HP e i Superdome pay-per-use

I clienti potranno pagare l'uso di ogni singolo processore dei server di classe enterprise, un concetto che ha sempre più presa presso produttori e imprese

Roma - Hewlett-Packard ha annunciato che le imprese che vogliono sfruttare le prestazioni dei server enterprise Superdome dell'azienda potranno farlo sulla base dell'utilizzo, con un modello di licenza del tipo "pay-per-use".

HP non è certo nuova a questo modello, avendolo già adottato nel mondo delle stampanti e dei server, ma la sua estensione ai Superdome segnala una decisa accelerazione dell'azienda verso la fornitura di servizi di computing in qualche modo simile alla fornitura di servizi tradizionali, come l'elettricità.

A giovarsi particolarmente di questo modello di licenza d'uso, presso HP e altri produttori, sono evidentemente tutte quelle imprese che hanno sì bisogno di prestazioni imponenti ma che intendono sfruttarle solo per progetti specifici, oppure su base stagionale.
Tutto si focalizza sui sistemi di monitoraggio dell'utilizzo dei Superdome che, secondo HP, consentono di conoscere nel più specifico dettaglio quanto un certo cliente utilizza le macchine messe a sua disposizione. In particolare, il sistema di metering calcola l'utilizzo di ogni processore, raccoglie automaticamente questi dati, li sottopone a cifratura e li trasmette ad HP, dove vengono elaborati al fine di fatturare la sola utilizzazione dei processori.
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