Roma - La
versione 1.5 di XO,
step intermedio nell'evoluzione del piccolo PC con il focus sulla didattica e sull'alfabetizzazione informatica dei paesi emergenti nato nell'ambito del
progetto OLPC, porta in dote novità
anche per quanto riguarda il software oltre a
quelle hardware. Dopo la CPU e il resto la
Children's Machine dà una svecchiata anche all'interfaccia, o per meglio dire offre l'opportunità di scegliere la GUI in cui operare, una scelta fra tra quella nativa e Gnome.
Sul blog di OLPC
si parla di un dual boot tra Gnome e
Sugar, l'interfaccia standard di XO che volendo se ne va in giro
anche da sola. In realtà il sistema operativo di base è lo stesso (una
distro Linux custom basata su Fedora 11) e a cambiare è appunto solo l'interfaccia. Da Sugar gli utenti possono in ogni istante passare a Gnome con una transizione pensata per essere il più semplice e indolore possibile come dimostra anche
il video dimostrativo appositamente realizzato.
Di Windows su XO continua insomma a
non esservi traccia, mentre in compenso cresce l'interesse degli sviluppatori open source e di chi vede in OLPC anche uno strumento di business come nel caso di
On-Disk.com, azienda che
ha realizzato l'OS
on-the-go Xtra Ordinary 2009 SD Card proprio per espandere le potenzialità del sistema al di là della didattica in contesti più adulti e impegnativi.
L'annuncio del "dual boot" tra Sugar e Gnome arriva poi a ridosso del rilascio dell'ultima versione del celebre desktop per distro Unix-like.
Gnome 2.28, versione (anche in questo caso) intermedia sulla via della
main release 3.00, integra tra le altre cose un nuovo strumento per la configurazione delle connessioni Bluetooth, l'engine
WebKit (in sostituzione di
Gecko di Mozilla) per il rendering delle pagine web nel browser
Epiphany e altrove nel desktop e l'introduzione di caratteristiche di geolocalizzazione (o "location awareness") nel sistema.
Alfonso Maruccia