
Del fatto che per il successo di Atom il software giocherà un ruolo determinante Intel sembra essere ben consapevole. Nonostante il suo chip a basso consumo utilizzi infatti un'architettura x86, non tutte le applicazioni per PC sono adatte a girare su MID, netbook e, in futuro, sugli smartphone Atom-based. Per questa ragione ha lanciato un'iniziativa volta a fornire agli sviluppatori tutto il necessario per creare e vendere applicazioni tagliate su misura per i device basati su Atom.
L'
Atom Developer Program, attualmente in beta, prevede il rilascio di un SDK e di altri tool di sviluppo capaci di supportare sia Windows che Moblin, il sistema operativo Linux-based di cui BigI è principale sponsor e che presto supporterà, oltre a Flash, anche Java e Silverlight. Farà parte dell'iniziativa anche un framework che semplificherà la creazione, da parte dei produttori di device, di app store personalizzati attraverso cui vendere applicazioni ottimizzate per i propri dispositivi. Asus, Acer e Dell sono le prime tre aziende ad aver annunciato l'intenzione di avvalersi del framework di Intel.
Tra i prototipi di device Atom-based mostrati all'IDF vi era anche
un MID con funzionalità di telefonia su cui girava Moblin 2.1. Questo dispositivo aveva all'incirca le dimensioni di un Internet Tablet di Nokia, e probabilmente si basava sul SoC Moorestown.
Il
Moblin 2.1 visto girare sul prototipo di MID (
qui un video) aveva un'interfaccia ridisegnata ed era espressamente concepita per girare su dispositivi integranti un modulo per la telefonia.
Intel ha mostrato anche
un concept PC portatile che, oltre al display LCD principale, sfoggia ben tre display OLED ausiliari sensibili al tocco. L'utente può utilizzare questi display, posizionati tra la tastiera e le cerniere del monitor, per tenere sempre sott'occhio certe applicazioni o certe aree dello schermo principale: interessante il fatto che è possibile spostare file tra un display secondario e l'altro attraverso semplici operazioni di drag and drop a tocco di dito.
In tema di processori Maloney ha infine accennato alla famiglia di processori embedded
Jasper Forest come esempio dell'estensione della microarchitettura Nehalem in nuovi mercati. Disponibile dall'inizio del prossimo anno, il processore Jasper Forest è stato progettato per applicazioni specifiche di storage, comunicazioni, militari e aerospaziali e offrirà un nuovo livello di integrazione per risparmiare spazio ed energia in questi ambienti ad alta densità.
Maloney ha altresì annunciato un nuovo strumento per la gestione dei PC basati su tecnologia Intel vPro, il controllo remoto
KVM (Keyboard Video Mouse): questo tool consente al personale IT di esaminare i problemi così come vengono sperimentati dagli utenti, velocizzando la diagnosi, riducendo gli interventi in loco e aumentando il risparmio sui costi.
All'IDF hanno fatto la loro apparizione anche
i primi dispositivi USB 3.0, tra i quali chip di controllo per dispositivi di storage, hard disk esterni, SSD e videocamere HD.
Come noto, USB 3.0 fornisce un'ampiezza di banda di 4,8 Gbps (circa 600 MB/s), ossia 10 volte superiore a quella della versione 2.0. Performance raggiunta grazie all'utilizzo di cavi che, oltre ai classici fili in rame, impiegano ben più veloci fibre ottiche.
Alessandro Del Rosso