Alfonso Maruccia

USA, P2P fuori dagli uffici pubblici

La cosa era nell'aria da tempo e ora il Congresso stabilisce nero su bianco l'illegittimità dell'uso dei software di condivisione sui PC governativi. Il file sharing di stato avvenga solo dietro autorizzazione

Roma - Si chiama Secure Federal File Sharing Act e concretizza l'attenzione particolare di cui i congressman di Washington e relative commissioni hanno a più riprese fatto oggetto i software di file sharing. La legge, appena licenziata dal presidente dell'Oversight and Government Reform Committee della Camera dei Rappresentanti Edolphus "Ed" Towns (democratico per lo stato di New York), prevede il divieto esplicito per gli utenti dei PC governativi o di quelli delle aziende contractor del governo di installare e usare software di P2P.

Senza esplicita autorizzazione da parte dei superiori, dunque, sui PC contenenti informazioni riservate che non dovrebbero in alcun modo finire alla mercé dell'utente medio di eMule, non si fa P2P. In tal modo il Congresso spera di mettere un freno alle fughe di dati e ai tanti incidenti imbarazzanti capitati negli ultimi tempi, inclusa la pubblicazione di documentazione riservata riguardante la flotta di elicotteri a disposizione del presidente Barack Obama.

"Non possiamo più ignorare la minaccia che i network di file sharing insicuri presentano a informazioni governative sensibili" ha dichiarato il presidente Towns, che sottolinea come l'autoregolamentazione non abbia sortito gli effetti sperati e sia dunque venuto il tempo per un'azione diretta da parte del Congresso.
Il SFFSA arriva a rafforzare le raccomandazioni già previste per gli impiegati del governo di "proteggere la confidenzialità di informazioni sensibili dalla divulgazione a individui o gruppi non autorizzati", e in più il Congresso deve ancora prendere in considerazione l'approvazione del già trattato Informed P2P User Act, in ottemperanza al quale un range non ancora ben identificato di programmi - inclusi ovviamente quelli di P2P propriamente detti - sarebbe costretto a presentare opportuni avvisi all'utente sulla pericolosità del file sharing con sconosciuti.

Alfonso Maruccia
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