Pedoporno online, indagato 3D

L'esponente del celebre gruppo dei Massive Attack finisce nei guai per delle immagini illecite che avrebbe scaricato da internet. Ma lui proclama la propria innocenza

Roma - Le immagini pedopornografiche che girano in rete, con cui capita a molti utenti di entrare in contatto anche loro malgrado, hanno messo nei guai ancora una volta un nome noto del mondo della musica. Si tratta di Robert Del Naja, meglio conosciuto come 3D, componente e motore delle celebre band dei Massive Attack.

Da quanto si è saputo, la polizia britannica di Avon e Somerset nei giorni scorsi lo ha fermato per sottoporlo ad un interrogatorio relativo ad immagini pedopornografiche che sarebbero state al centro di un traffico. Ma nulla di più è trapelato dell'inchiesta che, per una volta, sembra procedere senza trasformare l'indagato in un mostro, al contrario di quanto era accaduto di recente con l'inchiesta su Pete Townsend, chitarrista degli Who.

3D ha fatto sapere di essersi proclamato innocente da ogni accusa di partecipazione a ring pornopedofili e di non aver mai consapevolmente scaricato quel genere di immagini. Contestualmente ha sottolineato la propria massima fiducia nella giustizia e ha pregato tutti, a partire della stampa, di "non dare giudizi affrettati".
Va segnalato che l'arresto cade proprio nel momento in cui l'ultimo album dei Massive Attack, "100th Window", sta scalando tutte le classifiche di vendita mondiali.
TAG: pedoporno
7 Commenti alla Notizia Pedoporno online, indagato 3D
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  • ...jamaican aroma.

    Tra i miei gruppi preferiti. Mi piacerebbe vedere cosa direbbe di loro il sistemi che ne valuta il gradimento
    non+autenticato
  • Azz... guarda il caso stavo ascoltando Mezzanine (il CD l'ho comprato, ahimè regolarmente bollinato SIAE) sul mio computer quando ho letto questa notizia.

    A parte il fatto che i Massive Attack sono tra i miei gruppi preferi, non traggo conclusioni da questa vicenda, a parte la solita: la lotta alla pedofilia non sarà mai efficace finchè verrà condotta a forza di siti civetta e analisi dei log (come del resto avviene anche in Italia).
    Le maxiretate di pornopedofili, infatti, iniziano nel clamore mediatico e finiscono (nell'indifferenza dei media) con il proscioglimento sistematico di tutti i soggetti coinvolti: nella peggiore delle ipotesi semplici voyeur (categoria nella quale potrebbe essere annoverato a buon diritto anche don Fortunato Di Noto, che per molti anni è stato un "voyeur istituzionale"), ma spesso anche sprovveduti o sventurati navigatori capitati per pura fatalità su pagine scottanti.

    Non so se l'indagine che ha counvolto 3D sia stata condotta utilizzando i siti civetta (come sappiamo nel Regno Unito sono sempre un po' più all'avanguardia di noi in fatto di violazioni della privacy, specie da quando c'è il governo Blair), però voglio dire quello lo stesso quello che penso sulla tecnica investigativa preferita qui nel nostro Bel Paese: secondo me i siti civetta sono una cosa vergognosa di per sè, e non producono altro risultato che quello di iniettare una dose aggiuntiva di materiale pornografico in rete.

    Purtroppo la magistratura e le forze dell'ordine privilegiano sempre la via facile al successo mediatico (maxiretate, conferenze stampa autocelebrative, titoloni sui giornali...) piuttosto che una paziente ed oscura opera di indagine che riesca finalmente a punire duramente almeno qualcuno tra gli spregevoli individui ed organizzazioni criminali che abusano dei bambini. Mi pare invece che le istituzioni (e la stampa) siano più sensibili alla demagogia che alla giustizia.

  • - Scritto da: Tony Sarnano

    > quando c'è il governo Blair), però voglio
    > dire quello lo stesso quello che penso sulla
    > tecnica investigativa preferita qui nel
    > nostro Bel Paese: secondo me i siti civetta
    > sono una cosa vergognosa di per sè, e non
    > producono altro risultato che quello di
    > iniettare una dose aggiuntiva di materiale
    > pornografico in rete.

