Claudio Tamburrino

BigG investe in startup

In linea con la strategia del CEO Eric Schmidt, Google acquisisce la societÓ VoIP Gizmo5 e la rete pubblicitaria AdMob. All'orizzonte cambiamenti per GTalk e GVoice?

Roma - Secondo gli addetti ai lavori, Google avrebbe acquistato il servizio VoIP Gizmo5. Intanto ieri BigG aveva ufficialmente raggiunto un accordo per aggiudicarsi la rete pubblicitaria AdMob. Questa operazione varrebbe da sola 750 milioni di dollari (la terza per volume nella storia di Mountain View, dopo DoubleClick e YouTube), mentre la prima dovrebbe valerne "solo" 30.

Entrambe le mosse sembrerebbero confermare la strategia del CEO Eric Schmidt che prevede di ricominciare a investire pesantemente in startup, nonché la scommessa di BigG sul settore mobile.

Gizmo5, fondata dal padre di MP3.com Michael Robertson, già ha collaborato con Google nel 2006 per sincronizzare i suoi IM client con Google Talk: l'interesse di Mountain View sarebbe nato in quell'occasione. E sarebbe ora maturato con l'idea di integrare Google Talk con una tecnologia per effettuare chiamare da PC a telefono (che attualmente non possiede) e di creare così un servizio VoIP completo in combinazione con GVoice. Lanciando una grande sfida a Skype. E facendo sperare agli utenti chiamate praticamente gratuite.
Per occuparsi del settore della telefonia mobile anche AdMob avrà la sua utilità: si tratta di una rete pubblicitaria per apparecchi cellulari, una delle più grandi nel settore negli Stati Uniti e che opera principalmente con iPhone (voci circolate nelle scorse settimane volevano proprio Apple interessata alla sua acquisizione), ma anche con Android di Google.

Dichiara inoltre Susan Wojcicki di Google che il settore, ancora alle prime fasi di sviluppo, "ha un enorme potenziale, e AdMob ha già fatto eccezionali progressi in pochissimo tempo". Non si sa ancora come Mountain View inserirà il team di 140 persone di AdMob nella propria struttura, ma BigG afferma che rappresenteranno un'"opportunità unica".

Google ha inoltre sottolineato come non vi sia alcun rischio anticompetitivo: sono più di una dozzina le società che lavorano in questo mercato. Già nel 2007, peraltro, AOL aveva acquistato Third Screen Media, Microsoft ScreenTonic e Yahoo Actionality.

Claudio tamburrino
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