Giorgio Pontico

Cina, morto per troppa Internet

Passare molto tempo sulla Rete non uccide. Un pestaggio rieducativo invece sì

Roma - Era stato mandato in un campo di riabilitazione nella provincia di Guangxi Zhuang (Cina) per risolvere il problema legato alla sue attività nel mondo virtuale: quella dipendenza da Internet temuta dal governo cinese tanto da approntare apposite strutture rieducative.

I genitori dell'adolescente Deng Senshan avevano pagato circa mille dollari nel tentativo di aiutarlo. Quello che doveva essere un percorso riabilitativo si è trasformato in una tragedia: le percosse con cui i guardiani del centro di recupero di Nanning si sono accaniti sul ragazzo non erano affatto virtuali.

Deng Senshan è morto in seguito al trattamento ricevuto da coloro che avrebbero dovuto salvarlo dalla sua dipendenza.
Sul Wall Street Journal si legge che i tre responsabili sono stati trattenuti dalla polizia locale: "Stiamo investigando su un caso in cui un ragazzo sarebbe stato ucciso dai suoi insegnanti - ha dichiarato un funzionario della polizia di Nanning - e al momento non ci sono sviluppi".

Fino a poco tempo fa uno degli espedienti per far rinsavire i malati era la pratica dell'elettroshock, abolita solo il mese scorso in seguito ad un rapporto che ne sconfessava l'efficacia.

Giorgio Pontico
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