Hollywood, taglie sui pirati

Centinaia di migliaia di dollari vengono allocati dalle major per ottenere dritte e segnalazioni sui laboratori clandestini, quelli dei grandi pirati dei DVD, riprodotti illegalmente e spacciati ovunque

Roma - Nulla può più del denaro. Questo devono aver pensato i cervelloni delle major di Hollywood che hanno deciso di ricorrere a premi in denaro, novella forma di "taglia", per ottenere segnalazioni e dritte contro i pirati del DVD, quei laboratori che riproducono grandi quantità di film e li spacciano poi a basso prezzo sul mercato nero.

L'iniziativa l'ha descritta il boss della Motion Picture Association nella regione Asia-Pacifico, Micheal Ellis, che ha parlato di 150mila dollari già pronti per i delatori. "Gli informatori - ha detto - potrebbero essere chiunque, da addetti agli impianti alla moglie di una guardia. Alcuni di loro sono professionisti, possono vivere bene lavorando con noi".

Le major della MPA, tutti i maggiori studi di Hollywood, stanno pompando le proprie campagne antipirateria in molti paesi asiatici, dalle Filippine a Taiwan, tentando di arginare un fenomeno che da quelle parti è endemico e si compenetra in molti casi col tessuto produttivo legale.
Secondo Ellis, peraltro, molti dei materiali illegali presenti sui mercati europei ed americani provengono proprio dall'Asia. Un business che secondo la MPA si traduce in perdite secche di 3 miliardi di dollari nel 2002, perdite che non è però chiaro come vengano calcolate....

Per le taglie, Ellis ha spiegato che il problema non sono i fondi: "Se abbiamo bisogno di più soldi li possiamo avere. Qui il problema non sono i soldi". Appunto.
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