Roma - "Milioni di pagine ora accessibili a tutti in 23 lingue ufficiali dimostrano il continuo impegno da parte dell'Unione Europea nel preservare e promuovere la sua storia all'interno delle diversità linguistiche". Così Leonard Orban, commissario della UE per il multilinguismo, in occasione della recente edizione della prestigiosa Fiera del Libro di Francoforte. È infatti
nata una biblioteca digitale per tutti i cittadini e le aziende, che metterà a disposizione circa
12 milioni di pagine per 110mila pubblicazioni a partire dal 1952.
La biblioteca elettronica
sarà, stando alla visione dello stesso Orban, un modo per assicurare
la più totale trasparenza da parte delle istituzioni europee, attraverso la pubblicazione in
PDF di documenti di tipo culturale o legislativo. A partire da quello più vecchio messo a disposizione, un discorso fatto da Jean Monnet ad inaugurare le attività dell'
Alta Autorità della Comunità Europea del Carbone e dell'Acciaio. Una miniera di informazioni da consultare non soltanto nelle lingue della UE, ma anche in russo e cinese.
"La nuova biblioteca - ha spiegato Orban - sarà un altro strumento per combattere ogni forma di pregiudizio. Nessuno potrà ora lamentarsi a causa di problematiche legate alla consultazione di testi di legge e documenti associati". Il progetto di scansione digitale era iniziato nel febbraio 2008, con un
investimento complessivo di 2,5 milioni di euro. 1.500 sono stati i testi aggiunti direttamente in formato digitale, insieme ai dati statistici ufficiali dal 1953 ad oggi. Tutti i contenuti della biblioteca verrano inglobati da
Europeana, già descritta come la
digital library più grande del mondo.
La 61esima Fiera del Libro di Francoforte è stata anche
l'occasione per uno scambio d'opinioni piuttosto arroventato, all'interno dell'ormai abitudinaria diatriba tra il progetto Google Books e il resto del mondo. Roland Reuss, professore di letteratura alla
Heidelberg University, ha definito quella di Book Search come una propaganda isterica che ha messo in pericolo i meccanismi tradizionali di pubblicazione. "Avete rivoluzionato il mercato, ma il costo di tutto questo è che i produttori di beni verranno demoliti", ha attaccato Reuss.
Pronta la replica di Santiago de la Mora, a capo delle
Print Content Partnership di Google nel Regno Unito: "Stiamo risolvendo uno dei più grandi problemi attualmente nel mondo, semplicemente perchè tantissimi libri sono ormai morti nel senso di non più trovabili". De la Mora ha quindi concluso: "Non facciamo altro che riportare in vita questi libri, rendendoli visibili a quasi due miliardi di utenti Internet".
Mauro Vecchio