Alfonso Maruccia

Turisti nello spazio grazie ai dollari arabi

La "folle idea" del turismo sub-orbitale di Richard Branson conquista l'importante contributo di un fondo di investimenti arabo. Che pompa (centinaia di) milioni nell'impresa sperando di diversificare gli affari con spazio e satelliti.

Roma - Virgin Galactic, la pionieristica agenzia di viaggi spaziali sub-orbitali capitanata dal miliardario inglese Sir Richard Branson, si è recentemente guadagnata la fiducia di Aabar Investments, gruppo di investimenti degli Emirati Arabi Uniti che ha deciso di investire centinaia di milioni di euro nell'impresa. Grazie all'accordo Branson può continuare a sperare di tenere fede alle sue promesse, mentre il paese mediorientale (che controlla direttamente Aabar Investments) sperimenta nuove strade oltre il mercato petrolifero.

I petroldollari di Aabar Investments sono un'autentica boccata d'ossigeno per Virgin Galactic, costretta a fare i conti con la drastica riduzione di fondi causata dalla recessione economica e le relative difficoltà a concretizzare i piani della società. Branson dice di voler portare in orbita i primi "turisti spaziali" entro il 2010, obiettivo per cui sono appena iniziati i lavori sullo spazioporto del New Mexico e in funzione del quale il miliardario ha già in custodia 40 milioni di dollari di deposito in prenotazioni.

L'accordo tra Aabar e Virgin Galactic fa arrivare il valore complessivo di quest'ultima a ben 875 milioni di dollari, più ulteriori 100 milioni che verranno corrisposti in seguito. Aabar acquisterà il 32 per cento delle azioni di Virgin Galactic, e in cambio otterrà "diritti regionali esclusivi" per il lancio dei vascelli turistici e/o scientifici VG dalla capitale degli Emirati Abu Dhabi.
"Questa importante partnership non solo segue i più ampi piani della città di Abu Dhabi di instillare ricerca tecnologica e scienza a livello locale - dice commentando l'accordo il presidente di Aabar Khadem al-Qubaisi - ma costituisce inoltre complemento al suo obiettivo di essere la capitale del turismo internazionale della regione".

Virgin Galactic non ha ancora dato dimostrazione di poter avviare un'agenzia spaziale per ricchi e meno ricchi per di più tramutandola in un business profittevole, ma quanto sin qui mostrato e la promessa dell'accoppiata WhiteKnightTwo+SpaceShipTwo, rispettivamente l'aereo vettore e la navicella da sganciare una volta giunti alla giusta altitudine, è stato evidentemente sufficiente perché Aabar e gli Emirati puntassero finanziariamente sul successo dell'impresa.

Alfonso Maruccia
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