Alessandro Del Rosso

Sun vuole Java ME sui netbook

Sun vuol rendere la piattaforma Java pių modulare, consentendo agli sviluppatori di poter accedere alle caratteristiche di J2ME e di J2SE indipendentemente dal dispositivo e dalla piattaforma

Roma - In occasione della conferenza OpenWorld 2009 di Oracle, Sun ha rivelato l'intenzione di portare sui netbook le funzionalità mobile-oriented alla base di Java 2 Mobile Edition (J2ME), una piattaforma utilizzata sulla stragrande maggioranza dei telefoni cellulari oggi sul mercato.

Tale progetto fa parte di un piano di più ampio respiro che ha l'obiettivo di rendere la piattaforma Java maggiormente modulare e flessibile, senza più compartimenti stagni tra device mobili, computer desktop e server. Grazie a questa strategia, gli sviluppatori saranno ad esempio in grado di portare sui netbook applicazioni Java capaci di sfruttare anche le caratteristiche di J2ME, quali il supporto alla telefonia, alle PAN e agli accelerometri. All'inverso, sugli smartphone di nuova generazione - le cui specifiche hardware competono ormai con quelle dei netbook di prima generazione - gli sviluppatori potranno avvalersi delle funzionalità di J2SE, oggi prerogativa dei computer desktop o portatili.

"Attualmente sui netbook gira la versione di Java dedicata ai computer desktop, ma su tali dispositivi vogliamo poter creare anche applicazioni orientate alla mobilità - ha spiegato Jeet Kaul, vicepresidente del client software group di Sun - Per raggiungere questo obiettivo intendiamo portare le API di J2ME anche sui netbook, evitando la necessità di disporre di due differenti macchine virtuali".
Sebbene Kaul sostenga che i primi frutti di questo progetto potrebbero vedersi già il prossimo anno, al momento quello di Sun è soltanto un piano d'intenti scritto in brutta copia. Lo stesso dirigente dell'azienda ammette che il proprio team sta ancora tentando di capire, insieme ai partner di Sun, quando e come rilasciare la versione modulare di J2ME, e se "agganciare" a quest'ultima anche un linguaggio dinamico come Jruby.

Come sottolinea poi The Register, se l'acquisizione di Sun da parte di Oracle andrà in porto (l'Unione Europea deve ancora dare il via libera), le sorti del progetto dipenderanno anche dai piani di quest'ultima. Ma da questo punto di vista il boss del colosso dei database, Larry Ellison, sembra aver già dato semaforo verde: la scorsa primavera ha detto di voler investire in modo massiccio su Java, facendo di questa piattaforma un solido ponte tra device mobili e PC. Resta da vedere che ruolo avrà, in tutto questo, il giovane framework JavaFX, su cui Sun sta tanto puntando per fare di Java una piattaforma applicativa web-based realmente universale.

Alessandro Del Rosso
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