Massimo Mattone

Innovazione in Italia: just an Illusion?

di M. Mattone - Quanto è difficile innovare in Italia? Come nasce un'idea di successo? Lo raccontano a Punto Informatico i vincitori di Innovation Day 2009, l'evento Smau che ha premiato le startup all'avanguardia nel panorama italiano

Milano - Sono tutti ragazzi simpatici e alla mano quelli con cui abbiamo avuto il piacere di scambiare quattro chiacchiere all'Innovation Day, l'evento Smau dedicato all'Italia che innova che ha messo a confronto le regioni che investono sulla ricerca e ha premiato le startup all'avanguardia nel panorama italiano. Ragazzi coraggiosi, ai quali leggi nel cuore una passione profonda per le tecnologie e per le nuove idee ancor prima della certezza di poter convogliare quelle stesse idee in un business di successo.

È, tanto per fare un esempio, il caso di Daniele Calabrese - calabrese di cognome e di fatto - che a 18 anni ha lasciato la sua Cosenza e che vive ormai da molti anni negli Stati Uniti. Convinto che innovare, dalle nostre parti, sia ancora abbastanza difficile: "Per innovare sono andato negli Stati Uniti - ci ha raccontato Daniele - dove ho trovato un tessuto completamente diverso". La solita storia dei cervelli (in fuga) italiani alla ricerca di capitali all'estero? Macché: "gli investitori li ho trovati proprio qui in Italia!" ci ha rivelato sorprendendoci, Daniele, sottolineando come "contrariamente a quello che si pensa, pur se il nostro centro di sviluppo e di creazione dell'impresa è negli Stati Uniti, alcuni dei finanziatori chiave sono proprio qui da noi, in Italia". E l'aspetto interessante è che si tratta di finanziatori privati: "Nella mia impresa non è intervenuto il pubblico" ha precisato Daniele, facendo notare come, utilizzando un modello d'impresa dislocato negli Stati Uniti, non ha avuto bisogno di incubatori. Il segreto è stato far leva sui costi - molto bassi negli USA - di creazione d'impresa. Ciò ha permesso di destinare i capitali privati alla costruzione del sistema, del brevetto, del marchio. In sostanza, alla protezione dell'investimento e al lancio sul mercato.

Daniele Calabrese si è classificato al secondo posto tra le startup più innovative del panorama italiano con il "social music network" Soundtrckr. Senza la a e la e di tracker "per ricordare Flickr". "Si tratta di un nuovo modo per scoprire, condividere e vivere la musica con i propri amici", si legge in una nota. Tutto attraverso telefonini e terminali mobili di nuova generazione.
"Con Soundtrckr - prosegue la nota - gli utenti possono creare e condividere proprie stazioni radio personalizzate e sintonizzarsi sulle stazioni dei propri amici ascoltandole in tempo reale; possono scoprire e acquistare nuovi brani musicali, geolocalizzarli nei luoghi in cui li hanno ascoltati e condividerli con gli amici". Il tutto, manco a dirlo, perfettamente integrato con Twitter e Facebook. Non una banale somma tra musica digitale e social network, insomma, bensì "qualcosa di nuovo che mette insieme musica digitale e gestione delle relazioni online".
Un'idea, quella di Soundtrckr, ci ha raccontato Daniele, "favorita anche dal fatto che, vivendo negli Stati Uniti, ho potuto cogliere la grande opportunità di essere al centro del mercato di riferimento della nuova generazione di servizi mobili. Il mercato USA è, infatti, ideale per crescere e fare profitti e poi, dagli USA, provare a espandersi in America Latina e in Europa".

E coi diritti sui brani musicali come la mettiamo? Migliaia di ragazzi che ascoltano contemporaneamente musica d'autore: dev'essere un bel grattacapo dal punto di vista dei costi da sostenere... Ma Daniele ci ha rassicurati: "Soundtrckr è perfettamente legale e gestisce tutti gli aspetti complessi relativi a licenze, royalty e file musicali. Questi ultimi li abbiamo ottenuti mediante accordi con le case discografiche e con gli editori musicali".

Ma sta in piedi un sistema simile? E su quale modello di business? Daniele non ha dubbi: "Abbiamo affrontato la cosa in modo molto serio e strutturato - ci ha detto con tono perentorio - cercando di progettare un sistema che stia davvero in piedi". Sistema che Soundtrckr ha progettato su due livelli (free e premium). "A livello economico, sostenuto dalla pubblicità audio, display e quella web, può venir fuori una parte dei ricavi per il servizio in web radio (quello free, per intenderci): sostanzialmente, un utente seleziona una canzone e poi le successive vengono inviate dal sistema sulla base della preferenza iniziale (con un sistema di recommendation alla Last.fm)".
Ben più difficile far quadrare il cerchio nel caso della musica on demand. Secondo Daniele Calabrese, in tal caso, è proibitivo pensare ad un modello di business basato sulla gratuità dei contenuti in cambio della sola pubblicità: "Non esiste attualmente - e probabilmente non esisterà per i prossimi anni - ci ha detto il CEO di Soundtrckr - nessun modello economico veramente remunerativo che potrà reggersi su un ad-free, ossia un sistema on demand - alla Spotify per intenderci - che consenta agli utenti di ascoltare in tempo reale musica a richiesta in cambio di alcuni spot pubblicitari". Occorre dunque differenziare l'offerta inventandosi servizi Premium capaci di finanziare anche le sezioni free dei progetti.

