Telefoni dei giornalisti sotto controllo

Accade in Germania dove la Corte Costituzionale ha deciso che la polizia può intercettare le chiamate dei giornalisti quando si tratta di prendere pericolosi criminali

Berlino - Alla fine è giunta la sentenza tanto attesa dalla polizia quanto temuta dai giornalisti tedeschi. Una sentenza, quella pronunciata ieri dalla Corte Costituzionale tedesca, che autorizza le forze dell'ordine ad intercettare le telefonate dei giornalisti quando lo giustifichino gravi motivi.

La Corte, che ha così respinto il ricorso che era stato presentato da due giornalisti, ritiene infatti che la "sacralità" delle fonti, ritenuta da molti essenziale per garantire la libertà di stampa, possa soccombere dinanzi all'interesse della sicurezza nazionale. In particolare quando i giornalisti fossero in contatto con assassini e terroristi la polizia potrà ricorrere senza problemi al controllo sulle chiamate da linea fissa o mobile. Con buona pace dei giornalisti che, dunque, avranno vita molto più difficile nello stabilire questo genere di contatti.

Va detto che le tecnologie di comunicazione sono ormai le più diverse e il telefono è solo uno degli strumenti utilizzabili per contatti di questo tipo: si pensi all'email o alla chat. Sebbene la Corte non ne parli esplicitamente nella sentenza, sembra del tutto possibile che in caso di bisogno la polizia potrà ritenersi autorizzata ad estendere anche agli altri media questo genere di "monitoraggio".
Con un complesso equilibrismo, la Corte ha poi affermato che in ogni caso la decisione non dà mano libera per una intercettazione "facile" delle comunicazioni dei giornalisti tedeschi e ogni operazione dovrà essere attentamente calibrata sull'importanza delle indagini in corso...

La Corte ha anche ricordato come in più occasioni, nel 1995, nel 1997 e nel 1998, proprio il monitoraggio delle comunicazioni telefoniche dei giornalisti consentì di rintracciare ed arrestare un terrorista e un magnate ricercato per bancarotta.
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