Alfonso Maruccia

NASA, dopo lo Shuttle i razzi SpaceX

Entro la fine dell'anno tecnicamente sarà possibile l'attracco di vettori commerciali sulla ISS. Gli USA puntano sui privati per rifornire i propri astronauti in missione

Roma - Il breve interregno tra il pensionamento dello Shuttle e l'entrata in funzione dei vascelli del piano Constellation appartiene ai privati, e in particolare a Space Exploration Technologies Corporation (SpaceX). In questi anni la società fondata nel 2002 dal co-founder di PayPal Elon Musk è cresciuta a ritmi sostenuti, e grazie alla strumentazione che la prossima missione dello Shuttle Atlantis (STS-129) porterà sulla Stazione Spaziale orbitante sarà entro breve in grado di ottemperare agli impegni presi con la NASA nell'ambito del programma Commercial Orbital Transportation Services (COTS).

Quando, il prossimo 12 novembre, Atlantis decollerà dalla rampa di lancio 39A del Kennedy Space Center, il vascello NASA porterà con sé la Ultra High Frequency Communication Unit appena trasportata da SpaceX al KSC. Una volta installata a bordo della ISS, l'unità (realizzata da SpaceX in collaborazione con NASA) servirà per le comunicazioni tra Dragon, il vascello di SpaceX, la ISS stessa e il controllo di missione a terra. UHFCU potrà inoltre essere impiegata dalla stazione orbitante per monitorare tutti i mezzi in attracco e in partenza.

Si tratta insomma del primo componente hardware scaturito dai piani COTS e grazie al quale la ISS (e di conseguenza i trasporti spaziali da e verso la terra) servirà da approdo per i vascelli cargo Dragon, una volta che questi saranno stati trasportati oltre atmosfera dai veicoli-vettore di SpaceX Falcon 9. Il piano COTS servirà poi da piattaforma (metaforica) di lancio per il contratto Commercial Resupply Services stipulato nel 2008 NASA e SpaceX, che prevede la partenza di 12 rifornimenti (pressurizzati o meno) per la ISS tra il 2012 e il 2015 con un carico minimo garantito di 20mila chilogrammi complessivi.
Al momento si parla del trasporto di carichi composti esclusivamente da materiali, ma nelle dichiarazioni auto-celebrative rilasciate da SpaceX in occasione della consegna del modulo UHFCU la società californiana non chiude le porte a missioni eventualmente composte anche da equipaggi umani. Se tutto andrà come previsto dai claudicanti piani di NASA, a ogni modo, nel 2015 Dragon passerà le consegne al nuovo vascello statunitense per il trasporto di astronauti su ISS, Luna e oltre.

Orion, il gioiello della corona del complesso piano Constellation per il ritorno in grande stile degli americani nello spazio, ha appena completato la fase di "revisione preliminare del design" (o PDR), il che equivale alla certificazione da parte di NASA della fattibilità ingegneristica e della validità concettuale del modulo (non molto dissimile, almeno all'esterno, dal Command Module della storica piattaforma di trasporto Apollo) prima della sua effettiva costruzione.

Alfonso Maruccia
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