporation che guarda caso ha appena acquistato lo store incensato come la ventitreesima migliore società (su mille) per cui lavorare nel 2009 da Fortune per una cifra di circa 807 milioni di dollari, che arriverà a 880 milioni grazie al valore del titolo in borsa. In conseguenza dell'acquisizione gli impiegati Zappos riceveranno 40 milioni di dollari (di certo non cadauno) in denaro e azioni, mentre il management si affretta ad assicurare l'utenza e i suddetti impiegati sul fatto che all'atto pratico poco cambierà per lo store e la società.
"Contiamo di continuare a gestire Zappos nel modo in cui lo abbiamo sempre fatto", sostiene il CEO Tony Hsieh, vale a dire "continuando a fare quello che crediamo sia il meglio per il nostro brand, la nostra cultura e il nostro business". Hsieh loda la capacità di Amazon di pianificare le cose a lungo termine e Bezos sottolinea "l'ossessione per il cliente" di Zappos, mentre al netto delle frasi di circostanza è evidente come dall'acquisizione esca una Amazon sempre più forte e onnipresente nel mercato e nella distribuzione online.

In quanto a rafforzamenti non scherza nemmeno Yahoo!, che nel suo futuro vede rosa nonostante i conti magri presentati dopo la fine del secondo trimestre dell'anno, e che oltre alla homepage prova a rinnovare anche la sua webmail attraverso l'acquisizione di Xoopit, startup di San Francisco nota per i suoi tool di "estrazione" di contenuti multimediali (foto, video e quant'altro) dai servizi di posta elettronica server-centrici.

Originariamente sviluppati come un addon per Mozilla Firefox e Gmail, gli strumenti di Xoopit verranno d'ora in poi integrati prima di tutto nella webmail di Yahoo!, nei cui meandri si anniderebbe "uno dei più grandi archivi di foto del mondo" e i cui utenti potrebbero giovare grandemente della possibilità di estrapolare tale cornucopia digitale senza dover essere costretti a navigare le email una ad una.

Per ora, dice Yahoo! annunciando l'acquisizione sul blog aziendale, l'addon per il browser del pandino (dedicato agli utenti Gmail) continuerà a essere supportato, ma sul lungo termine è meglio che gli utenti si rassegnino all'idea di fare lo switch a Yahoo! Mail se vorranno ancora servirsi delle caratteristiche di Xoopit.

Alfonso Maruccia
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