Alfonso Maruccia

L'affare Pay Bay a un passo dal fallimento

Global Gaming Factory Ŕ fuori dalla Borsa svedese. Ma proprio con dagli scambi azionari pensava di spremere di denaro per acquisire la Baia

Roma - Il 31 agosto è passato, e Global Gaming Factory non è ancora divenuta proprietaria degli asset di The Pirate Bay, tracker, motore di ricerca, database dei torrent e tutto quanto. La nuova, prevedibile puntata della telenovela The Pay Bay si apre con un cliffhanger di sicuro effetto che contribuisce ad alimentare ulteriori, pesanti dubbi sul presunto sigillo di garanzia apposto in calce alla vendita del portale: GGF è stata sbattuta fuori dagli scambi azionari del mercato svedese a causa della sua mancanza di trasparenza e dell'abitudine di non rivelare tutte le informazioni necessarie agli investitori.

Il problema, ora come allora, sono i soldi, quei 60 milioni di corone svedesi (quasi 6 milioni di euro) da pagare agli ex-proprietari della Baia e che GGF spergiura di avere con sé alla bisogna. Hans Pandeya, il CEO di GGF affetto da qualche imbarazzante debito di troppo col fisco del suo paese, ha confermato a più riprese di avere messo insieme i soldi necessari, e metà di quei denari sarebbe dovuta venire dai fondi provenienti dal mercato azionario.

Ma ora cala questa mazzata da parte di Aktietorget, l'organizzazione di controllo della Borsa svedese, che già ad agosto aveva provveduto a bloccare gli scambi del titolo GGF perché la società non era stata in grado di dimostrare la reale disponibilità dei fondi necessari all'acquisizione. Pandeya si era detto convinto che gli scambi sarebbero stati ripristinati quanto prima, e invece pare proprio che il titolo GGF sia stato espulso in maniera definitiva dal mercato.
Aktietorget sostiene che "le presunte infrazioni" di GGF nelle regolari operazioni di Borsa sono state serie, la società ha dato "l'impressione sistematica di una mancanza di responsabilità" e non ha fornito le dovute informazioni laddove richiesto da investitori e organi di controllo. Il consiglio di Aktietorget "si rammarica del fatto che la società abbia ingannato il mercato attraverso la sua mancata divulgazione di informazioni, la qual cosa ha portato alcuni investitori a condurre affari che probabilmente non avrebbero perseguito se fossero stati informati in maniera opportuna".

Tagliato fuori il mercato azionario, a Pandeya toccherebbe ora raggranellare il doppio dei fondi liquidi sin qui messi insieme, un'impresa che appare a dir poco improbabile considerando le defezioni già subite tra il management di GGF e gli investitori "informati in maniera inopportuna". La vendita di The Pirate Bay è dunque definitivamente sfumata? Sciocchezze, continua a ripetere Pandeya, la transazione "non può essere fermata" e il dirigente ha puntato le quote di GGF di sua proprietà in garanzia.

Il denaro c'è, ripete come un automa Pandeya e, in quanto alla storia dell'auto e della barca che il fisco gli ha portato via, commenta ironico che si è trattato solo di "immagini spettacolari allegate a storie di intrattenimento" artefatte per dare l'impressione che lui sia sul lastrico. Gunther Marder, presidente di un'associazione di azionisti svedese, parla invece del colpo telematico del secolo come di una vicenda appartenente già al passato rimarcando che "l'intero affare è stato segnato da dichiarazioni goffe e pretese equivoche".

Alfonso Maruccia
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16 Commenti alla Notizia L'affare Pay Bay a un passo dal fallimento
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  • come da titolo: se non viene venduta? rimane online? chiude? viene trasportata in un'altra dimensione?
    non+autenticato
  • "Ma proprio con dagli scambi azionari pensava di spremere di denaro per acquisire la Baia"
    Ragazzi, capisco che PI sia gratuito, ma rileggere almeno i titoli mi sembra il minimo.
    Un vostro attento lettore.
    non+autenticato
  • Global Gaming Factory è fuori dalla Borsa svedese. Ma proprio con dagli scambi azionari pensava di spremere di denaro per acquisire la Baia

    cosa? sembra uno di quegli spam tradotti maleCon la lingua fuori
    non+autenticato
  • Ahi ahi ahi Sig.ra Mariuccia Longari...

