Giorgio Pontico

Flickr crede troppo al copyright?

Il portale di photo sharing aveva eliminato senza verificare. La sommossa degli utenti ha ristabilito l'ordine e convinto Yahoo! ad essere meno superficiale

Roma - Un'immagine carnevalesca del presidente Obama ricavata da una foto protetta da copyright. Una community che sorveglia i suoi leader. Millantate violazioni di copyright. Tanto è bastato per svelare la superficialità con cui Yahoo! sembrerebbe fino ad oggi aver gestito la pubblicazione di foto su Flickr, probabilmente il riferimento online per appassionati di fotografia provenienti da tutto il mondo.

Uno di questi, uno studente di Chicago, si era dilettato nel ritoccare un'immagine di Barack Obama ripresa da una copertina di Time Magazine risalente al 2006. Una volta inserita in una delle sue gallerie, i visitatori si sono ritrovati di fronte all'immagine del Presidente degli Stati Uniti truccato come il Joker interpretato da Heath Ledger in Batman: The Dark Knight. Nulla di particolarmente rilevante in fin dei conti: gli Stati Uniti sono un paese dove la satira è parte dello stesso dibattito politico. Per questo motivo quando l'immagine è stata rimossa più di qualche utente si è scatenato sul forum di Flickr inneggiando al free speech e denunciando quello che appariva come un atto di censura.

Alla luce di questa reazione il community manager ha illustrato i motivi che avevano spinto gli amministratori del sito a cancellare il ritratto del presidente imbrattato. L'input era stato dato dal ricevimento di un avviso di violazione del DMCA relativo alla foto originale pubblicata tempo addietro su Time Magazine. Tuttavia nessuno aveva mai reclamato e la foto era online da diversi mesi, tanto che alcuni l'avevano sfruttata impostando un merchandising sul volto di Obama/Joker. Sia colui che aveva scattato foto originale che la rivista Time non erano dietro la notice of infringiment recapitata a Yahoo!.
La foto però era stata eliminata, e la comunità non aveva affatto digerito il gesto, sopratutto vista l'iniziale mancanza di rivendicazione della denuncia.

Proprio questo fattore ha fatto insospettire alcuni utenti, i quali avevano deciso di indagare più a fondo, mettendo alla prova i meccanismi con cui Yahoo! gestisce la rimozione delle immagini. L'utente 3e, di comune accordo con un compagno, ha prima postato un'immagine e ha poi presentato sotto falso nome una finta denuncia. Ha chiesto la rimozione della foto segnalando la violazione del diritto d'autore.

Qualche ora dopo la foto in questione era sparita, e all'utente che l'aveva pubblicata erano state date le stesse motivazioni fornite in precedenza per l'affaire Obama: infrazione del DMCA.

Stando quindi a quanto scritto sul forum, Yahoo! non avrebbe controllato la provenienza dei reclami, limitandosi per prassi a falcidiare qualsiasi immagine venisse segnalata, senza preoccuparsi di verificare l'attendibilità delle notifiche.

Per rimediare l'azienda di Sunnyvale ha ripristinato la foto di Obama, ormai ampiamente diffusa non solo sul Web, promettendo ai suoi utenti una maggiore attenzione ed elasticità in futuro.

Giorgio Pontico
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