Claudio Tamburrino

USA, quale mercato per il software usato?

Un tribunale statunitense stabilisce che è possibile rivendere prodotti software. La partita si gioca sul concetto di licenza. Ma Autodesk non ci sta

Roma - Una corte di Seattle ha giudicato legittimo rivendere un software su eBay. Il caso era stato portato in tribunale da Autodesk che, scandagliandosi contro il sito d'aste nel tentativo di fermare la contraffazione dei suoi programmi, aveva trovato un venditore di eBay offrire AutoCAD a un prezzo inferiore a quello di vendita.

Era così riuscita ad ottenere la sospensione per un mese dell'accesso del venditore Timothy Vernor, a cui ha dunque fatto causa per infrazione di copyright.

Nel corso del processo è stato dimostrato che Vernor non fosse in possesso di copie contraffatte, ma che avesse acquistato legittimamente il prodotto nel 2007 dallo studio di architettura Cardwell/Thomas Associates (CTA), insieme ad altro materiale da ufficio. Guai invece per CTA, che nel 2002 aveva raggiunto un accordo per distruggere tutte le copie di AutoCAD in suo possesso: copie che invece sono finite nel 2007 a Vernor. Ma si tratta di un altro procedimento che non comprometterebbe la posizione del venditore eBay.
La dottrina del first sale permette all'acquirente di trasferire (regalando o vendendo) un prodotto che sia protetto da proprietà intellettuale e che sia stato legalmente ottenuto, senza poterne fare però copie aggiuntive. Su questa dottrina si basa tutto il mercato di seconda mano.

Ma le major, soprattutto per quanto riguarda musica e software, la osteggiano. In particolare si vorrebbe distinguere tra un contratto di licenza e uno di vendita: dal momento che nel primo non vi è un effettivo passaggio di proprietà, il titolare del diritto d'autore dovrebbe mantenere il controllo sulla circolazione del suo lavoro e la dottrina non sarebbe applicabile. E davanti ai giudici statunitensi si è dibattuto del mercato di seconda mano tentando di fare chiarezza.

Proprio su questo punto ha cercato di battere Autodesk, incassando già nel 2008 una sentenza sfavorevole. Ma il produttore di AutoCAD aveva deciso di proseguire la battaglia legale.

Tuttavia, anche il Giudice Richard Jones è deciso contro di lui. Ha cercato di distinguere tra licenza "che trasferisce la proprietà" (simile a una vendita) e "mera licenza" (più simile ad un affitto). Per far questo ha analizzato le condizioni poste da Autodesk nel contratto di licenza, e lo ha giudicato assimilabile ad una vendita: in particolare essa prevedeva, accanto alle disposizioni comuni previste per i software, che l'acquirente potesse tenere la copia per sempre. Insomma un contratto unico a vita, troppo simile ad una vendita.

Autodesk probabilmente ricorrerà in appello. E il risultato non sarà scontato, visto che la stessa giurisdizione di cui fa parte la corte di Seattle sull'argomento ha stratificato una giurisprudenza vasta e spesso contraddittoria: il risultato dell'ultima sentenza è dipeso dal fatto che il Giudice Jones abbia deciso di far riferimento al precedente più vecchio e non al più recente. Nonostante ciò Electronic Frontier Foundation (EFF) ha applaudito alla sentenza esprimendo la speranza che possa guidare la giurisprudenza sull'argomento del first sale.

Claudio Tamburrino
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54 Commenti alla Notizia USA, quale mercato per il software usato?
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  • In Italia il problema non sussiste...una volta tanto siamo avanti rispetto a loro..
    non+autenticato
  • E' un po' che non mi trovo più a leggere licenze di software proprietario, dal 2001 uso solo sistemi operativi e software liberi, quindi i miei ricordi sono vaghi.
    Se non ricordo male è solo un'illusione dell'utente quella di aver comprato qualcosa di materiale solo perchè ha in mano una scatola con un cd e un manuale.
    La licenza d'uso dice chiaramente che si acquista il diritto, cosa squisitamente immateriale, di usare quel software non che se ne acquista la proprietà, proprietà che rimane titolarità esclusiva dell'autore del software.
    Non vedo quindi il motivo del contendere.
    L'azienda che ha venduto i software usati ha fatto una cosa esclusa dal contratto di licenza accettato al momento dell'installazione quindi illegale.
    Autodesk purtroppo ha ragione.
    Se si vuole eliminare il problema basta utilizzare software liberi e contribuire economicamente con donazioni al loro sviluppo per far si che possa sempre esistere software libero, liberamente scambiabile, utilizzabile, modificabile, senza che nessuno possa dire niente.
    Sorride
  • Parla chiaro:
    "Tutto cio' che non e' vietato e non e' contro la legge e' lecito".