    Non posso che essere d'accordo con tutto. In effetti in Italia si è solamente cercato il clamore dato dalle inchieste on line, per impressionare un pubblico di ignoranti convinti che internet sia veramente l'impero del male senza riuscire a scalfire minimamente il problema reale. D'altraparte esaminare una log è una cavolata mentre andare a cercare i criminali brutti e cattivi (e magari anche armati) è un altro paio di maniche.

    Luke
       
    non+autenticato
  • - Scritto da: Tony Sarnano
    > Azz... guarda il caso stavo ascoltando
    > Mezzanine (il CD l'ho comprato, ahimè
    > regolarmente bollinato SIAE)
    Pensa te... spero non ti succeda col tuo datore di lavoro (senti, ho deciso che puoi lavorare per me gratis, ahité non ho + voglia di pagarti). PS i cd dei gruppi che ti piacciono comprali TUTTI originali. Poi per fare il fico con gli amici scaricato qualche decina di migliaia di ore di musica in Mp3 che se sarai fortunato ascolterai una sola volta nell'arco della tua vita... (e per favore, non fingerti un intenditore solo perché hai 50 GB di MP3).

    > solita: la lotta alla pedofilia non sarà mai
    > efficace finchè verrà condotta a forza di
    > siti civetta e analisi dei log
    Concordo col fatto che l'analisi dei log è una minchiata ma solo se presa da sola. In italia sei a rischio arresto se prendi un ruolo ATTIVO nella questione pedofilia, ovverò se oltre a "capitare" (ci sono anche un sacco di politici che giornalmente "capitano" su siti porno durante le ore di lavoro e sui loro HD sono "capitati" GB di filmati, tra le altre cose) su di un sito sei disposto a scaricare, scambiare e (molto + grave) a pagare per quello che vuoi (ricordiamo che il traffico pedofilo non è quasi mai free e c'è sempre bisogno di un intermediario "umano" per ottenere quello che si vuole...). Sicuramente l'analisi dei log può aiutare a scoprire chi capita su di un sito pedoporno per sbaglio o per vizio, diciamo pure che restringe il campo. Almeno per quanto riguarda i crimini commessi su internet, non ferma certo il padre che si prende troppe libertà sui figli o il vicino porco. Però è pur vero che specie i giovani, incuriositi dal clamore pedofilia, muovono ora i loro primi passi verso la perversione usando internet. Secondo me però la linea attiva è la migliore, settimane fa ho fatto una consulenza presso una grossa società privata e mentre facevo il giro delle macchine ho trovato su due workstation (su un'ottantina) qualche bel gigozzo di immagini pedo (e non si parla di adolescenti abbastanza maturi sessualmente, si parla di BAMBINI E BAMBINE). Ho avvisato i miei colleghi (che per la maggior parte hanno preferito farsi i cazzi loro "tanto a noi ce ce frega? mica semo stati noi"), poi il titolare (che ha minimizzato dicendomi che mi sbagliavo sicuramente, ma che non ha voluto vedere le "prove" incriminate). Sarò stato capoccione ma a fine giornata sono corso in questura e ho denunciato il fatto (il fatto non le persone perché non avrei mai potuto sapere con certezza chi fossero i veri colpevoli). Tengo a precisare che non ho detto a nessuno quali fossero le workstation inciminate (alle forse dell'ordine si peò) proprio per evitare che, nel caso si volessero evitare scandali, chi avvertito potesse fare piazza pulita solo per non "Infangare il proprio nome". Il giorno dopo abbiamo trovato le forze dell'ordine ancora a fare accertamenti, dopo aver trovato il materiale che avevo denunciato, non so cosa sia successo dopo ma per diversi giorni il lavoro è proseguito (noi abbiamo potuto finire la nosta consulenza senza problemi). E' probabile che abbiano tenuto sotto controllo i dipendenti e la dirigenza e che lo stiano facendo tutt'ora, quindi non penso che tutte le azioni contro la pedofilia siano da prima pagina, anche perché non penso farebbero notizia i centinaia di casi su cui ogni giorno la polizia e i carramba indagano in italia....

    > Le maxiretate di pornopedofili, infatti,
    > iniziano nel clamore mediatico e finiscono
    > (nell'indifferenza dei media) con il
    > proscioglimento sistematico di tutti i
    > soggetti coinvolti
    Permettimi di essere scettico. Sembrerebbe quasi un'autoconvincimento come chi dice: "ma si usiamo software pirata in azienda, tanto chi ci becca? E se ci beccano mica possono condannare noi quando lo fanno altre migliaia di persone in italia! La legge è uguale per tutti!"

