Mauro Vecchio

P2P, la Regina mostra le forbici

Durante un discorso in Parlamento, Elisabetta II ha annunciato i piani del governo per l'economia digitale. Tra questi, l'introduzione delle disconnessioni forzose dei file sharer entro la primavera del 2011

Roma - Una morsa stretta al file sharing non autorizzato, un deciso passo in avanti verso la radio digitale nonché un chiaro segnale di stop alla diffusione di videogiochi violenti tra le generazioni più giovani. Questi, in sintesi, i fondamentali principi che il Regno Unito ha raccolto nel progetto di legge sull'economia legata al digitale (Digital Economy Bill), annunciato dalla Regina Elisabetta II durante un recente discorso alle riunite House of Lords e House of Commons.

Si tratta, stando al discorso ufficiale di Sua Maestà, di una legislazione che adeguerà al meglio le infrastrutture di comunicazione, per metterle al passo con l'attuale era digitale, supportando allo stesso tempo la futura crescita economica del paese. Secondo i principi annunciati del Digital Economy Bill, bisognerà inoltre introdurre un corpus di misure tecniche atte a contrastare il downloading illegale, in particolare attraverso la soluzione dei cosiddetti three-strikes, delle disconnessioni dei netizen più restii a rinunciare al P2P.

Il piano è quello già descritto dal Segretario di Stato britannico Lord Mandelson, diviso in due fasi specifiche. Nella prima, al file-sharer verrebbero inviati alcuni avvisi intimidatori che, se ignorati, farebbero scattare immediatamente la seconda fase. Entro la primavera del 2011, gli utenti più accaniti verrebbero tagliati fuori dalla Rete, disconnessi.
Particolarmente soddisfatto su questo punto, Geoff Taylor, CEO di British Phonographic Industry (BPI): "Si tratta di una buona notizia per tutti gli appassionati di musica nel Regno Unito. La legislazione introdotta porterà l'industria creativa del nostro paese a risolvere un problema urgente, dando la possibilità al Regno Unito di fare da battistrada nell'intrattenimento digitale di alta qualità". Non proprio dello stesso avviso, The Open Rights Group, che ha immediatamente chiesto ai cittadini britannici di appellarsi ai membri del Parlamento per opporsi ai piani annunciati dalla Regina.

Stando alle dichiarazioni dell'organizzazione a tutela dei diritti dei netizen, il disegno di legge britannico andrebbe a violare il quadro normativo europeo che si va configurando, dal momento che prevede la possibilità di ricorrere in appello solo dopo l'avvenuta disconnessione. Il meccanismo d'appello, come ha osservato ORG, risulterebbe appropriato solo in caso di prove evidenti, ma la dinamica antipirateria britannica non riuscirebbe a far emergere chi effettivamente abbia violato il copyright, solo quale connessione sia stata utilizzata. I tre colpi andrebbero così a inibire certe legittime attività online come lo shopping e la socializzazione.

Il Digital Economy Bill verrà proposto prima di questo fine settimana, con il Department for Business, Innovation and Skills ad annunciare subito dopo maggiori dettagli sul piano nazionale per la banda larga. 170 milioni di sterline (190 milioni di euro) sono stati già messi da parte dal governo a partire dal budget dedicato allo switch-over digitale. Durante un recente convegno tenutosi a Leeds, il responsabile del progetto Digital Britain Stephen Timms ha precisato che continueranno gli sforzi per raggiungere il 90 per cento della popolazione entro il 2017.

Dal discorso della Regina Elisabetta II, non sono emersi dettagli sulla spinosa e controversa questione della broadband tax, ipotizzata dallo stesso Timms e da trasformare a suo dire in legge prima delle elezioni politiche previste per la prossima estate. Intanto, il governo ha precisato che l'impegno per fornire entro il 2012 una banda di almeno 2Mbps a tutti i cittadini continuerà. Disconnessioni degli utenti a parte.

Mauro Vecchio
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