Giorgio Pontico

Una mappa per il WiMax

Stati Uniti e India sarebbero i terreni più fertili. L'espansione prosegue anche in Europa e Brasile

Roma - India, Stati Uniti e Brasile sono le nazioni in cui il WiMax si sta ritagliando uno spazio sempre più rilevante come vettore per la fruizione della banda larga. Il rapporto presentato da Infonetic Research è chiaro: l'estensione del territorio gioca un ruolo fondamentale nella diffusione del fratello maggiore del WiFi, poiché cablare ampie zone scarsamente popolate può non rivelarsi un investimento fruttifero.

Per paesi come gli Stati Uniti dove la distribuzione della popolazione sul territorio non è uniforme, la tecnologia WiMax risulterebbe essere la soluzione più efficace. Proprio per gli States Infonetic Research prevede, a partire dal prossimo anno, una nuovo impulso per lo sviluppo del broadband senza fili, specialmente in zone scarsamente popolate come il Midwest.

L'India dal canto suo può contare su una base di utenti tra le più estese al mondo su un territorio altrettanto ampio e che sarebbe antieconomico coprire con cavi o fibre ottiche, anche per una potenza emergente come l'ex colonia britannica. Infonetic Research indica per queste ragioni l'India come la migliore opportunità di investimento per chi produce installazioni WiMax e operatori di settore.
Il Brasile presenta in linea di massima le stesse condizioni demografiche degli USA: secondo questa analisi l'utilizzo del WiMax dovrebbe vedere un notevole incremento di utenze, passando dalle 184mila del 2008 ai tredici milioni pronosticati per il 2013.

Cambiando continente, l'Europa centrale risulta anch'essa fra le regioni a più alta concentrazione di WiMax, con circa 20 diversi network operanti. Poco più a est, in Russia, si starebbe ultimando l'attivazione di almeno dieci reti basate sullo standard 802.16. Inoltre la conformazione geomorfologica e la distribuzione degli abitanti fa sì che l'ex Unione Sovietica si configuri come un test efficace per dimostrare la capacità del WiMax di piallare il digital divide anche in ambienti ostici.

La situazione italiana sembra essere per certi aspetti simile a quella russa: già qualche mese fa il WiMax veniva indicato come una possibile panacea al divario digitale dell'Italia, in cui molti paesi di piccole dimensioni spesso sono tagliati fuori dalla broad band.

Giorgio Pontico
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9 Commenti alla Notizia Una mappa per il WiMax
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  • Non credo che il Winmax sia una soluzione rapida, ci vorrà molto coraggio da parte di chi fa gli investimenti, oggi con le classiche chiavette UMTS si riesce a già navigare fino a 7 Mbits in moltissime zone, questo per qualche decina di euro e con prezzi in discesa.
    Il WiMax per ora è pochissimo diffuso, in quanto manca tutta l'infrastruttura e potrebbe costare tantissimo istalalre tutte le antenne e i ponti radio.
    Comunque è certo che se ai classici sistemi, in rame su cavo e a quello su UMTS, dovesse nascere una alternativa questa andrebbe, a dir poco, a disintegrare il business dia del mobile che del fisso, con il WinMax si ci può parlare anche in movimento e ci vorrà pochissimo prima che si diffondano apparati mobili che lo supportano!
  • > fisso, con il WinMax si ci può parlare anche in
    > movimento e ci vorrà pochissimo prima che si
    > diffondano apparati mobili che lo
    > supportano!

    afaik, ma potrei pure sbagliarmi, ma le licenze vendute in itaGlia consentono l'utilizzo solo su terminali fissi.
    non+autenticato
  • E' impossibile controllare se l'utente è in movimento o è fermo, da sperimentazione effettuate da veicoli in movimento è stato dimostrato che il segnale regge bene velocità fino a 80 km/orari!
    Esistono già delle chiavette USB WinMax che hanno grandezze poco superiori alle chiavette UMTS, è c'è da scommetterci che i cellulari abilitati al WinMax spunteranno come funghi.
    A questo bisogna aggiungete che la tecnologia Wireless è ancora tutta in via di sviluppo, chi ha oggi acquistato le licenze si potrebbe trovare con la gallina dalle uova d'oro.
    Mi ricordala storia di una certa Omnitel che compro nel 97' la licenza GSM per tutta la Turchia per soli 6 milioni di euro, cifra analoga fu spesa per la Polonia, solo qualche anno dopo non sarebbero bastate cifre cento volte superiori.
  • Certo se il Win.Max lo fa zio Bill..... Con la lingua fuori
    non+autenticato
  • - Scritto da: MacMax
    > Certo se il Win.Max lo fa zio Bill..... Con la lingua fuori

    Mo che c'entra Newbie, inesperto
    non+autenticato
  • mi pareva una battuta, WiMax, non WinMax Con la lingua fuori
    non+autenticato
  • - Scritto da: a99dd999ddd o
    > sbagli

    evidentemente si. ma i miei dubbi erano fondati:

    da http://bit.ly/PGGyB

    "Non è chiaro se sarà possibile adottare la versione 802.16e “mobile” e se se si potranno usare le frequenze per fare backhauling, ADD aveva richiesto l’interoperabilità e la non discriminazione tecnologica quindi si auspica che saranno previste queste possibilità."

    http://bit.ly/4rMlfn

    da http://bit.ly/b9yw2

    "Altre perplessità riguardano invece aspetti più tecnici. Sul sito di keybiz.it sottolinea che lo spettro di frequenze che verranno liberate fa pensare si riferiscano sostanzialmente ad opzioni di connettività fissa, mentre ancora non è stato chiarito se sarà possibile implementare lo standard 802.16e (WiMax mobile). "

    da PI: http://bit.ly/H3F05

    "Ai piccoli operatori resteranno davvero solo le briciole? E questo che conseguenze avrà sull'utenza, sui servizi che saranno effettivamente resi disponibili, considerando anche che le frequenze assegnate con questa gara non consentiranno l'uso del WiMax in mobilità?."

    l'articolo continua fornendo poi diverse interpretazioni dei soggetti interessati.

    quindi il "non darlo per certo" non mi sembra cosi' sbagliato.
    non+autenticato
  • Non mi sembra che le licenze se le siano aggiudicate solo i grandi operatori, anzi sono rimasti tagliati fuori in moltissime regioni.
    I grandi si possono anche permettere di comprare la licenza e dormire, ma i piccoli operatori devono darsi una mossa, ci sono ISP che hanno speso diverse decine di milioni di Euro per le licenze.