In Kosovo la telematica italiana

Il progettone Skit del ministero degli Esteri e della Regione Lazio porterÓ alla realizzazione di network informatici in dieci municipalitÓ della martoriata regione balcanica

Roma - Cooperazione allo sviluppo targata telematica quella varata in questi giorni dal ministero degli Affari Esteri italiani e dalla Regione Lazio a favore del Kosovo. Nella regione che fu teatro di scontri etnici e interventi militari internazionali, l'Italia porterÓ alcune importanti infrastrutture telematiche.

Il progettone varato dalla direzione generale Cooperazione allo sviluppo del ministero e co-finanziato anche dalla Regione Lazio Ŕ lo SKIT ("Support to Kosovo information technology") e prevede la realizzazione di network informatici locali in dieci municipalitÓ, network considerati essenziali all'avvio dei primi servizi telematici in alcune aree.

La scelta di ricorrere alle infrastrutture di networking deriva dal fatto che l'UNDP, l'agenzia ONU che coordina il programma di sviluppo del Kosovo sulla base delle convenzioni giÓ stipulate con le autoritÓ locali, ha segnalato la presenza diffusa di computer ed altri materiali informatici provenienti da donazioni di varia natura, anche italiane. Ma sono macchine che spesso non possono essere connesse alla rete telefonica e dunque ad internet proprio per mancanza di infrastrutture telematiche di base.
Un altro ostacolo da risolvere Ŕ anche secondo l'UNDP la scarsa preparazione del personale locale che deve essere aggiornato in materia di connettivitÓ, un elemento essenziale per il varo di servizi telematici in Kosovo.

Il costo totale del progetto Ŕ di 645mila euro e sarÓ coperto dalla Regione per 193mila mentre la sua realizzazione Ŕ affidata proprio all'UNDP.
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