Milano - Sono tutti ragazzi simpatici e alla mano quelli con cui abbiamo avuto il piacere di scambiare quattro chiacchiere all'
Innovation Day, l'evento Smau dedicato all'Italia che innova che ha messo a confronto le regioni che investono sulla ricerca e ha premiato
le startup all'avanguardia nel panorama italiano. Ragazzi coraggiosi, ai quali leggi nel cuore una passione profonda per le tecnologie e per le nuove idee ancor prima della certezza di poter convogliare quelle stesse idee in un business di successo.
È, tanto per fare un esempio, il caso di
Daniele Calabrese - calabrese di cognome e di fatto - che a 18 anni ha lasciato la sua Cosenza e che vive ormai da molti anni negli Stati Uniti. Convinto che innovare, dalle nostre parti, sia ancora abbastanza difficile: "Per innovare sono andato negli Stati Uniti - ci ha raccontato Daniele - dove ho trovato un tessuto completamente diverso". La solita storia dei cervelli (in fuga) italiani alla ricerca di capitali all'estero? Macché: "gli investitori li ho trovati proprio qui in Italia!" ci ha rivelato sorprendendoci, Daniele, sottolineando come "contrariamente a quello che si pensa, pur se il nostro centro di sviluppo e di creazione dell'impresa è negli Stati Uniti, alcuni dei finanziatori chiave sono proprio qui da noi, in Italia". E l'aspetto interessante è che si tratta di finanziatori privati: "Nella mia impresa non è intervenuto il pubblico" ha precisato Daniele, facendo notare come, utilizzando un modello d'impresa dislocato negli Stati Uniti, non ha avuto bisogno di incubatori. Il segreto è stato far leva sui costi - molto bassi negli USA - di creazione d'impresa. Ciò ha permesso di destinare i capitali privati alla costruzione del sistema, del brevetto, del marchio. In sostanza, alla protezione dell'investimento e al lancio sul mercato.
Daniele Calabrese si è
classificato al secondo posto tra le startup più innovative del panorama italiano con il "social music network"
Soundtrckr. Senza la
a e la
e di tracker "per ricordare Flickr". "Si tratta di un nuovo modo per scoprire, condividere e vivere la musica con i propri amici", si legge in una nota. Tutto attraverso telefonini e terminali mobili di nuova generazione.
"Con Soundtrckr - prosegue la nota - gli utenti possono creare e condividere proprie stazioni radio personalizzate e sintonizzarsi sulle stazioni dei propri amici ascoltandole in tempo reale; possono scoprire e acquistare nuovi brani musicali, geolocalizzarli nei luoghi in cui li hanno ascoltati e condividerli con gli amici". Il tutto, manco a dirlo, perfettamente integrato con Twitter e Facebook. Non una banale somma tra musica digitale e social network, insomma, bensì "qualcosa di nuovo che mette insieme musica digitale e gestione delle relazioni online".
Un'idea, quella di Soundtrckr, ci ha raccontato Daniele, "favorita anche dal fatto che, vivendo negli Stati Uniti, ho potuto cogliere la grande opportunità di essere al centro del mercato di riferimento della nuova generazione di servizi mobili. Il mercato USA è, infatti, ideale per crescere e fare profitti e poi, dagli USA, provare a espandersi in America Latina e in Europa".
E coi diritti sui brani musicali come la mettiamo? Migliaia di ragazzi che ascoltano contemporaneamente musica d'autore: dev'essere un bel grattacapo dal punto di vista dei costi da sostenere... Ma Daniele ci ha rassicurati: "Soundtrckr è perfettamente legale e gestisce tutti gli aspetti complessi relativi a licenze, royalty e file musicali. Questi ultimi li abbiamo ottenuti mediante accordi con le case discografiche e con gli editori musicali".
Ma sta in piedi un sistema simile? E su quale modello di business? Daniele non ha dubbi: "Abbiamo affrontato la cosa in modo molto serio e strutturato - ci ha detto con tono perentorio - cercando di progettare un sistema che stia davvero in piedi". Sistema che Soundtrckr ha progettato su due livelli (free e premium). "A livello economico, sostenuto dalla pubblicità audio, display e quella web, può venir fuori una parte dei ricavi per il servizio in web radio (quello free, per intenderci): sostanzialmente, un utente seleziona una canzone e poi le successive vengono inviate dal sistema sulla base della preferenza iniziale (con un sistema di
recommendation alla Last.fm)".
Ben più difficile far quadrare il cerchio nel caso della musica on demand. Secondo Daniele Calabrese, in tal caso, è proibitivo pensare ad un modello di business basato sulla gratuità dei contenuti in cambio della sola pubblicità: "Non esiste attualmente - e probabilmente non esisterà per i prossimi anni - ci ha detto il CEO di Soundtrckr - nessun modello economico veramente remunerativo che potrà reggersi su un
ad-free, ossia un sistema on demand - alla Spotify per intenderci - che consenta agli utenti di ascoltare in tempo reale musica a richiesta in cambio di alcuni spot pubblicitari". Occorre dunque
differenziare l'offerta inventandosi servizi Premium capaci di finanziare anche le sezioni free dei progetti.
Daniele & Co. hanno pensato di fare così: attraverso il servizio free consentiranno agli utenti di ascoltare e condividere la musica che viene inviata "automaticamente" da Soundtrckr con il sistema delle raccomandazioni musicali, puntando in questo caso, soprattutto, a mettere in comunicazione gli amici attraverso chat line e communication framework ad hoc. Attraverso il servizio Premium, invece - ed è questo, nelle previsioni, ciò che dovrà stare davvero in piedi costituendo il vero modello di business dell'intero progetto - si offrirà agli utenti l'opportunità di costruire playlist (8-10 canzoni) on demand e distribuirle sul social network ad altri amici e utenti. Questi ultimi potranno usufruirne in "radio style" - ossia in modo non interattivo - se utenti free. In modo completamente interattivo e on demand, invece, se utenti a pagamento (sono previsti vari livelli di abbonamento il cui prezzo, comunque, non supererà i 10 dollari al mese).
La vera sfida per Daniele inizierà a Novembre, mese in cui è previsto il lancio di Soundtrckr sul mercato USA.