Il superbus Rambus sfida HyperTransport

Rambus è pronta a dare in licenza una nuova tecnologia d'interconnessione che mira a surclassare alcuni bus rivali come l'HyperTransport. Una tecnologia che fa da apripista alle future generazioni di RDRAM

San Jose (USA) - Rambus è pronta a sfidare le attuali tecnologie di interconnessione sul mercato, come HyperTransport (sviluppato da AMD) e Rapid I/O, con un nuovo bus di sistema parallelo che promette più prestazioni e minori costi d'implementazione.

La nuova tecnologia, chiamata Redwood, è in sviluppo da qualche anno e da ieri è pronta per essere data in licenza ai produttori di chip e integrata sui primi sistemi, fra cui PC, set-top box e net appliance. La stessa Sony impiegherà Redwood, insieme alla nuova interfaccia di memoria Yellowstone di Rambus, su alcuni dispositivi elettronici di consumo, fra cui la PlayStation 3.

Redwood può trasferire i dati ad una velocità compresa fra 400 MHz e 6,4 GHz entro una distanza massima di circa 38 cm. L'attuale versione di HyperTransport raggiunge una velocità massima di 1,6 GHz ma, per il 2004, il consorzio che ne sviluppa le specifiche prevede il rilascio di un aggiornamento capace di triplicare la banda passante.
Redwood è parte integrante di quella strategia di Rambus mirata a progettare interfacce e interconnessioni con la memoria più efficienti, necessarie per sfruttare a fondo le velocità permesse dalle future generazioni di memorie RDRAM.

Rambus sostiene che la sua nuova tecnologia d'interconnessione, oltre che più veloce dei concorrenti, è anche più economica da implementare e in grado di ridurre sensibilmente i costi di fabbricazione delle schede madri: questo è reso possibile da FlexPhase, una nuova tecnologia dei circuiti che, introducendo una modalità di trasmissione dei dati asincrona, dovrebbe permettere la costruzione di componenti logici più semplici, compatti e a basso costo.

A differenza dei due maggiori concorrenti, HyperTransport and Rapid I/O, Redwood potrà essere implementato dai produttori di chip solo dietro il pagamento di royalty: un prezzo che, secondo Rambus, dovrebbe però essere ampiamente ripagato dalle prestazioni della propria tecnologia e dai servizi di personalizzazione e supporto forniti insieme alle licenze.

Di recente Rambus è stata assolta dall'accusa di frode che le era stata avanzata lo scorso anno da Infineon, uno dei produttori di memorie a cui Rambus ha chiesto il pagamento di royalty per l'utilizzo della tecnologia SDRAM.
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