Giorgio Pontico

BigG non urla. Canticchia?

Google non sconvolgerà il mercato musicale. Porterà gli artisti agli utenti come ha fatto fino a oggi con il resto. Almeno così dicono le ultime indiscrezioni

Roma - Google suonerà, ma non così forte come qualcuno temeva. Il nuovo servizio chiamato Google Audio consentirà agli utenti di ricercare musica attraverso il famoso search engine. Niente di più: BigG non sembra volersi tramutare in una casa discografica.

Google Audio sarebbe frutto dell'accordo stretto da Mountain View con Lala.com e iLike.com, quest'ultimo acquistato di recente da MySpace per 20 milioni di dollari. Il primo è un contenitore di musica non protetta da copyright, mentre il secondo consente di scaricare musica da iTunes. Inoltre, anche se si tratta solo di voci ancora da confermare, si dice che proprio iTunes, insieme ad Amazon, dovrebbe essere della partita.

In sostanza bastarà digitare il nome di una band o di un interprete per essere indirizzati ad un particolare elenco di risultati: foto, dati e, ovviamente, estratti o interi brani. Nessuna analogia con Google Books quindi e, almeno per il momento, sembra improbabile il profilarsi di dispute legali contro BigG.
"Chiunque pensi che ciò sia un game-changer è pazzo" spiega l'analista Michael Gartenberg: le regole del mercato musicale, specialmente in un momento storico del genere, non potrebbero mai permettere l'esistenza del servizio cui molti avevano pensato in prima battuta.

Giorgio Pontico
Notizie collegate
1 Commenti alla Notizia BigG non urla. Canticchia?
Ordina