    In italia questo signifca che una licenza software puo' essere ceduta a terzi, a meno che sul contratto di licenza non sia specificato diversamente, come nel caso delle licenze OEM che non possono essere cedute a meno di non cedere anche l'hardware.

    Negli stati uniti, dove le sentenze possono avere forza di legge (common law), la situazione e' piu' ingarbugliata... ma ricordo bene la vecchia licenza di autodesk dove non si fa menzione della cessione, e la stessa autodesk consente il trasferimento di licenza, previa telefonata al call center.
    Il motivo e' semplice: un utente che compra la licenza "usata" e' un cliente che, potenzialmente, avra' tanto bisogno di assistenza a causa dei conflitti di versione e, di li' ad un anno, ci saranno ottime probabilita' che si decida a comprare la versione aggiornata.

    Quindi tutto il can can attorno alle licenze "rivendute" e' una zappata sui piredi di Autodesk che arricchira' solo qualche avvocato perche':
    1) Niente nuovi clienti
    2) Chi ha comprato la licenza usata rischia di vedersela e si arrabbiera' molto.
  • Se la licenza vieta il trasferimento, sei sicuro che non sia comunque legale farlo?
    non+autenticato
  • Bellissima! Vi prego, lasciate la versione "originale"A bocca apertaA bocca aperta
    non+autenticato
  • scandagliandosi da scandagliare, ossia esplorare con minuziosa perizia (riferito soprattutto ai fondali marini)
    MeX
    16902
  • Sí, ma nell'articolo é usato in modo riflessivo. Esplorano se stessi?
  • no no infatti cercavo di dare un senso... non so nemmeno se si possa usare il riflessivo per il verbo scandagliare... un po' come vendere e i vari vendonsi o vendesi, grammaticalmente totalmente sbagliati!
    MeX
    16902
  • Ah, OK.

    Però "vendesi" non è un riflessivo, ma qualcosa tipo "(noi) si vende"... "(noi) si fa" (credo), imparentato forse (e qui inizio con dei vaneggiamenti di linguistica) con espressioni come "(noi) si fa così" (detto magari in situazioni tipo padre/figlio), dove invece viene classificato come "impersonale".
  • si ma appunto dovrebbe essere "si vende" e non "vendesi"
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    Modificato dall' autore il 10 ottobre 2009 11.03
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    MeX
    16902
  • vendesi è perfetto italiano, se riferito al singolare: vendesi licenza è corretto, come pure vendonsi licenze; cito dall'Accademia della Crusca, non invento:
    http://forum.accademiadellacrusca.it/forum_10/inte...
    non+autenticato
  • ma li leggi i link che posti?

    L'uso del "si" passivante è soprattutto prolifico nelle comunicazioni pubbliche - ma NB: "si vendono appartamenti" non va interpretato come "qualcuno vende appartamenti", ma "gli appartamenti sono venduti" - tant'è che, a rigor di grammatica, un'espressione come "vendesi appartamenti" è sintatticamente scorretta, giacché dovrebbe essere, mantenendo l'enclisi, "vèndonsi appartamenti" ("vendono+si appartamenti" = "gli appartamenti [soggetto] sono venduti [verbo]"); l'uso del primo caso ("vende+si appartamenti", in cui l'accordo tra verbo e soggetto resta frustrato) si spiega appunto con il fatto che quel "si", indiscutibilmente passivante, è considerato erroneamente come "impersonale"
    MeX
    16902
  • Ma se pago solo la licenza, la licenza è la stessa una volta che ho il cd per gli MP3, l'ho già pagata, quindi dovrebbero darmeli loro senza pretendere li ripaghi da itunes o simili, idem se ho un dvd ed esce il blu-ray, la licenza per quel film l'ho già pagata, pago il solo supporto e mi date il blu ray. Va anche bene come dicono loro, ma deve essere a doppio senso!
    non+autenticato
  • Appunto, quello che sostengo sempre anche io...
    Ho preso un film in videocassetta 10 anni fa? Ok, adesso che c'è in DVD/BluRay è lecito che mi diano il contenuto per cui ho pagato la licenza.
    Ho preso un gioco per PC, è giusto che possa giocare anche alla versione per XBox tanto la licenza ce l'ho.
    Wolf01
    3342
  • concordo... peró piú se perdi il dvd e chiedi un altro DVD...