Daniele & Co. hanno pensato di fare così: attraverso il servizio free consentiranno agli utenti di ascoltare e condividere la musica che viene inviata "automaticamente" da Soundtrckr con il sistema delle raccomandazioni musicali, puntando in questo caso, soprattutto, a mettere in comunicazione gli amici attraverso chat line e communication framework ad hoc. Attraverso il servizio Premium, invece - ed è questo, nelle previsioni, ciò che dovrà stare davvero in piedi costituendo il vero modello di business dell'intero progetto - si offrirà agli utenti l'opportunità di costruire playlist (8-10 canzoni) on demand e distribuirle sul social network ad altri amici e utenti. Questi ultimi potranno usufruirne in "radio style" - ossia in modo non interattivo - se utenti free. In modo completamente interattivo e on demand, invece, se utenti a pagamento (sono previsti vari livelli di abbonamento il cui prezzo, comunque, non supererà i 10 dollari al mese).

La vera sfida per Daniele inizierà a Novembre, mese in cui è previsto il lancio di Soundtrckr sul mercato USA.
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10 Commenti alla Notizia Innovazione in Italia: just an Illusion?
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  • devo dire che la giuria non poteva fare meglio.. e' proprio la fotografia dell'innovazione italiana: tre progetti che non servono a una mazza!! il fantacalcio poi!?!? inoltre sviluppabili con 3 ore di ricerca in Internet, che caxxo di ricerca c'e' dietro per quei progetti?!?!

    e poi rimane sempre il dubbio che il terzo fosse il nipote dello zio di uno della giuria, il secondo, il figlio del fratello di uno della giuria e il primo il figlio del presidente direttamente..
    non+autenticato
  • Occhio: questi sono ragazzi non sono grandi aziende con grandi capitali... e poi non è quello che realizzano ma COME lo realizzano! le idee alla base sono imho molto molto interessanti. E poi dai se ci diamo sempre addosso noi stessi esce sempre la solita storia che all'estero sono bravi che noi non sappiamo fare niente che i nostri ragazzi valgono 4 soldi che li hanno premiati perchè sono raccomandati che chi li ha premiati (emil abirascid il più grande esperto d'innovazione italiano) è uno qualunque che è tutto organizzato e finto e vai così a darci dentro con la qualunque!
    NO, ogni tanto, quando abbiamo cervelli e giovani bravini come Daniele Calabrese che lavora nelle silicon valley e che il mondo c'invidia, bene facciamole uscire queste cose e facciamogli magari i complimenti invece di chiuderci nel solito ghetto da bravi italiani timidi e piagnuloni con la solita storia che qui da noi non sappiamo fare nulla... IMHO

    parentesi: parlo per esperienza personale. io ci ho provato a fare cose nuove qui in italia. Credetemi non è facile ma a questi ragazzi semmai aiutiamoli, facciamogli i complimenti, cerchiamo di capire cosa stanno facendo e non diciamo per partito preso che hanno vinto facendo quattro cose da nulla. Ci sono sforzi grandi ma grandi su queste cose. chi di voi c'è passato magari lo sa...

    altra parentesi_che smau non ha il wifi è vero è una vergogna ma è loro degli organizzatori non dei ragazzi che hanno vinto un premio che smau noncentra nulla se non per averlo ospitatoOcchiolino
    non+autenticato
  • tre giorni passati allo smau, portatili rubati e una innovazione che parte da una fiera senza connessione ad internet... dovrei aggiungere altro?
    non+autenticato
  • ...stiamo messi maluccio. Con tutto il rispetto per questi ragazzi, che ammiro per come hanno saputo creare impresa, con idee comunque buone, considerato il panorama italiano, credo che l'innovazione sia altro.
    non+autenticato
  • L'idea che ha preso il primo premio trovo sia buona. Può avere delle reali applicazioni e creare qualcosa. Per le altre due, mi spiace, ma se un aiuto per il fantacalcio e un diffusore online di musica è quanto di meglio l'innovazione italiana riesce a produrre... beh...
    non+autenticato
  • Concordo, la prima idea è davvero buona. Mi pare un'idea degna di Google.
  • ma esiste ancora ?
    non+autenticato
  • Questo anno ci sono ci stato. Scambi e contatti commerciali insomma... ma tanti tanti workshpo e convegni interessanti questi si devo dire. sopratutto i percorsi dedicati allinnovazione c'erano stand di nuove azinde emergenti con cose veramente da vedere ragazzi entusiasmi che i premi li meritavano davvero gl ialtri srand non mi sono piaciuti interessante ancbe i convegni fatti dal gruppo iwa su webmaster e sviluppo. purewindows per iserver non e stato male
    non+autenticato
  • - Scritto da: a.dim
    > Questo anno ci sono ci stato. Scambi e contatti
    > commerciali insomma... ma tanti tanti workshpo e
    > convegni interessanti questi si devo dire.
    > sopratutto i percorsi dedicati allinnovazione
    > c'erano stand di nuove azinde emergenti con cose
    > veramente da vedere ragazzi entusiasmi che i
    > premi li meritavano davvero gl ialtri srand non
    > mi sono piaciuti interessante ancbe i convegni
    > fatti dal gruppo iwa su webmaster e sviluppo.
    > purewindows per iserver non e stato
    > male

    Adesso metto su una startup e sviluppo "iScrivodifretta" per correggere automaticamente gli errori di battitura.
    L'anno prossimo il premio sarà mio!Con la lingua fuori
    Funz
    12988
  • Questa lettera aperta la dice lunga su come va l'innovazione in Italia...
    http://www.giacomobruno.it/index.php/2009/10/26/le.../
    non+autenticato