Vincenzo Gentile

VMware, il futuro del mobile č virtuale

L'azienda traccia il futuro del settore auspicando applicazioni in grado di girare su diverse piattaforme. Un futuro che stando alle stime non dovrebbe essere troppo lontano

Roma - Dall'introduzione dell'App Store di Apple, tutte le maggiori aziende del settore hanno compreso quanto importante sia dotare i propri terminali di un degno numero di applicazioni. Così, sono spuntati come funghi svariati marketplace: ad ognuno il suo. Ma, secondo chi di certe cose se ne intende, in futuro non ci dovrebbero essere troppi problemi a comprare un terminale e utilizzare tutto il software scritto per un concorrente.

Se è vero che questi store online vanno avanti anche grazie agli sviluppatori, è anche vero che questi ultimi in genere tendono a fidelizzarsi ad una sola piattaforma poiché spesso si ritiene scomodo sviluppare la stessa applicazione più volte. Secondo VMware, azienda il cui il proprio core business si basa proprio sulla virtualizzazione, in un futuro non troppo lontano le cose cambieranno.

A conferma di quanto detto VMware ha mostrato, durante l'evento annuale indetto dall'azienda stessa a San Francisco, come sia possibile far girare un'applicazione sviluppata per Android su un dispositivo equipaggiato con Windows Mobile.
"Dal punto di vista dei consumatori, quello che accade quando si acquista un nuovo telefono è l'essere vincolati ad un elenco di applicazioni sviluppati solo ed esclusivamente per quella piattaforma" spiega Srinivas Krishnamurti, dirigente dell'azienda. "Tutto ciò - continua - è semplicemente ridicolo. Perché non è possibile far girare qualsiasi applicazione sul proprio telefono?".

Come già detto, la risposta secondo l'azienda è quella della virtualizzazione. Stando a quanto mostrato durante la conferenza californiana, VMware si aspetta un futuro fatto di applicazioni disponibili per tutti gli utenti. Comunque, per far sì che ciò accada, bisogna avere a disposizione un ampio numero di smartphone in grado di supportare a livello hardware la virtualizzazione di altre piattaforme.

Secondo le stime dell'azienda, nonostante vi siano già le basi per muoversi in questa direzione, il tutto sarà disponibile a livello mainstream non prima di 2 o 3 anni. Inoltre, per quanto interessante possa essere la soluzione proposta, vi sono alcuni fattori da non sottovalutare.

In primis, gli interessi economici e commerciali. Prendendo ad esempio la politica di uno dei leader del settore, ovvero quella Mela morsicata a Cupertino, viene difficile pensare ad una completa disponibilità dell'azienda ad un'eventuale apertura dei suoi servizi ad altre piattaforme. Diversamente, realtà come Android potrebbero trovare nella virtualizzazione un secondo motore utile a spingere ulteriormente sull'acceleratore.

Vincenzo Gentile
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