P2P sotto la scure del Congresso

Non è la pirateria il problema ma la pornografia illecita, quella pedo-pornografica in particolare. Un rapporto di 37 pagine del General Accounting Office sostiene che i network dello sharing sono un problema che ha superato ogni limite

P2P sotto la scure del CongressoWashington (USA) - C'è grande indignazione tra i parlamentari americani in queste ore, presi come sono da due rapporti ufficiali di notevole importanza, dai quali emerge che il peer-to-peer è veicolo di quantità spropositate di pornografia illegale, in particolare pedo-pornografia.

Nelle 37 pagine redatte dal braccio investigativo del Congresso, il General Accounting Office (GAO), si legge che cercando materiali pornografici su sistemi come quello di Kazaa utilizzando parole chiave quali "preteen" o "incest" si trova un po' di tutto, compreso pedo-porno. Una novità?

In effetti che i sistemi di p2p siano distributori di pornografia si sa da tempo e lo sanno molti di coloro che li usano. Dalle prime reazioni alla notizia dei rapporti, che saranno ufficialmente rivelati nelle prossime ore in una serie di audizioni alla Camera dei Rappresentanti, appare evidente il timore di molti che la battaglia alla pornografia infantile accresca ulteriormente le pressioni sul peer-to-peer, già messo in croce per la circolazione di materiali musicali e audiovisivi senza l'autorizzazione dei produttori.
Oltre a quello del GAO, davanti al Congresso sarà presentato anche il rapporto della COmmissione per le riforme governative, secondo cui non ci sono tecnologie di filtro capaci di "bloccare accesso alla pornografia sui sistemi di file-sharing".

Come se tutto questo non bastasse, proprio in queste ore sul Congresso sono piovuti due nuovi appelli dalle grandi del software e da quelle del cinema proprio in relazione al peer-to-peer. Davanti alla Commissione Giustizia della Camera infatti hanno parlato tanto il boss dell'associazione dei cinematografici americani, Jack Valenti, quanto Richard LaMagna, uno dei funzionari Microsoft che lavora sul fronte dell'antipirateria. Entrambi hanno accusato non tanto la pirateria "domestica" quanto il fatto che anche attraverso il p2p il crimine organizzato si arricchisce a spese dei produttori. E nella stessa sede un funzionario del dipartimento della Giustizia ha fornito ai parlamentari un quadro che mette in relazione la pirateria audiovisiva e il terrorismo, in quanto il crimine organizzato talvolta sarebbe lo "sponsor" di attività terroristiche.

Ma è interessante anche capire come il GAO abbia effettuato le sue indagini. "Abbiamo utilizzato - è scritto nel rapporto - 12 parole chiave che sono note per essere collegate in internet a pedo-pornografia, per cercare file di immagini di questo tipo. Abbiamo identificato 1.286 file, ognuno dotato di titolo, e determinato che circa il 42 per cento era associato ad immagini pedo-pornogrfiche. Dei rimanenti, il 34 per cento è stato classificato come pornografia adulta e il 24 per cento come immagini non pornografiche".

Di assoluto interesse il fatto che il GAO non abbia aperto quelle immagini, ma le abbia solo classificate per le caratteristiche che sembravano avere, e questo perché la legge federale impedisce di possedere scientemente pornografia infantile. Una legge che in questo caso ha impedito al GAO di essere davvero preciso con i suoi numeri, non avendo potuto verificare fino in fondo le proprie affermazioni. Solo alcune di quelle immagini sono state viste dalla polizia federale su rischiesta del GAO e "solo" il 13 per cento è risultato essere pedo-porno...

Un altro elemento di incertezza nell'analisi del GAO è relativo a cosa va considerato pedo-porno e cosa no. Come noto la Corte Suprema degli Stati Uniti l'anno scorso ha "assolto" quelle immagini che pur ritraendo minori in pose pornografiche sono interamente realizzate al computer. Andrebbe dunque visto, come ha sottolineato più di qualche esperto, quanta parte delle immagini individuate siano davvero illecite secondo le normative statunitensi.

Sia come sia, e al di là di quanto potranno ora ascoltare i parlamentari, quella che si sta preparando a Washington, e forse non solo là, è una nuova grande battaglia contro il peer-to-peer. Una battaglia che assumerà senz'altro contorni internazionali e che potrebbe mettere questa volta in seria difficoltà i grandi network della condivisione online.
TAG: p2p
212 Commenti alla Notizia P2P sotto la scure del Congresso
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  • sono un ragazzo di 19 anni, tutta questa storia della pedofilia mi ha sconvolto, spesso ho navigato in siti porno ma non ho mai trovato nessun materiale pedofilo...vorrei sapere se navigare all'interno di un sito pornografico sia illegale, e se navigare significa scollegarsi e ricollegarsi in quel sito tramite chiamata telefonica...vorrei delle spiegazioni perchè non so usare quasi per niente il pc in quanto l'ho comperato solo da poco, navigare sembra semplice ma solo ora capisco quanto è grande il pericolo...pur non avendo mai visto nessun materiale porno pedofilo mi è venuta una gran paura solo per aver guardato normalissime immagini pornografiche di donne adulte...vorrei delle spigazioni dettagliate sull'argomento.
    grazie.
    fabrizio.
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > sono un ragazzo di 19 anni, tutta questa
    > storia della pedofilia mi ha sconvolto,
    > spesso ho navigato in siti porno ma non ho
    > mai trovato nessun materiale
    > pedofilo...vorrei sapere se navigare
    > all'interno di un sito pornografico sia
    > illegale, e se navigare significa
    > scollegarsi e ricollegarsi in quel sito
    > tramite chiamata telefonica...vorrei delle
    > spiegazioni perchè non so usare quasi per
    > niente il pc in quanto l'ho comperato solo
    > da poco, navigare sembra semplice ma solo
    > ora capisco quanto è grande il
    > pericolo...pur non avendo mai visto nessun
    > materiale porno pedofilo mi è venuta una
    > gran paura solo per aver guardato
    > normalissime immagini pornografiche di donne
    > adulte...vorrei delle spigazioni dettagliate
    > sull'argomento.
    > grazie.
    > fabrizio.


