Alfonso Maruccia

SWIFT, gli USA vogliono la licenza di spiare

Il parlamento europeo dibatte su un ipotetico accordo tra USA e Vecchio Continente, teso a facilitare l'interscambio di informazioni finanziarie tra le due sponde dell'Atlantico. SWIFT č sempre in agguato

Roma - Si ritorna a parlare di SWIFT (Society for Worldwide Interbank Financial Telecommunications), il colosso che custodisce informazioni sulle transazioni elettroniche tra 7.800 diverse istituzioni finanziarie del mondo. Finito nel mirino delle autorità europee a tutela della della privacy e accusato di spifferare al controspionaggio statunitense dati sensibili sui conti bancari italiani ed europei all'insaputa dei proprietari, il network con base in Belgio è ora oggetto di intermediazione tra USA e UE nel tentativo di giungere a un accordo per la condivisione delle informazioni ivi contenute.

Al momento la Svezia (presidente di turno dell'Unione) è impegnata in negoziati tesi a stipulare un accordo tra le due sponde dell'Atlantico, accordo grazie al quale USA e UE potrebbero condividere le informazioni sulle operazioni finanziarie transatlantiche in attesa che il database americano di SWIFT venga trasferito nella sua nuova sede in Olanda.

L'accordo avrebbe carattere di temporaneità e dovrebbe durare un anno al massimo, periodo oltre il quale le autorità continentali dovrebbero sostituirlo con un patto di ferro permanente che dovrebbe trasformare SWIFT nella fonte comune a cui si abbeverano le diverse organizzazioni investigative di Vecchio e Nuovo Continente.
Gli USA, incuranti delle critiche ricevute nel corso degli anni riguardo il loro rimestare non autorizzato nelle banche dati di SWIFT ospitate sul loro territorio, sostengono che l'archivio finanziario più imponente del mondo ha più volte permesso loro di tracciare le attività terroristiche e i relativi responsabili.

Contrastanti le reazioni alle negoziazioni tra USA e UE, con i deputati europei che lamentano il mancato coinvolgimento dei parlamenti nazionali e di quello comunitario su una questione così delicata. "Questo accordo temporaneo prevede una maggiore salvaguardia per i dati degli europei di quanta ne garantisca l'accordo valido fino a ora" risponde Michele Cercone per conto della Comunità Europea.

"Le piattaforme di pagamento sono fondamentali per la nostra economia" dice ancora il parlamentare europeo liberale Sharon Bowles (Gran Bretagna), sottolineando come sia "assolutamente necessario che ci sia certezza legale in ogni accordo raggiunto, in modo che le piattaforme interessate non debbano fronteggiare prospettive di cause legali destabilizzanti". Il presidente di SWIFT Lázaro Campos, per conto suo, dice che il dibattito in corso "non è su SWIFT ma sulla cooperazione tra Europa e Stati Uniti", una cooperazione che dovrebbe portare alla nascita di una nuova architettura di network finanziario in grado di essere "il fattore fondamentale per la sicurezza dei nostri clienti".

Alfonso Maruccia
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