Claudio Tamburrino

Francia: rispettate il Free Software

La Corte d'appello francese condanna un'azienda per violazione delle clausole della licenza GPL. Ad avviare il contenzioso non Ŕ stato il titolare del diritto d'autore ma coloro che hanno acquistato il software che viola il diritto d'autore

Roma - Non sono molte le controversie che chiamano in causa licenze GPL e solitamente si concludono con un accordo. Non è stato così per l'azienda francese Edu4, condannata da una corte d'appello per violazione della licenza GNU GPL.

A portare il caso davanti al tribunale di Parigi è stata l'Association franšaise pour la Formation Professionnelle des Adultes (AFPA), su consiglio della divisione francese della Free Software Foundation (FSF): nel 2000 Edu4 aveva equipaggiato i PC di AFPA utilizzando una versione derivata di Virtual Network Computing (VNC) per consentire agli educatori di amministrare a distanza le macchine.

Tuttavia l'azienda non aveva rilasciato il codice sorgente del software modificati, come invece è previsto dalla GPL e come richiesto espressamente dall'associazione. Nel 2002, inoltre, avrebbe messo a disposizione del codice che non corrispondeva alla versione installata nel 2001 e inoltre, secondo l'accusa, avrebbe modificato la licenza del programma cancellando il riferimento alla GPL e attribuendosi la paternità delle tecnologie libere VNC.
Portato in Tribunale, il caso è arrivato fino alla corte d'appello francese che ha condannato Edu4 a pagare alla controparte 8mila euro più le spese processuali. Si legge nella sentenza che la società non si è attenuta agli obblighi contrattuali, mancando di soddisfare le clausole previste dalla licenza GNU GPL.

Si tratta di un risultato che riconoscerebbe che l'autore di un software libero non è l'unico ad avere il diritto di far valere il rispetto del diritto d'autore, soprattutto se di mezzo vi sono clausole di una licenza, che più del diritto d'autore chiama in causa le due parti, licenziante e licenziatario.

La Free Software Foundation francese, d'altronde, sta cercando di consolidare il rispetto delle licenze GPL. Non è infatti l'unica battaglia legale che sta combattendo: è alle prese, per esempio, anche con il caso Free, società accusata di non fornire integralmente il codice sorgente del programma Iptablet, distribuito con licenza GNU GPL v2 e installato sul decoder Freebox: la difesa sostiene di non dover diffondere nulla dal momento che tali obblighi sussistono solo nel caso di vendita, mentre ad essere messo in commercio è solo Freebox e non Iptablet, che ne rappresenterebbe solo un elemento (questione che sarebbe in parte risolta dalla versione 3 della licenza).

Claudio Tamburrino
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