Alessandro Del Rosso

Globalfoundries seduce STMicroelectronics

Dopo AMD è il primo cliente della giovane Globalfoundries. Produrrà per conto suo chip con tecnologia di processo a 40 nanometri

Roma - A pochi mesi dalla sua nascita, avvenuta dallo spin-off della divisione manufatturiera di AMD, Globalfoundries ha già trovato il suo primo cliente "esterno": si tratta della società italo-francese STMicroelectronics.

Con i suoi quasi 10 miliardi di dollari di fatturato annuo, più del doppio di quello di Nvidia, STMicro è oggi una delle più grandi aziende di microchip al mondo: per la precisione la quinta dietro a Intel, Samsung, Toshiba e Texas Instruments. Questo la rende un "primo cliente" di estrema importanza per Globalfoundries, soprattutto nella prospettiva di ampliare il proprio giro d'affari e ottenere così una maggiore indipendenza economica da AMD.

"Il contratto di outsourcing firmato con STMicro è un primo successo per Globalfoundries", si legge in questo articolo di EETimes Europe. "È da notare il fatto che l'azienda sia riuscita da attrarre a sé uno dei principali player del settore semiconduttori in tempi più brevi del previsto".
L'accordo pluriennale, di cui non sono noti i dettagli finanziari, prevede che Globalfoundries produca per conto di STMicro prodotti basati sulla propria tecnologia di processo a 40 nanometri Low Power. Le due partner non hanno specificato di quali prodotti si tratta, limitandosi a dire che questi saranno prevalentemente indirizzati ai settori wireless e consumer, e che contribuiranno ad incrementare l'autonomia dei dispositivi mobili.

Come molti altri produttori di chip, tra i quali Nvidia e AMD, anche STMicro sta progressivamente convertendosi in una azienda fabless, ossia priva di fabbriche: questo processo è già iniziato da qualche anno con l'outsourcing di parte della sua produzione di chip CMOS a società come Taiwan Semiconductor Manufacturing Co. (TSMC) e United Microelectronics Corp (UMC), entrambe taiwanesi.

Globalfoundries rappresenta una sorta di interessante anomalia del panorama delle società che producono chip per conto terzi: a differenza di tutti i suoi più diretti rivali, che hanno sede a Taiwan o in altre parti dell'Asia, quest'azienda ha il proprio quartier generale in California e le proprie fabbriche in Europa (seppure stia costruendo un impianto anche a New York). Il fatto che Globalfoundries fabbricherà i chip di STMicro, con sede in Svizzera, presso la propria Fab di Dresda, in Germania, potrebbe avere avuto una certa influenza sulla scelta di STMicro: secondo Bob Johnson, analista di Gartner, la vicinanza geografica facilita la comunicazione tra le due aziende.

Ma non è solo questo il motivo che potrebbe aver spinto STMicro a scegliere una fabbrica europea. Come spiegato da EETimes, due anni fa Joseph Borel, ex vice presidente della ricerca e sviluppo di STMicro, illustrò al governo francese i rischi economici legati all'outsourcing, da parte dei maggiori produttori di chip europei, della fabbricazione dei semiconduttori a società asiatiche. Borel proponeva il consolidamento delle produzioni di STMicro, NXP e Infineon in una nuova fabbrica europea. Quella proposta non trovò terreno fertile, ma secondo EETimes potrebbe aver influenzato la decisione di Carlo Bozotti, CEO di STMicro, di legarsi a Globalfoundries. Decisione che, secondo alcuni analisti, può eventualmente guidare anche le future scelte di Infinenon e NXP: in tal caso Globalfoundries diverrebbe un'entità capace di realizzare, almeno in parte (l'utilizzo di fabbriche e manodopera europea), quanto auspicato da Borel nel 2007.

Ma le ambizioni di Globalfoundries trascendono i confini geografici: il suo obiettivo, infatti, è quello di diventare la seconda fonderia al mondo dopo TSMC. Un traguardo che conta di raggiungere grazie soprattutto alle avanzate tecnologie di produzione dei chip ereditate da AMD e co-sviluppate insieme a IBM.

Alessandro Del Rosso
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4 Commenti alla Notizia Globalfoundries seduce STMicroelectronics
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  • MA si, ma si!
    Mettiamo i coglioni(*) dell'Occidente in mano alla Cina, Taiwain, Malaisia, insomma in mano all'Asia... e poi? Se questi serrano il pugno, indovinate chi cantera' con voce bianca? NOI!

    Coglioni* = Manifattura, produzione tecnologica, supporto IT da remoto, Progettazione, etc etc.
    non+autenticato
  • Mi sembra una buona notizia, no?
    Si parla di una fonderia in europa,
    non e' male che riesca a raccogliere nuovi
    clienti. Nei semiconduttori, la quasi totalita' della
    produzione avviene da molti anni a Taiwan, poi Cina.
    La stessa TSMSC e' Taiwanese......
    non+autenticato
  • - Scritto da: acno
    > Mi sembra una buona notizia, no?
    > Si parla di una fonderia in europa,

    si, infatti.
    Paventavo oscuri scenari nel caso si proseguisse con la poco lungimirante politica di fara fare tutto fuori casa "perche si risparmia".
    non+autenticato
  • Speriamo veramente che facciano faville, potrebbe essere la dimostrazione che per produrre qualcosa non serve andare in Cina o chissa' dove, ma si puo' farlo anche in Europa.

    Altra considerazione su STMicroelectronics: come si sa, parte dell'azienda (secondo wiki il 27,5%) e' in mano allo stato italiano e a quello francese (con quote pari). A mio modo di vedere, e' compito di aziende con partecipazioni statali il perseguire obiettivi come questo: investire sulla tecnologia e sull'Europa e sui suoi lavoratori, invece di andare a ingrossare le file di coloro che producono in Asia, togliendo Know How e occupazione.
    non+autenticato