    Saranno i bomboloni alla crema che gli passa al mattino Vincenzo Gentile...Sorride
    non+autenticato
  • Da quello che ho capito, speravano di raccogliere i fondi per comprare TPB emettendo e vendendo azioni: gli azionisti che le compravano (fornendo il capitale) avrebbero poi goduto degli utili della nuova Pay Bay; dal momento che non sono riusciti a spiegare in modo convincente che genere di utili avrebbero potuto ottenere, perchè chiunque capisca qualcosa di come funziona TPB sa anche che difficilmente può essere monetizzata (perchè anche se gli utenti sono tanti la maggior parte non è disposta, per principio, a scucire un solo centesimo), ben pochi sono stati disposti ad investirci sopra.

    Quando poi l' affare non decollava, hanno provato ad offrire le azioni ad un prezzo più basso, così vedendo scendere le quotazioni, chi le aveva già comprate si è spaventato e si è affrettato a vendere, i prezzi sono scesi ancora e adesso sono così bassi che non riescono nemmeno più a restare nel mercato.

    Del resto era un disastro annunciato, lo pensavano già in tanti che un affare del genere sarebbe fallito; spero, anche se ne dubito, che possa servire da esempio per un' altra volta.
    non+autenticato
  • Come si fa ad imbrigliare nelle logiche di mercato un'entità (non posso chiamare TPB azienda) che si basa sulle logiche di condivisione?

    Sono due concetti in antitesi.

    Questi commercianti non riescono a rendersi conto della rivoluzione culturale e sociale insita nella condivisione, come i produttori di software closed non riescono a rendersi conto della rivoluzione dell'opensource.

    Il capitalismo, un concetto assolutamente darwiniano, che prevede per sua natura competizione e selezione tra gli individui non riesce a concepire la coalizione e la collaborazione.

    Una struttura di vendita è organizzata come una produzione e distribuzione one-to-one con pagamento per ogni copia del prodotto venduto. L'informazione ha così un circuito chiuso di passaggio dal produttore al consumatore e legalmente deve morire lì per perpetrare il guadagno vendendo la medesima informazione a più soggetti.

    Una struttura di distribuzione many-to-many prevede la multidiffusione delle informazioni tra più individui. Occasionalmente alcuni di loro recuperano dall'ambiente delle informazioni e le mettono a disposizione del network. Quelle informazioni non muoiono dopo il download, ma restano circolanti nel network quasi perpetuamente a disposizione di chiunque si leghi al network e le cerchi.
    In questo modo cresce a dismisura la quantità di informazioni alle quali chi si connette al network può attingere indipendentemente dal concetto di vendita e passaggio di diritto di fruizione.

    Essendo l'informazione (musica e quant'altro) "cibo per la mente e per lo spirito" il network è molto più efficiente nel fornire "cibo" a tutti gli individui che ne fanno parte.

    Quello con cui si scontrano i mercanti del multimedia è il fatto che essi stessi hanno creato dipendenza dall'informazione e dall'intrattenimento, ma quando il macro-essere composto dall'uomo interconnesso ha scoperto come meglio approvvigionarsi di questo cibo tramite la digitalizzazione e la copia, lo sta sfruttando in tutta la sua efficienza.

    Nell'epoca del benessere dove il non essenziale diviene essenziale e ricercato come nel caso della musica, i film i giochi ecc. Questo è il nuovo cibo per l'essere umano della società moderna che non ha più il pericolo di vita insito nel dover coltivare o cacciare e cibarsi di cibo per il corpo.
    E il macro-essere che sta formando l'uomo interconnesso ha trovato nel P2P il miglior mezzo di approvvigionamento di cibo per la sua mente e il suo spirito (materiale multimediale per l'intrattenimento: musica, film, giochi, software, ecc.).