    Pretendere un BlueRay rimasterizzato perché 10 anni fa avevi il VHS... é un po' esageratoOcchiolino
    MeX
    16902
  • E perchè scusa?
    Il diritto d'autore sul quale contano per intascare soldi fino a 70 anni (90 i certi casi) dopo la morte dell'autore è decisamente più lungo di "una decina d'anni".
    Non mi pare che nelle licenze ci sia scritta una durata
    Wolf01
    3342
  • sicuramente la durata post mortem é troppo lunga, sono daccordo, peró immagina se io produco britney spears spendendo x milioni di € e dopo un anno questa muore... sono rovinato!
    MeX
    16902
  • Bhe, metti che investivo 10.000€ sulla Parmalat prima del crack e dopo un anno questa mi va in bancarotta, non sono forse altrettanto rovinato?
    Il rischio c'è sempre, soprattutto quando si vuole far soldi col lavoro degli altri.
    Se i soldi li prendesse tutti fino all'ultimo centesimo Britney Spears se li sarebbe anche goduti in quell'anno, poi le canzoni avrebbero potuto diventare di pubblico dominio, per mantenere eventualmente i figli dovrebbe aver stipulato un assicurazione sulla vita.
    Io mica continuo a prendere soldi una volta che muoiono mio padre o mia madre, però qualche migliaio di euro lo prendo se hanno stipulato un'assicurazione, con i soldi già guadagnati, non con quelli che si suppone dovrebbe guadagnare in futuro.
    Wolf01
    3342
  • in parte hai ragione, ma ti assicuro che Britney Spears non è solo lei che lavora (anzi!)
    Ci sono i produttori che si fanno le ore in studio a produrre la sua musica e tutta l'organizzazione necessaria a promuovere un artista a quei livelli (commerciali, non livelli artistici eh!Sorride )

    Hai ragione... se investi e poi l'azienda fallisce sono fatti tuoi... ma sai quante Britney Spears che non decollano nonostante gli stessi fondi iniziali spesi ci sono?

    É giusto che per cose come la musica e il software ci sia una sistema di "tutela" certo va un attimo rivisto il sistema perchè con le nuove tecnologie sta mostrando parecchi limiti, però non penso ci sia una soluzione facile, od almeno io non ho un'idea valida da proporre...
    MeX
    16902
  • Certo sono d'accordo, ma io la penso in questo modo: se uno vuole avere successo deve essere lui a pagare le persone che lo devono aiutare, non il contrario.
    Cioè come al lavoro, io sono dipendente, lavoro per la mia azienda, non sono io (produttore) che percepisco i pagamenti, mi tengo il compenso e poi quello che resta lo do all'azienda (Britney Spears) ma è l'azienda che mi paga per i miei servizi.
    Wolf01
    3342
  • cioè faresti pagare un ragazzino squattrinato con la passione per la musica xxxxx € per pubblicare un disco? non può funzionare così
    MeX
    16902
  • Non è più come una volta, adesso puoi farti pubblicità su internet, youtube, mettere su uno store online anche semplicemente usando i pagamenti tramite paypal e un sito statico fatto in casa.
    Non bisogna fare lo stesso sbaglio delle Major di pensare che senza di loro non esisterebbe la musica, certamente non esisterebbero forse i ricconi e gli artisti strafamosi e strapagati, ma almeno esisterebbe vera musica.
    Wolf01
    3342
  • Wolf, quando devi mettere su un business internazionale (come lo sono le star del pop) fidati che servono professionisti
    MeX
    16902
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