Mauro Vecchio

UE, un osservatorio per il copyright

Agirà in maniera complementare alla legge e cercherà di far collaborare i paesi europei nella lotta a contraffazione e pirateria. I discografici, tuttavia, reclamano leggi e non accordi

Roma - "L'Unione Europea è sede di alcuni tra i mercati più fiorenti del mondo, che considerano la proprietà intellettuale come uno dei diritti più preziosi a loro disposizione". A dichiararlo è stato Charlie McCreevy, Commissario UE per il Mercato Interno, che, in una recente seduta della Commissione Europea, ha speso parole tanto positive verso il business del Vecchio Continente, quanto dure nei confronti di chi minaccia l'originalità dell'ingegno.

"Purtroppo - ha aggiunto McCreevy in un documento ufficiale - esistono sempre coloro che cercano di minare le intenzioni più oneste. Dobbiamo fermare questo pericoloso trend, non attraverso un numero maggiore di leggi, bensì mobilitandoci per una collaborazione reciproca più forte". Bruxelles si è, dunque, dimostrata particolarmente soddisfatta di quella che è l'attuale cornice legale a difesa del diritto d'autore, sostenendo che gli strumenti messi a disposizione sono giusti ed efficaci.

Quello che, invece, è parso importante da sottolineare, nella visione dello stesso McCreevy, ha riguardato una nuova esigenza: rinforzare tutto il sistema a protezione della proprietà intellettuale, per continuare meglio a combattere pirateria e contraffazione, sia all'interno che all'esterno dei mercati europei. Per questo la Commissione ha annunciato la nascita di un Osservatorio sulla contraffazione e la pirateria, che vada a monitorare e aiutare i singoli stati a lavorare insieme per ridurre la frequenza delle attività illegali.
Il progetto sembra aver raccolto consensi intorno a Bruxelles, nonostante qualche muso un po' lungo: International Federation of the Phonographic Industry (IFPI) ha sì parlato di "buone notizie per il settore musicale europeo", ma con riserve, espresse dal CEO John Kennedy. "L'esperienza - ha dichiarato Kennedy - ha dimostrato che approcci di questo tipo, non legislativi, possono costituire un'eccellente piattaforma di lavoro, ma presentano poi dei seri limiti nel portare a veri e propri cambiamenti".

Mauro Vecchio
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