    beh se le foto erano di donne adulte rischi solo una bolletta salatissima

    se ti colleghi in particolare ai loro server ti arriverà una bolletta astronomica......

    per loro server intendo quando ti chiedono di scaricare un programmino per accedere ai loro servizi



  • il fatto è che credo di non aver mai scaricato nulla forse sono solo entrato nella home e spesso facevo il tour gratuito, questo significa accedere ad un sito? anzi questo significa collegarsi? e se all'interno di quel sito ci sono dei link illeciti ed io non lo so, potrei essere indagato? senza ver mai visto o scaricato nulla? io sinceramente di questa storia ancora non capisco nulla, poi ho ascoltato qualche giorno fa l'intervista al padre del ragazzo siucida ed attraverso documenti che gli hanno dato i carabineri lui dice che risulta che il figlio si era collegato solo due volte nel mese di maggio, come è possibile? potremmo essere così tutti indagati per qualcosa che non abbiamo commesso?
    un saluto e grazie per avermi risposto.
    non+autenticato
  • Ehi calmo...non ti devi preoccupare, se non hai fatto nulla in modo volontario che abbia leso la dignità del prossimo non devi preoccuparti di nulla, lo scopo di certi articoli è solo quello di far prendere una gran paura alla gente come se si vivesse in un regime(perchè probabilmente è così ben nascosto ma è così) comunque , a livello etico considera solo se è conveniente andare su siti pornografici ,seppur legali, e collegati ad internet finchè vuoi.
    non+autenticato
  • Diamo tutti la disdetta all'adsl!
    vediamo come si comportano tutti i provider, ci dicono che non è lecito fare download di materiale protetto da copyroght e poi ci vendono i maserizzatori super veloci cd vergini a prezzi estremi masterizzatori di dvd, ma dico io siamo noi che dobbiamo portare il mercato dove vogliamo non quei pochi che guadagnano sulle nostre spalle.
    La loro è una giustizia falsa e si vede anche da chi hanno infinocchiato per benino con i loro discorsi sulla pirateria, non è vero!
    La musica e l'arte in genere deve essere libera...un cd masterizzato con gli mp3 scaricati da internet deve essere legale! come un film! perchè si paga già abbastanza la connessione , se uno vuole la confezione originale allora paga soldi in più!
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > Diamo tutti la disdetta all'adsl!
    > vediamo come si comportano tutti i provider,
    > ci dicono che non è lecito fare download di
    > materiale protetto da copyroght e poi ci
    > vendono i maserizzatori super veloci cd
    > vergini a prezzi estremi masterizzatori di
    > dvd, ma dico io siamo noi che dobbiamo
    > portare il mercato dove vogliamo non quei
    > pochi che guadagnano sulle nostre spalle.
    > La loro è una giustizia falsa e si vede
    > anche da chi hanno infinocchiato per benino
    > con i loro discorsi sulla pirateria, non è
    > vero!
    > La musica e l'arte in genere deve essere
    > libera...un cd masterizzato con gli mp3
    > scaricati da internet deve essere legale!
    > come un film! perchè si paga già abbastanza
    > la connessione , se uno vuole la confezione
    > originale allora paga soldi in più!

    mai pensato che il masterizzatore può essere usato per scopi
    leciti

  • Mai pensato che bisogna lottare per poter ottenere i giusti diritti!
    non+autenticato
  • OOOOOOOHHHHHHHH!
    Finalmente questi figli di puttana di amerikani hanno trovato la scusa per mettere una pietra sepolcrale sul p2p e presto per aver il controllo assoluto della rete. E chissà domani anche il mondo intero, perchè no.
    Sono i nuovi nazisti.
    Heil Bush
    non+autenticato
  • Secondo me non è giusto proibire il p2p perchè c'è qualche criminale che ne fa uso. Il p2p è solo un mezzo di scambio delle informazioni, vietarne l'uso sarebbe come bloccare il traffico delle automobili perchè c'è qualcuno che le usa per fare rapine o attività illegali.

    Sul fatto che il p2p viene usato per scambiarsi musica protetta da copyright, questo probabilmente è illegale, comumque non mi sembra che le case discografiche o gli artisti facciano la fame, sicuramente guadagnano meno di prima, ma penso che sia più che sufficiente perchè vivano decentemente...

    Anche se copiare e scambiarsi musica diventasse legale, non penso che il mondo della musica andrebbe in fallimento. Innanzitutto perchè ci sarà sempre la gente che compra i cd, poi ci sono tantissimi altri mezzi per un artista di fare soldi, come i concerti, la pubblicità e via dicendo.

    Io penso che le leggi dovrebbero proteggere gli interessi del maggior numero di persone possibili, non dei più forti, e cos'è che è meglio, che 4 cantanti e discografici guadagnino 10 milioni di dollari al mese invece che 5, oppure che milioni di persone possano scambiarsi liberamente musica e informazioni?

    Fate un po' voi...

    Ciao
    Marco
    non+autenticato
  • ... si comprano praticamente al supermercato.
    non+autenticato
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