    > nostro Bel Paese: secondo me i siti civetta
    > sono una cosa vergognosa di per sè, e non
    > producono altro risultato che quello di
    > iniettare una dose aggiuntiva di materiale
    > pornografico in rete.
    dici? io non penso. non è che arrestano tutti quelli che ci vanno, ma quelli che contattano gli ideatori per acquistare materiale, per vendere materiale, oppure semplicemente per complimentarsi. Sarebbe come dire che sia vergognoso per l'antidroga usare agenti infiltrati perché si aiuta lo spaccio di droga...

    > Purtroppo la magistratura e le forze
    > dell'ordine privilegiano sempre la via
    > facile al successo mediatico (maxiretate,
    > conferenze stampa autocelebrative, titoloni
    > sui giornali...) piuttosto che una paziente
    > ed oscura opera di indagine che riesca
    > finalmente a punire duramente almeno
    > qualcuno tra gli spregevoli individui ed
    > organizzazioni criminali che abusano dei
    > bambini. Mi pare invece che le istituzioni
    > (e la stampa) siano più sensibili alla
    > demagogia che alla giustizia.
    Diciamo che una via "oscura" si commenta da se. L'abuso di droghe negli anni 80 (intendo le droghe pesanti) è stato sconfitto con un decennio di offensive a livello mediatico per convincere i giovani che spararsi eroina in vena non era tutta sta gran cosa. Negli anni 90 è stata la volta della sensibilizzazione contro l'AIDS (e anche qui mi pare che i risultati ci siano). Non vedo perché non si possa dare risalto a casi per cui si indaga e si condanna legittimamente. E' come difendere l'immagine di un politico se si indaga su un omicidio di una prostituta con cui lui è andato a letto di recente. E' giusto? Secondo me no, non perché il politico sia colpevole, ma perché comunque ha fatto qualcosa, e se lo ha fatto non se ne deve vergognare né tantomeno schivare il giudizio del pubblico. Se uno "capita" su un sito pedofilo e quel sito alacremente gli "manda" dei divx e degli snuff senza che lui faccia nulla (pensa te! Secondo me aveva software MS, quello è posseduto dal demonio!) non vedo perché non dovrebbe essere indagato per il fatto che abbia svolto un'attività sospetta. Anche se ci fosse andato solo per sbirciare le foto online, anche se questo non lo incirmini non vedo perché dovrebbe nascondere questa sua grande passione per le foto, anche se esse rappresentano foto di bambini abusati sessualmente. Mica sarai uno di quelli che quando va a prendere un porno in edicola si traveste? o che si imbarazza a comperare i preservativi se c'è gente? Ognuno è responsabile delle proprie azioni e delle sue condotte. Quindi se uno è indagato per pedofilia per aver visitato siti pedofili non vedo cosa ci sia di strano nel dirlo in giro. Se non lo fai non ti scoprono e non dicono in giro cosa fai...
    non+autenticato
  • - Scritto da: Anonimo
    > In
    > italia sei a rischio arresto se prendi un
    > ruolo ATTIVO nella questione pedofilia,
    > ovverò se oltre a "capitare" (ci sono anche
    > un sacco di politici che giornalmente
    > "capitano" su siti porno durante le ore di
    > lavoro e sui loro HD sono "capitati" GB di
    > filmati, tra le altre cose) su di un sito
    > sei disposto a scaricare, scambiare e (molto
    > + grave) a pagare per quello che vuoi

    Mi risulta che stando alla legge italiana, possedere una fotografia di una ragazza sedicenne in pose inequivocabili è pedofilia.

    Mi risulta anche che nel Regno Unito è invece pienamente legale in quanto la maggiore età del "rapporto sessuale" (mi si perdoni l'approssimazione dei termini) è appunto di 16 anni. E per un trentenne possedere fotografie erotiche di 16enni non è reato (a meno che suddetta fotografia non riporti un rapporto sessuale esplicito).

    Ricordando che Internet non ha confini territoriali il rischio di pagare a un prezzo salatissimo un "equivoco" è reale.


    > non ferma certo il padre che si
    > prende troppe libertà sui figli o il vicino
    > porco.

    Ha centrato il punto: si tratta del vero problema.


    > Però è pur vero che specie i giovani,
    > incuriositi dal clamore pedofilia, muovono
    > ora i loro primi passi verso la perversione
    > usando internet.

