Giorgio Pontico

USA, ICANN ora Ŕ di tutti

L'organo che gestisce i domini Internet d'ora in avanti sarÓ controllato da un consiglio internazionale. Per stare al passo con i tempi della Rete e guidarne l'evoluzione

Roma - Undici anni dopo la sua istituzione l'Internet Corporation for Assigned Names and Numbers (ICANN) si svincola dalle briglie del governo statunitense per porsi alle dipendenze di un panel internazionale composto da rappresentanti di più di cento stati e aziende private. Il nuovo contratto con il Department of Commerce prevede per Washington un ruolo decisamente ridimensionato rispetto al passato: la revisione dell'operato dell'organizzazione, fino a ieri appannaggio del governo USA, sarà d'ora in avanti effettuata ogni tre anni dalla nuova assemblea di supervisori.

Il CEO Rod Beckstrom ha spiegato che uno dei motivi per i quali ICANN è diventato indipendente dalla nazione che lo aveva istituito era il timore che alcune nazioni emergenti, non soddisfatte dall'attuale situazione, potessero sviluppare delle reti alternative: una frammentazione assolutamente non auspicabile e che l'ingresso di Russia e Cina all'interno del Governmental Advisory Committee (GAC) avrebbe potuto innescare.

Finisce dunque un'era: la Rete aveva visto la luce negli States ma la progressiva espansione in tutto il mondo aveva ovviamente posto alcuni dubbi sul diritto degli USA a controllarne, almeno nominalmente, lo sviluppo. Recentemente ICANN aveva aperto all'ingresso di ulteriori soggetti internazionali ma per molti risultava ormai palese la necessità di un cambiamento radicale. Il commissario europeo Viviane Reding ha accolto con soddisfazione questo deciso cambio di rotta, auspicato dalla Commissione già diversi anni fa: "Approvo la decisione dell'amministrazione statunitense di adattare al ventunesimo secolo il ruolo chiave di ICANN - ha dichiarato - Se implementata con trasparenza questa riforma riceverà un consenso globale".
Si aprono quindi nuovi scenari per la Internet del domani. Entro il 2025 dovrebbe completarsi la transizione verso IPv6 e gli attuali pesi specifici delle lingue del Web richiedono nuove misure che possano contenere quelle centinaia di milioni di navigatori la cui lingua madre non utilizza l'alfabeto latino. Presto dovrebbero fare quindi il loro esordio nei domain name anche i caratteri arabi e cinesi. L'inglese, almeno superficialmente, non sarà più la sola lingua della Rete e la scomparsa di quella che oggi è la koinè linguistica del Web potrebbe ispirare dinamiche sociali e di mercato del tutto nuove.

Per accompagnare il cambiamento della Rete era opinione di molti che ICANN non dovesse essere più sottoposto ad una sola nazione. Come sottolineato da Beckstrom, Internet si estende praticamente ovunque, dalla foresta amazzonica al deserto australiano: il passaggio di consegne dagli Stati Uniti ad altri attori sarebbe quindi una necessità fisiologica di un'entità ormai troppo grande per essere controllata da un solo governo.

In realtà le differenze di gestione non dovrebbero essere immediatamente percepibili. Come sostiene Paul Levins, vice presidente di ICANN, non si è trattato di una giornata dell'indipendenza: "Siamo stati indipendenti dal giorno in cui l'organizzazione è stata creata - ha precisato - non ci stiamo liberando dalle catene degli USA, semplicemente l'unico vero supervisore del nostro lavoro saranno i cittadini della rete".

