Alfonso Maruccia

UK, utenti mobile venduti alla concorrenza

Un dipendente T-mobile avrebbe rubato milioni di utenze rivendendole poi agli operatori concorrenti. Il Commissario del governo si indigna e chiede pene severe per il responsabile: ma gli strumenti paiono inadeguati

Roma - Recentemente a T-Mobile non ne va proprio bene una. La sussidiaria di Deutsche Telekom, operante a livello globale dagli States ai paesi asiatici, è già nota per essere incappata nello scandalo dei dati cancellati sugli smartphone Sidekick, e ora un altro grave scandalo si abbatte sulla divisione britannica della società a cui un dipendente fedifrago ha sottratto un cospicuo numero di utenze rivendendole poi al miglior offerente.

Non si fanno numeri precisi, ma tra i 16,6 milioni di utenti T-Mobile quelli coinvolti dal fatto potrebbero ammontare a qualche milione. L'impiegato incriminato ha rubato nomi, indirizzi, numeri di telefono e informazioni sulla scadenza del contratto con T-Mobile, dati che sono poi stati girati - per mezzo di appositi intermediari - ai carrier concorrenti che hanno infine provveduto a contattare gli utenti con il contratto in scadenza per presentargli contro-offerte del genere "che non si poteva rifiutare".

Il caso è stato reso pubblico dal Commissario all'Informazione Christopher Graham, che ha altresì sottolineato il lauto guadagno incassato dai responsabili. Il commissario ha informato dell'accaduto il Ministro della Giustizia ed è attualmente impegnato a raccogliere prove e testimonianze per far processare i criminali.
L'eventuale causa intentata contro il ladro e i "broker" di dati personali si gioverà delle misure previste dal Data Protection Act, la legge UK che proibisce la vendita di informazioni riservate senza esplicito consenso da parte dell'interessato. Ma si tratta, denuncia Graham, di misure capaci di comminare solo qualche multa "insignificante". Troppo poco forse per debellare il fenomeno e fungere da deterrente efficace contro i malintenzionati.

Alfonso Maruccia
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