    A parte che "Muovono ora i loro primi passi verso la perversione usando Internet" si commenta da sola (anche se è pur vero che il file sharing peer to peer potrebbe effettivamente contribuirvi), l'affermazione "incuriositi dal clamore pedofilia" centra il punto della questione sollevata dal post al quale lei ha dichiarato la sua disapprovazione: il "clamore" mediatico. E' questo il punto.


    > > Le maxiretate di pornopedofili, infatti,
    > > iniziano nel clamore mediatico e finiscono
    > > (nell'indifferenza dei media) con il
    > > proscioglimento sistematico di tutti i
    > > soggetti coinvolti
    > Permettimi di essere scettico. Sembrerebbe
    > quasi un'autoconvincimento come chi dice:
    > "ma si usiamo software pirata in azienda,
    > tanto chi ci becca? E se ci beccano mica
    > possono condannare noi quando lo fanno altre
    > migliaia di persone in italia! La legge è
    > uguale per tutti!"

    Non riesco a capire come abbia potuto fraintendere a tal punto la frase originale, addirittura da definirla un "autoconvincimento" (!).

    Il post originale è chiaro: viene fatto molto clamore scandalistico e poca informazione.


    >
    > > nostro Bel Paese: secondo me i siti
    > civetta
    > > sono una cosa vergognosa di per sè, e non
    > > producono altro risultato che quello di
    > > iniettare una dose aggiuntiva di materiale
    > > pornografico in rete.
    > dici? io non penso. non è che arrestano
    > tutti quelli che ci vanno, ma quelli che
    > contattano gli ideatori per acquistare
    > materiale, per vendere materiale, oppure
    > semplicemente per complimentarsi. Sarebbe
    > come dire che sia vergognoso per l'antidroga
    > usare agenti infiltrati perché si aiuta lo
    > spaccio di droga...

    Mi trova perfettamente d'accordo. Lo scetticismo da parte di molti (e devo dire, in parte, anche il mio) deriva dal fatto che è molto difficile avere delle garanzie *pubbliche* sul contenuto di questi "siti civetta". Da come ne parla immagino siano sempre inequivocabilmente pedofili (quindi non intendo con ragazze/i "sedicenni", ma "bambini e bambine", appunto). Mi auguro sia così.


    >    
    > > Purtroppo la magistratura e le forze
    > > dell'ordine privilegiano sempre la via
    > > facile al successo mediatico (maxiretate,
    > > conferenze stampa autocelebrative,

    > titoloni
    > > sui giornali...) piuttosto che una
    > paziente
    > > ed oscura opera di indagine che riesca
    > > finalmente a punire duramente almeno
    > > qualcuno tra gli spregevoli individui ed
    > > organizzazioni criminali che abusano dei
    > > bambini. Mi pare invece che le istituzioni
    > > (e la stampa) siano più sensibili alla
    > > demagogia che alla giustizia.
    > Diciamo che una via "oscura" si commenta da
    > se. L'abuso di droghe negli anni 80 (intendo
    > le droghe pesanti) è stato sconfitto con un
    > decennio di offensive a livello mediatico
    > per convincere i giovani che spararsi eroina
    > in vena non era tutta sta gran cosa.

    Scusi, ma lei paragona Internet a una Droga ? L'eroina è *sempre* tossica. La sensibilizzazione mediatica sui rischi dall'uso di eroina non è in alcun modo in discussione, ma come fa a paragonare le due cose ? Probabilmente sto fraintendendo le sue parole, gradirei un suo chiarimento.


    > Quindi se uno è indagato per
    > pedofilia per aver visitato siti pedofili
    > non vedo cosa ci sia di strano nel dirlo in
    > giro. Se non lo fai non ti scoprono e non
    > dicono in giro cosa fai...

    Con "dire in giro cosa fai" immagino intenda "denunciare alle autorità competenti". Vero ?

    non+autenticato

  • > Scusi, ma lei paragona Internet a una Droga
    > ? L'eroina è *sempre* tossica. La
    > sensibilizzazione mediatica sui rischi
    > dall'uso di eroina non è in alcun modo in
    > discussione, ma come fa a paragonare le due
    > cose ? Probabilmente sto fraintendendo le
    > sue parole, gradirei un suo chiarimento.
    Non internet ma atteggiamenti malsani che vengono promossi in internet. Penso che solo con molta propaganda mediatica si potrà convincere molte persone che praticano pedofilia che questo non sia un sentimento d'amore come un altro (specie quando ti stupri una bambina di 6 anni) ma che invece violenta fisicamente e mentalmente i bambini. Inoltre forse questa gente capirà di aver bisogno di cure psichiatriche, non tutti, ma forse una parte capirà.