Giorgio Pontico
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8 Commenti alla Notizia USA, ICANN ora Ŕ di tutti
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  • Questa si che è una bella notizia! mi auguro adesso ci possa essere più libertà e privacy! Per quanto riguarda l'affermazione del vice presidente Paul Levins "non si è trattato di una giornata dell'indipendenza: Siamo stati indipendenti dal giorno in cui l'organizzazione è stata creata" mi auguro che il prossimo passo sia il suo licenziamento!
  • Una struttura così importante deve passare nelle mani di un ente sovranazionale per la tutela di tutti.
    E per quanto riguarda Paul Levins "Siamo stati indipendenti dal giorno in cui l'organizzazione è stata creata..." sì, vabbè, poi c'era la marmotta che incartava la cioccolata..
    non+autenticato
  • - Scritto da: Giggetto
    > Una struttura così importante deve passare nelle
    > mani di un ente sovranazionale per la tutela di
    > tutti.
    > E per quanto riguarda Paul Levins "Siamo stati
    > indipendenti dal giorno in cui l'organizzazione è
    > stata creata..." sì, vabbè, poi c'era la marmotta
    > che incartava la
    > cioccolata..

    Forse sarebbe meglio darla in mano ad un'azienda seria come la Microsoft.

    Fan Windows
    non+autenticato
  • Se non metti almeno una emoticon che ride Rotola dal ridere la gente potrebbe pensare che parli seriamente
    non+autenticato
  • > Una struttura così importante deve passare nelle
    > mani di un ente sovranazionale per la tutela di
    > tutti.

    Affideresti davvero Internet ai rappresentanti di Iran, Libia, Cina?
    L'ONU è proprio l'ente sovranazionale sbagliato per gestire ICANN.

    > E per quanto riguarda Paul Levins "Siamo stati
    > indipendenti dal giorno in cui l'organizzazione è
    > stata creata..." sì, vabbè, poi c'era la marmotta
    > che incartava la cioccolata..

    Quella è in Svizzera. L'unica non-indipendenza di ICANN riguardava il fatto che I SOLDI arrivavano dagli USA.
    Adesso, il DoC americano si è tolto dalle scatole la patata bollente approfittando delle posizioni campanilistiche o scioviniste di stati (tipo la Francia) che non vedono l'ora di imbrigliare il "mostro internet" a scapito della sua indipendenza.

    Questa non è davvero una bella notizia.
    Stiamo all'erta.
    non+autenticato
  • sono perfettamente d'accordo l'onu è la soluzione più aberrante che si può scegliere. Viene sovvenzionata con soldi e forze armate fornite da paesi occidentali per essere diretta ed organizzata da paesi sottosviluppati e dittatoriali.
    non+autenticato
  • - Scritto da: SIGLAZY

    > Affideresti davvero Internet ai rappresentanti di
    > Iran, Libia,
    > Cina?
    > L'ONU è proprio l'ente sovranazionale sbagliato
    > per gestire
    > ICANN.
    Nell'ONU ci stanno dentro tutti, come in un condominio, gente perbene e gente rompic...
    e sì, preferirei che affari sovranazionali come internet fossero gestiti da enti sovranazionali, seppure imperfetti, che da un solo paese.


    > Quella è in Svizzera. L'unica non-indipendenza di
    > ICANN riguardava il fatto che I SOLDI arrivavano
    > dagli
    > USA.
    E ti pare cosa da poco che i soldi, motore del mondo, arrivassero da una parte sola??

    > Adesso, il DoC americano si è tolto dalle scatole
    > la patata bollente approfittando delle posizioni
    > campanilistiche o scioviniste di stati (tipo la
    > Francia) che non vedono l'ora di imbrigliare il
    > "mostro internet" a scapito della sua
    > indipendenza.
    Bè, la smania di controllo sulla rete mi pare che ci sia sempre stata fin dagli esordi.. in pratica cambierà poco, se non la possibilità di essere gestita amministrativamente e anche tecnologicamente in modo un pochino più democratico.
    non+autenticato
  • - Scritto da: SIGLAZY
    > Affideresti davvero Internet ai rappresentanti di
    > Iran, Libia,
    > Cina?

    Gli abbiamo già affidato la commissione per i diritti umani, perchè no? (ridiamo per non piangere)

    > L'ONU è proprio l'ente sovranazionale sbagliato
    > per gestire
    > ICANN.

    Fosse per me l'ONU sarebbe abolita all'istante.
    Funz
    12995