Alfonso Maruccia

Olanda, l'ISP filtra (quasi) tutto

Un provider pianifica di dichiarare guerra alla Internet non-HTTP, limitando qualsiasi protocollo telematico che non abbia a che fare con il web per 12 ore al giorno

Roma - Il management (anche estremo) della banda di connessione a Internet è una consuetudine diffusa tra molti ISP di ogni parte del mondo, e questo pare sia un fatto. I provider spesso negano di violare i principi net neutrality e pensano soprattutto a tenere assieme la promessa delle "connessioni illimitate" e la reale capacità portante dell'infrastruttura. A conferma di questa tendenza arriva l'idea di UPC, provider olandese che la banda la vuol tagliare drasticamente soprattutto ai protocolli che hanno poco a che fare con il World Wide Web "puro".

Le preoccupazioni per il throttling delle applicazioni di file sharing sul territorio Canadese? Lo "scandalo" Comcast negli USA? Quello è il passato: il piano di UPC prevede che per 12 ore al giorno, dal pomeriggio fino a mezzanotte, tutti i protocolli a esclusione delle comunicazioni HTTP subiscano una riduzione della banda dedicata sino a un terzo di quella nominale. E se taluni siti dovessero azzardarsi a caricare troppo il network, si potrebbe arrivare al throttling automatizzato anche in questi frangenti.

VoIP, file sharing, streaming in alta definizione (o giù di lì), UPC sceglie di non fare nessuna differenza e azzoppare tutte le più utilizzate applicazioni di rete adducendo la giustificazione di voler ridurre i casi di "abuso" del network da parte dei netizen più smaliziati a vantaggio dell'utente medio e web-dipendente. Apparentemente un simile comportamento sarebbe perfettamente in linea con i termini di servizio della società, in cui si specifica che "non c'è alcun limite per i sottoscrittori di connessioni a banda larga" ma che contemporaneamente il provider si riserva di "applicare una politica di equo utilizzo".
In un periodo caratterizzato da disconnessioni forzate, tentativi di chiusura di backbone "pirata" e fortissima pressione da parte delle lobby dell'industria nei confronti della politica, i provider come UPC tentano di fare un ulteriore passo verso l'auto-regolamentazione della rete e il pieno controllo della sua evoluzione, esprimendo l'intenzione di fare la voce grossa su quale applicazione (e quindi business, vedi alla voce BitTorrent) debba avere successo e quale vada relegata in secondo e terzo piano, tra i bassifondi di un cyberspazio sempre meno "libero".

Nel caso specifico del provider olandese, a ogni modo, le intenzioni dovranno fare i conti con l'Unione Europea e la volontà (più volte espressa da Bruxelles) di preservare i principi di neutralità della rete rispetto agli interessi particolari o le necessità di marketing degli ISP. Difficile se non impossibile, infatti, far andare d'accordo politiche di limitazione indiscriminata come quella di UPC e le speranze della UE sulla connettività come futuro motore economico del continente.

Alfonso Maruccia
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8 Commenti alla Notizia Olanda, l'ISP filtra (quasi) tutto
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  • A sto punto basta mettere tutto sulla porta 80 e usare un proxy diverso per ogni applicazione che lo supporta.
    O direttamente per i più smaliziati dei tunnel ssh come faccio io.
    Wolf01
    3342
  • finalmente anche gli ISP daranno da lavorare a torme di avvocati pronti a spolparli in nome dei clienti che, trovandosi un servizio azzoppato, non avranno alcun problema non solo a cambiare operatore, ma pure a farsi pagare un pò di danni per la decisione unilateralmente assunta in modo indiscriminato verso tutta la clientela.
    Oggi l'unico problema a reagire ai bidoni di molti isp è quello di dimostrare in giudizio che la banda è di gran lunga inferiore a quella publicizzata e acquistata in contratto. Ora che un operatore dichiara candidamente che la ridurrà dolosamente demolirlo in giudizio sarà una passeggiata.
    Avanti così e ricordiamoci sempre che anche Napoleone pur con un esercito potentissimo si ritrovò duramente sconfitto con la terra bruciata ... cominciamo con gli isp che violano la net neutrality usando le loro stesse armi 'legali'?
  • Se è solo marketing per far parlare di se, ci sono riusciti in pieno.
    Se pensano di fermare gli abusi cosi, si tagliano le palle da soli, anche perchè internet non è solo il meto HTTP oggi giorno, ormai moltissime cose viaggiono per la rete, protocollo diversi, per gli scopi più disparati.

    Internet è un grandissimo mezzo di comunicazione, se mi seghi la banda per applicativi VOIP, aggiornamento software, gaming online e streming, mi uccidi la mia connettività. Io come cliente non sceglierei mai di PAGARE per un servizio castrato cosi.

    L'era di usare internet solo per le mail è finito da un pezzo.
    Sgabbio
    26178
  • Voglio vedere quanti clienti avranno...
    non+autenticato
  • Perché? Secondo te gli utenti normali si accorgeranno della cosa? Secondo te la gente comune sa che Internet non è solo HTTP?
    Purtroppo pochi si rendono conto veramente di che cosa significhi!
    non+autenticato
  • - Scritto da: bla blah
    > Perché? Secondo te gli utenti normali si
    > accorgeranno della cosa? Secondo te la gente
    > comune sa che Internet non è solo HTTP?
    > Purtroppo pochi si rendono conto veramente di che
    > cosa significhi!

    Significa niente programmi di posta, niente videogiochi online, niente scaricare programmi dai siti.
    krane
    22544
  • - Scritto da: Timur Lang
    > Voglio vedere quanti clienti avranno...

    Bellissimooooo pochi clienti e quasi tutti che usano tunnel! A bocca aperta A bocca aperta Con la lingua fuori
  • Certe uscite sono roba da malati di mente, quindi uno dovrebbe pagare quell'ISP per la connettivita' e rinunciare a qualsiasi gioco online, download di demo, free full game, anteprime video, videoconferenze, voip, home working, ecc. In pratica un ritorno ad arpanet ma a pagamento?!
    Immagino quanti clienti rimarranno con quell'ISP xD
    non+autenticato