Alfonso Maruccia

Tempi duri per i bari

Il gioco del blackjack attira da sempre l'attenzione degli universitari. Ma questa volta, invece di strategie per diventare milionari, è stato sfornato un software capace di scovare i furbi. Il banco, d'altra parte, vince sempre

Roma - Kris Zutis, studente ventiduenne dell'Università di Dundee e originario della Lettonia, dice di sé di non essere un grande giocatore ancorché si diletti in qualche partita a poker di quando in quando. Di certo il lavoro di Zutis ha attirato l'attenzione di chi vede il gioco come un business a tanti zeri, e che vorrebbe sfruttare il software sviluppato dal giovane ricercatore all'ultimo anno di università per incrementare ulteriormente i propri guadagni. O quantomeno lasciare fuori dalla porta chi conta le carte per stabilire i percorsi più vantaggiosi per puntare.

Analizzando il flusso di immagini in tempo reale di un insieme di telecamere posto al di sopra dei movimenti di un tavolo da blackjack, il software di Zutis è in grado di individuare i potenziali "contabili" del gioco e persino gli errori del banco.

I complessi algoritmi del sistema analizzano sia le carte che le puntate dei giocatori per arrivare a scoprire i probabili ospiti indesiderati del casinò, esperti di una pratica che se non è illegale di certo non rende particolarmente ben disposti i gestori dei business del gioco d'azzardo.
Vista la (rada) passione per il poker del suo autore, il software era stato originariamente pensato per questo particolare tipo di gioco. "Alla fine è venuto fuori che il blackjack era molto più adatto a un sistema di visione computerizzato - dice Zutis - e così ho sviluppato il sistema partendo da questo".

Realizzato in collaborazione con il supervisore del progetto dottor Jesse Hoey e lo staff del Gala Casino di Dundee, il software di analisi non è ancora sufficientemente maturo da poter divenire un prodotto commerciale, ma l'interesse alimentato nel settore ha procurato a Zutis un invito per la International Conference on Computer Vision Systems (ICVS) che si terrà in Belgio durante il corrente mese di ottobre.

Qui il ricercatore spera di dare ulteriore prova del potenziale del progetto e, soprattutto, di trovare qualche sponsor generoso (e certamente interessato) che lo aiuti a svilupparlo ulteriormente sino a dargli la sua forma definitiva.

Alfonso Maruccia
7 Commenti alla Notizia Tempi duri per i bari
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  • Il gioco d'azzardo, soprattutto quello giocato nei casino' difficilmente e' un gioco equo, altrimenti gli stessi casino' avrebbero le medesime, identiche probabilita' dei propri clienti di perdere tutto e questo, a meno che tali attivita' non siano a scopo di lucro, e cio' non mi sembra proprio, direi che e' inaccettabile.

    Lasciando da parte persone patologiche, che in ogni caso sono molte piu' di quello che si pensa, se qualcuno e' in grado di ricordare e contare un sabot, cioe' di solito 6 mazzi da 52 carte, ed oltre a cio' di riuscire a calcolare al volo le probabilita' del banco di sballare in base alle carte rimaste, mi pare che nel bj il banco debba fare almeno 17 come punteggio, behhh signori, se una persona e' dotata di tali reali abilita' mentali e le sfrutta per giocare, behhh se le gestioni dei casino' li mettono alla porta fanno loro un favore...

    ...Se sono casi patologici almeno evitano di approffitare di loro, anche perche' sapere contare le carte e calcolare al volo le probabilita' non comporta un rischio nullo, riduce di poco lo squilibrio del gioco, ma le carte rimaste occupano ciascuna una posizione rimanente del mazzo in modo equiprobabile, dunque puoi solo sapere che il banco puo' piu' o meno facilmente sballare del solito, non puoi sapere con certezza quale sara' la prossima carta pescata, puoi solo sapere che sara' piu' probabile. in ogni caso stiamo parlando di ricordarsi l'uscita di centinaia di carte, anche perche' questa possibilita' si concretizza unicamente quando il sabot incomincia ad essere piuttosto vuoto.

    Personalmente penso che persone cosi' dotate possano contribuire allo sviluppo del genere umano, pure di se stessi e delle proprie finanze, in ben altri modi...

    ...Tutto questo per scrivere in chiusura: ma forse l'aspetto piu' importante di tale notizia non e' la visione artificiale? E che dire degli algoritmi per identificare classi di giocatori? Ma non c'e' gia' da tempo nelle autostrade italiane il sistema tutor, sistema che l'amministrazione ha reputato maturo perche' sul funzionamento dello stesso eleva contravvenzioni?

    Mahhh mi sfugge qualcosa...

    Ciauz
    non+autenticato
  • Beh il sistema tutor è un sistema di visione artificiale molto, ma molto più semplice di quanto questo ragazzo voglia implementare nei casinò!!!

    Le telecamere devono solo riconoscere le autovetture distinguendole fra loro, spesso segmentando la taglia e riconoscendola.... ciò avviene all'inizio e alla fine del tratto tutor e si fa la media della velocità...

    Qui le telecamere devono riconoscere molteplici aspetti che derivano dall'attività del contare: non so se si faccia riferimento anche a gestualità facciali che il contatore non riesce a nascondere, comunque si deve correlare le puntate al punteggio di banco e giocatore.

    La differenza mi pare abissale!!!
    non+autenticato
  • Riuscire a contare le carte e a delineare una strategia di gioco basata sulle carte precedenti non e' barare, e' semplicemente essere piu' abili di altri. Ricordarsi le carte gia' uscite o ragionare su quelle visibili e' tipico di tutti i giochi di carte, poker incluso. Non vedo perche' l'uso del cervello debba essere considerato disonesto.
    La soluzione e' molto semplice: se non guadagni a sufficienza con il blackjack, non lo proponi piu' nel tuo casino' o fai in modo di mischiare i mazzi piu' spesso, non tratti come un baro chi invece dimostra solo una mente superiore alla media.

    --
    Ciao,
    Luca
    non+autenticato
  • Chiaro.

    Ma la cosa ai biscazzieri da molto fastidio. Percui, pur essendo legale, ti mettono alla porta e comunque si sa benissimo chi è capo di queste organizzazioni al limite del legale se non proprio disonesti e con forti appoggi governativi.

    Se ti piace usare la testa in gioco dove nessuno te lo può vietare, ma anzi è ben accetta, gioca a scacchi. Anche nei tornei professionistici ci sono in palio un bel po di soldini.
    non+autenticato
  • Che schifo, era molto meglio quanto gli universitari erano contro questi succhiasoldi e non lobotomizzati dalla distopia capitalista.
    non+autenticato
  • C'è anche da dire che i soldi fanno comodo a tutti. Se tu avessi sviluppato un SW di questo tipo molto probabilmenti faresti la stessa cosa. Non ci vedo nulla di male e non me la prederei con gli universitari in questione. Nessuno ti o mi obbliga a giocare ai casinò reali o virtuali che siano.
    non+autenticato
  • sanno in tempo reale chi vinceeeeeeeeeee
    non+autenticato