Via ai brevetti pan-europei

Con l'ok del Consiglio dei ministri della UE arriva la Community Patent, brevetto che avrà valore in tutti i paesi dell'Unione. Aumenteranno i brevetti e i rischi per il libero sviluppo

Roma - Via libera ai brevetti pan-europei o, meglio, validi in tutti i paesi dell'Unione Europea. Lo ha deciso il Consiglio dei ministri europei riunito per l'occasione dando il via libera alla cosiddetta "Community Patent".

Con questa terminologia si intende un brevetto comunitario che, depositato in un paese, avrà valore in tutta l'Unione. Un tipo di registrazione pensata per ridurre enormemente i costi e accelerare le domande di brevetto. Scopo dell'operazione, infatti, è consentire entro breve tempo allo European Patent Office di rilasciare questo genere di brevetto proprio per consentire alle imprese europee di aumentare i brevetti registrati.

Il via libera alla Community Patent lascia tuttavia senza risposta il problema dei brevetti sul software e delle implicazioni sul suo mercato e sul suo sviluppo.
La notizia dell'ok dei ministri europei sta naturalmente scuotendo tutti coloro, come la FFII, che da tempo si battono per evitare che anche nella UE, come già accade negli Stati Uniti, non sia possibile brevettare idee astratte o singole porzioni di codice abitualmente utilizzate dagli sviluppatori. Se ciò invece dovesse accadere, sostengono in tanti, ci si troverebbe nella situazione americana, dominata da multinazionali del software accaparratrici di migliaia di brevetti ogni anno e capaci dunque di controllare quote sempre maggiori dello sviluppo e dell'innovazione. Proprio quei due elementi che il Consiglio dei ministri europei vorrebbe agevolare con la nuova Community patent...
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