Mauro Vecchio

No Doubt: non ci riconosciamo in quell'avatar

La cantante Gwen Stefani non ha gradito la sua interpretazione virtuale in una canzone degli Stones legata alla prostituzione. Il suo gruppo cita il producer Activision per aver sfruttato nomi e immagini all'interno del videogame Band Hero

Roma - A differenza degli svariati titoli della serie di Guitar Hero, la scaletta della recente espansione Band Hero accantona il virtuosismo strumentale per abbracciare brani decisamente melodici e pop. Ci sono i Duran Duran, le Spice Girls e anche i Rolling Stones con la loro sboccata Honky Tonk Woman. Solo che a cantarla ci sono i californiani No Doubt, trasformati in mattatori virtuali dal game producer Activision: quest'ultimo trascinato in tribunale dalla stessa band, dopo aver trasformato Gwen Stefani e compagni in quello che è stato definito una sorta di "carrozzone circense da karaoke".

Al centro della bufera è dunque finita una feature sviluppata da Activision per Band Hero, che permette in sostanza la manipolazione dei personaggi per far cantare loro canzoni altrui. Questo non è evidentemente piaciuto ai No Doubt che hanno parlato di una presunta violazione degli accordi con il produttore statunitense: il gruppo avrebbe dovuto eseguire solo i propri brani - tra cui Just a Girl e Don't Speak - e non le circa 60 canzoni presenti nella tracklist del videogioco. In particolare, Stefani sarebbe rimasta inorridita all'idea di cantare virtualmente un'esplicita canzone sulla prostituzione come Honky Tonk Woman.

"I membri della band non hanno apprezzato il fatto che la propria immagine venisse presa ed utilizzata senza autorizzazione - ha spiegato il manager dei No Doubt, Jim Guerinot - L'accordo prevedeva che suonassero tre brani, ma alla fine Activision li ha inseriti in più di 60". I No Doubt hanno quindi intentato una causa legale contro l'azienda con base a Santa Monica, rea di aver associato il gruppo a canzoni ritenute non appropriate. Stefani e soci hanno chiesto al produttore di Band Hero di modificare la Character Manipulation Feature, oltre a chiedere una cifra non specificata per i presunti danni morali.
Non si tratta di una battaglia inedita per l'azienda di Santa Monica: lo scorso settembre, l'artista Courtney Love, insieme agli ex-Nirvana Dave Grohl e Krist Novoselic, aveva puntato il dito contro Guitar Hero 5 per aver messo in scena il personaggio di Kurt Cobain a cantare note canzoni di altri artisti. Activision si era discolpata, sostenendo di aver ottenuto il via libera da parte della stessa Love che, a sua volta, aveva smentito ogni cosa via Twitter.

I No Doubt ora vorrebbero l'istituzione di un'ingiunzione permanente contro la distribuzione del gioco, e che Activision ritiri tutte le copie distribuite fino a questo momento. "Questa causa non ha alcun valore - ha commentato un comunicato da parte dell'azienda - perché siamo convinti di essere nel pieno dei nostri diritti relativi allo sfruttamento dell'immagine della band in Band Hero. Si tratta di un accordo che è stato pienamente rispettato". La bella Stefani, intanto, continua a cantare l'Honky Tonk Blues.

Mauro Vecchio
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