Mauro Vecchio

Skype, pace fatta

eBay illustra fondamentali dettagli sul passaggio di Skype nelle mani di investitori privati. I due founder del servizio VoIP avranno il 14 per cento delle quote totali e due posti nel consiglio di amministrazione

Roma - C'era come una grossa nuvola nera ad incombere sul futuro di Skype, carica di ingiunzioni e dispute legali. Uno scenario da tutti contro tutti, disegnato in primis dai due fondatori Niklas Zennstrom e Janus Friis. eBay ha ora annunciato un accordo che dovrebbe risolvere definitivamente la questione relativa alla vendita di Skype, facendo cadere le precedenti accuse di Joltid, società gestita dagli stessi founder scandinavi. Evapora dunque la presunta infrazione del copyright sulla tecnologia alla base del servizio VoIP: Zennstrom e Friis si riprenderanno una quota dell'azienda venduta a eBay nel 2005.

Il passaggio della tecnologia per le chiamate online sarà verso le braccia di un consorzio formato da investitori privati, tra cui Silver Lake Partners, Andreessen Horowitz e il Canada Pension Plan Investment Board. Tagliata fuori dai giochi, Index Ventures, il cui partner Mike Volpi era stato accusato dai fondatori di Skype di aver avuto intenzione di utilizzare, nel passaggio di mano dell'azienda, le conoscenze e le informazioni confidenziali acquisite precedentemente come CEO di Joost, altra società gestita dai due. Volpi - che è ora stato estromesso dalla trattativa di vendita ufficializzata da parte di eBay - sarebbe stato in possesso di conoscenze sulla tecnologia Skype, mettendo in pericolo la stessa trasparenza dell'operazione.

"È ora tutto risolto - ha commentato Marc Andreessen di Andreessen Horowitz - come le varie cause sulla proprietà intellettuale. Skype è ora libera di esprimere tutto il suo potenziale". Zennstrom e Friis sono quindi tornati in prima linea nella gestione economica del servizio VoIP, ottenendo una quota azionaria del 14 per cento della nuova Skype, oltre a due posti assicurati nel consiglio d'amministrazione. Smentite, quindi, le precedenti voci che avevano fissato la quota intorno al 10 per cento.
A proposito di quote, quella di eBay scenderà ovviamente, precisamente intorno al 30 per cento, mentre il consorzio di investitori privati avrà la maggioranza, del 56 per cento delle quote totali della nuova Skype. Ansioso di chiudere le trattative, John Donahoe, CEO di eBay: "Attendiamo con ansia la chiusura di questo affare per focalizzare tutte le nostre attenzioni sul nucleo delle nostre attività". Particolarmente soddisfatto Marc Andreessen che ha ammesso le precedenti turbolenze, sottolineando poi che questo sarebbe sostanzialmente un buon accordo. Tornerà il sereno nel cielo di Skype?

Mauro Vecchio
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