Mauro Vecchio

Roma, città digitale?

Una Capitale delle nuove tecnologie descritta in un convegno al Campidoglio. Interrogativo principale: quale digitale terrestre senza una buona banda larga

Roma - Una Silicon Valley tutta italiana. È questa la speranza per il futuro di una Roma centro nevralgico dell'innovazione tecnologica, illustrata dal recente incontro Roma digitale, capitale delle nuove tecnologie presso i Musei Capitolini. Il convegno ha fatto da apripista al prossimo BBF/EXPO COMM, appuntamento italiano con l'ICT in programma alla Fiera di Roma il 24 e 25 novembre.

Sfide cruciali. Le speranze mostrate dalla prossima Roma digitale si sono concretizzate guardando al successo del Consorzio Sardegna Digitale, che ha diffuso nell'isola coperture come macchie d'olio. In questo, le televisioni locali hanno iniziato a lavorare con fatica, soprattutto per aumentare la produzione dei contenuti in vista di un piccolo schermo sempre più interattivo e multicanale. Eppure, queste sfide già ardue di loro sembrano attualmente vivere con un'ombra, che poi è quella raccontata verso la fine del convegno stesso.

È un digitale quasi monco senza l'apporto fondamentale di una banda larga che vada a coprire in modo efficiente tutto il territorio provinciale. Questo lo scenario non troppo idilliaco illustrato da Francesco Loriga, dirigente del Sirit della Provincia di Roma, che ha parlato di numeri che non convincono in relazione all'accesso di smartphone e computer alla Rete. I cittadini avrebbero, cioè, segnalato un panorama certamente diverso da quello dipinto dagli operatori: ovvero che il 96-97 per cento del territorio è ben irrorato dalla banda larga.
Un paese, tutta l'Italia, che sarebbe ancora notevolmente indietro rispetto alle medie degli altri paesi europei, soprattutto considerato - come ha raccontato lo stesso Loriga - che persino una sperduta isoletta greca possiede un punto d'accesso wireless gratuito in un ristorante del centro. Il progetto, o sfida, della Provincia si è quindi mostrato duplice: abbattere il divario digitale sia a livello culturale che infrastrutturale, per aumentare gli attuali 120 hot spot, fino ai 500 previsti entro il 2010.

Il WiFi gratis deve essere uno stimolo per i cittadini, ha detto Loriga, che attualmente possono contare sul servizio fornito da zerodigitaldivide.it: trovare la propria abitazione ed eseguire un test di velocità della connessione. Potendo contare su una rete wireless estesa, lo sviluppo del digitale terrestre avrà un senso reale, soprattutto nei suoi servizi interattivi online. Per realizzare quel "dono divino" di cui ha parlato addirittura il Pontefice, stando alle dichiarazioni entusiaste di Roberto Napoli, commissario Agcom e vicepresidente del Comitato Nazionale Italia Digitale.

18 milioni i decoder già venduti, stando ai dati illustrati dal commissario dell'autorità garante per le comunicazioni, per altri 11 milioni di cittadini che a breve getteranno l'analogico nel cestino. Il 31 dicembre 2012 ci sarà lo switch-over completo di tutti i paesi europei: Roma è sembrata ricca di buoni propositi per l'inizio di quel nuovo anno.

Mauro Vecchio
Notizie collegate
4 Commenti alla Notizia Roma, città digitale?
Ordina