Claudio Tamburrino

UE, un accordo che suona bene

I protagonisti della distribuzione della musica digitale hanno firmato un accordo per riformare le licenze e costituire una piattaforma paneuropea per i diritti d'autore. Per rispondere alla pirateria con l'alternativa legale

Roma - Nella quarta tavola rotonda sulla distribuzione della musica digitale, sponsorizzata dalla commissaria europea alla competizione Neelie Kroes, EMI, Apple, Amazon, Universal Music Group, Nokia, SACEM, PRS e STIM, hanno firmato un comunicato comune in cui si impegnano a stabilire nuovi principi per regolare il mercato della musica in Rete.

Dagli anni sessanta l'Europa sta seguendo un percorso di abbattimento delle barriere interne che ostacolano il commercio tra gli Stati Membri e la creazione di un mercato unico. Quello dei servizi è uno dei settori che rimane ancora legato ai confini dello Stato nazionale. Attualmente in Europa la distribuzione della musica è ancora legata ai confini nazionali: un utente che vuole acquistare canzoni su un servizio come iTunes Store potrà farlo solo dal suo paese di residenza. Le società degli autori e degli editori, infatti, detengono un monopolio per un determinato territorio, in cui controllano e gestiscono tutta la musica che circola. Le licenze stipulate, ad esempio, da Apple per la musica messa in vendita sul suo Store sono stipulate con i detentori dei diritti a livello nazionale e sono legate a queste barriere impedendo una libera circolazione della musica oltre ai confini.

L'iniziativa della Commissione segue la volontà espressa nei mesi scorsi di sviluppare un diritto d'autore transfrontaliero, mezzo essenziale per permettere di rilanciare il mercato ancora contratto in Europa della musica digitale.
Neelie Kroes ha espresso ottimismo, affermando che è la prima volta che diversi distributori e detentori di diritti trovano un accordo simile.

Se la rotta è stata tracciata, ancora non si è prevista una tabella di marcia.

Intanto, Apple ha già annunciato la possibiltà di rendere iTunes Store "più fruibile ai consumatori europei in più paesi" e che nei prossimi anni lo estenderà a Paesi membri ora non coperti.

EMI ha invece annunciato un accordo non esclusivo con SGAE (Società dei detentori di diritti spagnola) e la SACEM francese. Quest'ultima già a maggio aveva affermato di voler diminuire le restrizioni territoriali e permettere ad altri collettori di diritti d'autore di licenziare il proprio repertorio. Inoltre, sta cercando di organizzare un portale comune e non esclusivo per offrire il più vasto repertorio musicale possibile ai servizi online con base pan-europea.

Tutto ciò significa che le società che raccolgono i diritti d'autore degli artisti dovranno rinunciare all'esclusività, permettendo che le licenze superino i loro confini nazionali. In modo tale che gli utenti possano usufruire più liberamente della distribuzione di musica originale digitale, indipendentemente dal paese in cui si trovano ad acquistarla.

Per far questo l'intenzione è innanzitutto quella di riformare il sistema di licenze per ottenerne una piattaforma paneuropea che possa contenere i repertori di società di autori di più Stati Membri. Si tratterebbe, comunque, di piattaforme la cui partecipazione da parte delle Società che raccolgono i diritti è su base volontaria.

Accanto a queste piattaforme, i soggetti coinvolti si sono accordati per fornire licenze multi-territoriali e costituire una cornice comune entro cui i detentori diritti possano più facilmente scambiarsi informazioni.

Claudio Tamburrino
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