    > Con "dire in giro cosa fai" immagino intenda
    > "denunciare alle autorità competenti". Vero
    > ?
    Denunciare alle autorità e render pubblica la cosa, io non vedo differenza. Se tu fai una cosa e ti piace farla perché nasconderla? Ipocrisia? Stai facendo qualcosa di illegale? In entrambi i casi la colpa è del praticante. Ci penseranno poi i processi a stabilire se oltre a farti le pippette su qualche foto di minore hai contribuito in maniera più concreta all'associazione a delinquere che è la pedofilia. Resta comunque il fatto che ti fai le pippette colle foto dei bambini e io ci penserei due volte ad insabbiare la cosa per far si che poi tu possa continuare a fare quello che fai e a sfruttare chi hai intorno (sino a pochi anni fa per la pedofilia si usavano le stesse precauzioni che per le accuse di stupro, ora si mette alla berlina chi è indagato per evitare che dopo il processo la persona in questione possa continuare la sua attività indisturbata). Se poi il fatto che ha commesso meriti o no una pena giudiziaria è un altro discorso. Di solito i pedo-pipparoli non vanno in carcere, ma di sicuro non sono le persone più affidabili a cui affidare tuo figlio quando hai un impegno... o sbaglio?

    Io non sono un fan del diritto alla privacy. Da quando esiste ci rimettono le persone oneste. Si smascherano truffatori a tutte le peggio trasmissioni-polemica ma si censurano i volti perché questi hanno voluto così e non si possono dire i nomi. Il più delle volte vuol dire che ste persone continuano indisturbate le loro malefatte. Se posti su un forum un avvertimento perché in tale negozio ti fregano o tale catena fa le porcate ti censurano, ma come può la gente comune essere ben tutelata se poi il passaparola è vietato? Già è tanto che non ti denunciano per diffamazione quando lo dici per voce ad un tuo amico! Ma stiamo scherzando?

    Come ti ho detto se prendono qualcuno sui siti civetta, su irc o in qualsiasi altro modo cazzi loro. D'altronde è uscito una sett fa un articolo su PI che spiegava proprio che se si capita su un sito (civetta o no) che tratta l'argomento non si deve prendere una posa attiva (non scaricare, non contattare, non comperare) e si deve denunciare subito l'accaduto alle forze dell'ordine.
    Secondo me non denunciare dovrebbe essere comunque considerato favoreggiamento, è un po' come assistere ad un omicidio, dire che non si è visto nulla mentre le forze dell'ordine hanno delle prove concrete che le cose siano avvenute in ben altro modo.

    Inoltre pur essendo un fan sfegatato dei MA devi convenire che se sei una persona pubblica e capiti in certi siti hai il dovere di prendere un ruolo attivo nella denuncia e nel combatterli almeno per due motivi:
    1) (egoistico) Sei famoso, meglio evitare possibili problemi d'immagine e giudiziari per un reato che non hai commesso
    2) (filantropico) Sei famoso, volente o nolente sei un simbolo per molta gente, sei un esempio. Prendere un ruolo attivo nel combattere la pedofilia vuol dire educare le persone che ti seguono a fare qualcosa di buono della loro vita.

    Converrai con me che se una personalità pubblica capita su siti del genere e non fa nulla per combatterli (anche se solo per discolparsi) ha una condotta molto dubbia.... specie se poi ha anche usufruito dei materiali sui siti.
    non+autenticato
  • Convengo sul fatto che proveniamo da esperienze diverse.

    Non ho ancora trovato pedofilia in rete, e non ho reticenze nell'affermare che ho visitato spesso siti per adulti.

    Lei afferma invece di aver avuto esperienza diretta, nel senso che si è trovato davanti al "fatto" (mi riferisco alle fotografie rinvenute nell'azienda alla quale ha fornito consulenza).

    Come avrà capito considero la privacy piuttosto importante.
    Ma devo affermare che non ho mai visto fotografie pedofile: in altre parole non so come reagirei, né come la penserei dopo averle viste.

    Saluti.

    non+autenticato