Mauro Vecchio

Brin: Yahoo! non lasciare il search!

Ha fatto e sta facendo la storia della ricerca nel World Wide Web. Secondo Sergey Brin, patron di Google, il motore viola non deve gettare la spugna. Anche se Bing, ammette, non Ŕ affatto male

Roma - Sergey Brin non era atteso all'ultima edizione del Web 2.0 Summit a San Francisco. Il co-founder di Google si è invece presentato sul palco principale per un colloquio con John Battelle, spiegando di non aver rifiutato l'invito speditogli, ma semplicemente di non aver risposto. E Brin ha fatto subito parlare di sé, ancora una volta: Yahoo! avrebbe donato al search una serie di interessanti innovazioni, per cui sarebbe un vero peccato vedere i suoi motori di ricerca assorbiti da Microsoft Bing.

"Penso che sia un vero peccato - ha dichiarato Brin a Battelle - che Yahoo! pianifichi di abdicare nel regno del search, anche perchè stava creando cose molto interessanti". Il riferimento è ovviamente all'accordo estivo tra BigM e il search engine in viola, che ha affidato a Redmond il compito di fornire lo strumento tecnologico - Bing - sotto le mentite spoglie di Yahoo!. L'azienda di Sunnyvale, tuttavia, aveva annunciato di voler rimanere un player attivo al livello di interfaccia utente, arrivando a competere con Bing stesso per quanto riguarda gli utenti.

Brin non ha poi voluto rilasciare commenti sulle attuali attività delle Antitrust statunitensi ed europee che stanno passando l'accordo sotto una specifica lente a difesa di un mercato regolarmente competitivo. L'imprenditore di origini russe ha ammesso di aver usato il motore di ricerca di Microsoft e di aver addirittura apprezzato alcune sue funzionalità. "Bing ci ha ricordato che quello del search è un mercato molto competitivo", ha chiosato Brin.
Altri temi caldi sono stati infine toccati, ovviamente legati alle sfide attuali e future di BigG. Brin si è mostrato particolarmente dispiaciuto del fatto che lo sviluppo di una versione Mac OS per il browser Chrome sia ancora in fase di beta-testing. Sorpreso, invece, del livello di resistenza che il progetto Book Search sta incontrando sulla strada dei dieci milioni di libri reperibili online. Sorpreso, non meno di tutti quelli che hanno appreso dalle sue parole segnali di stima nei confronti di diretti concorrenti.

Mauro Vecchio
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