    La battaglia contro il P2P è già persa in partenza... Perché il P2P è un concetto assolutamente compatibile con la condizione di "animale sociale" in cui si trova l'uomo, e assolutamente incompatibile con quello disumano del capitalismo.
    Il capitalismo è darwiniano (selettivo) perché per le regole del massimo profitto tende a praticare la legge della scarsità, ossia pochi prodotti costati pochissimo alla produzione e molto costosi alla vendita al dettaglio che possono permettersi solo pochi individui. Rende la società selettiva, perché pochi uomini possono permetterseli.
    Allora gli uomini che non possono permetterseli ma necessitano di quei prodotti perché ormai ne dipendono anche loro, si organizzano in strutture sociali basate sulla condivisione che possono digitalizzare e riprodurre quei prodotti e metterli a disposizione di tutti coloro che ne hanno "bisogno".
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    Modificato dall' autore il 11 settembre 2009 11.27
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  • Bel discorso, ma credo che il punto sia ancora più semplice:
    -Il capitalismo si basa sulla domanda e sull' offerta di risorse disponibili in quantità limitata (materie prime, prodotti finiti, lavoro individuale): se io ho una bottiglia di birra, e dieci persone la vogliono, solo una può averla, quindi io metto la bottiglia all' asta e la vendo a chi offre di più. Non esiste la birra gratis ("free beer").
    Il denaro è, esso stesso, disponibile in quantità limitata (se non lo fosse il suo potere d' acquisto scenderebbe a zero), e si può usare per rappresentare i beni commerciabili (sicuramente è più comodo del classico baratto)
    -Proprio perchè il denaro è disponibile in quantità limitata, non può esistere nessun sistema in grado di produrre denaro in modo illimitato (sarebbe l' equivalente economico del moto perpetuo): non posso pensare di comprare qualcosa che mi produca soldi senza che io abbia più bisogno lavorare (anche chi guadagna con gli investimenti, deve continuamente correggerli, quindi deve "lavorare", contribuento, con il suo tempo e le sue capacità, ad indirizzare le risorse economiche verso i progetti più efficienti).
    -Il software (con questo intendo anche la musica, le immagini e i film, ossia qualsiasi contenuto digitale) è disponibile in quantità illimitata: se io ho un solo software, e dieci persone lo vogliono, posso tranquillamente fare dieci copie, e non c' è bisogno che nessuno rinunci alla sua; quindi il sistema capitalistico non è applicabile, e non ha senso misurare in denaro il valore di un software, perchè il denaro non può rappresentarlo (occorrerebbe una moneta che io possa duplicare, esattamente come duplico il software); per questo, in genere, gli "scambi" avvengono pagando non con denaro o con beni materiali, ma con altro software. Quindi, il "free software", a differenza della "free beer", può esistere.
    -Pagando il software in denaro, si verificherebbe il paradosso detto prima: l' editore potrebbe comprare il software dall' autore, poi farsi pagare per ogni copia scaricata, senza bisogno di far nulla: dal momento che si possono vendere infinite copie, potrebbe guadagnare all' infinito senza fare nulla, e questo in un sistema capitalistico efficiente non può accadere: prima o poi qualcun altro farà le sue copie a minor prezzo, rubandogli i clienti, e si proseguirà così finchè il prezzo non scende a zero.

    Per aggirare il problema gli editori cercano quindi di trasformare il software in una risorsa limitata: finchè occorreva distribuire anche il supporto materiale (disco, cassetta, libro...) il trucco funzionava (in effetti, le scorte di dischi si possono esaurire), ma con la distribuzione del solo software non funziona più. Eventuali espedienti legali (copyright) e tecnologici (DRM) sono un surrogato idiota, perchè introducono limiti non necessari, a tutto vantaggio di chi sceglie di non usarli (software libero, Creative Commons...)

    Chi continua ad arroccarsi nelle sue posizioni merita di andare in rovina ed estinguersi, esattamente come si sono estinti i latifondisti che rifiutavano di adattarsi ai sistemi nuovi (meccanizzazione, conduzione diretta, cooperativa...)
    non+autenticato
  • ... come da oggetto. In'oltre, sarebbe stata l'ennesima società quotata in borsa a reggersi su un castello di carte. Vedasi ad esempio Cirio e Parmalat qui da noi (per non parlare delle squadre di calcio !)
    Ed a rimetterci sarebbero stati gli ipotetici utenti (ma quali poi ?) del (dis)servizio che avrebbero dovuto offrire.
    Sfruttare un nome, pretendere di farlo gratis e comprarsi la Lamborghini non sono compatibili, non sempre.
    non+autenticato
  • ... era un'idea così splendida, così innovativa, così inaffondabile.

    ...

    ...

    Bisogna esser solo degli IDIOTI e dinosauri oltre l'inverosimile per non accorgersi di certe cose.

    E' inutile. Questa economia ormai è morta. Vecchia decrepita. Deve sparire.
    non+autenticato
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