I russi si ribellano al Grande Fratello

L'intelligence moscovita impone ai provider di installare sistemi di controllo per accedere a qualsiasi informazione sugli utenti. Ma ora parte una campagna per ribellarsi a metodi da KGB

Mosca (Russia) - Che i servizi segreti russi siano tutto meno che disposti a far di internet un territorio libero è risaputo. Ed è anche risaputo che le normative russe sono a favore del controllo, come anche il fatto che la leadership russa attuale è da sempre vicina all'intelligence. In questo ambito, però, qualche elemento di sorpresa arriva dai russi connessi alla rete, davvero non molti, che sembrano intenzionati a fare qualcosa per impedire che la propria privacy online diventi una chimera.

In questi giorni, infatti, riferisce Associated Press, si sta assistendo alla nascita di una "campagna antispie" a suon di banner di protesta sui siti russi che in massa contestano le attività dell'intelligence. Secondo i pochi che si espongono, sarebbero 350 i provider nazionali già costretti all'attivazione di sistemi di sorveglianza. In particolare "la maggioranza dei provider di Mosca, inclusi i grandi provider e molti delle province, hanno aperto un buco" che consente agli 007 moscoviti di "entrare" e "guardare" quello che ritengono opportuno.

Le azioni del Servizio di sicurezza federale, che ha rimpiazzato anni fa il "vecchio" KGB, sono viste pare con enorme sospetto soprattutto da quando al Cremlino si è piazzato Vladimir Putin, "incoronato" da Boris Eltsin ed ex boss proprio del KGB. Da qualche tempo anche i giornali parlano apertamente di "pressioni" e il timore di attività di censura di stile sovietico, scrivono i reporter di AP, sta salendo in tutti gli strati della popolazione.
Va detto che l'esistenza di un progetto di controllo su internet, negata a lungo dalle autorità, proprio la scorsa settimana è stata ammessa da un funzionario governativo che ha spiegato come lo scopo di SORM-2 sia quello di "ottenere un controllo totale dell'informazione che viene veicolata via internet. Gli organi di sicurezza e le forze speciali hanno il diritto, ed ora anche la possibilità, di monitorare la corrispondenza privata e le conversazioni telefoniche di singoli individui secondo la legge".
TAG: censura