PI: L'IDE si evolve a ogni aggiornamento, si arricchisce di nuove funzioni: c'è un limite alla complessità che possono raggiungere questo tipo di strumenti?BH: No, direi di no. L'unico punto di rottura si verificherebbe se la tecnologia smettesse di evolversi, se non sorgessero nuovi tipi di paradigmi di programmazione, nuove tipologie di servizi, nuove categorie di utenti. Semmai il problema è che ci sono moltissimi strumenti diversi all'interno di Visual Studio, con finalità diverse: occorre trovare il modo di renderle disponibili coerentemente all'utente, e ci sono delle soluzioni specifiche come i Web Express Tools o quella per C++. Abbiamo cercato di ricreare quel tipo di esperienza mirata anche nella versione completa di Visual Studio, per consentire di sfruttare ambienti più "targettizzati" per un singolo tipo di applicazione in via di sviluppo.
PI: In effetti capita spesso, però, di lavorare con una versione dell'IDE e del runtime che non sia l'ultima disponibile. Magari non è necessario. Oppure si lavora con un sottoinsieme delle possibilità del runtime utilizzato. Verrebbe da citare di nuovo il caso di Visual Basic: la sua sparizione in qualche modo rappresenta una certa evoluzione delle esigenze degli sviluppatori e degli utenti?BH: Interessante l'esempio di Visual Basic. Non abbiamo abbandonato Visual Basic perché pensavamo di averlo portato al suo sviluppo massimo, abbiamo pensato piuttosto che il percorso tecnologico di Visual Basic non era la visione giusta da portare avanti, che cioè fosse in grado di resistere altri 20 anni sulla piazza. Quindi è venuto dotNET, il runtime: un cambio notevole nel modo di intendere e costruire le applicazioni, ma un cambio necessario.
PI: Un cambio necessario?BH: C'erano tante applicazioni lato client in Visual Basic, ma abbiamo percepito un graduale spostamento verso il concetto di web application. Abbiamo scelto una piattaforma che giudicavamo giusta per quel cambiamento. C'è un altro cambiamento interessante in atto, quello della cloud, che sarà affascinante capire come influenzerà i nostri strumenti: quello che facciamo oggi è costruire applicazioni tradizionali in grado di sfruttare la cloud, ma cosa succederà quando saranno gli strumenti stessi per creare le applicazioni a risiedere nella nuvola? Come si fa un debug nella cloud? Non so dire cosa succederà esattamente, ma credo che quello sarà il nuovo mondo da esplorare per lo sviluppo a lungo termine nei prossimi anni.
PI: Si parla molto di cloud computing, ci sono molte iniziative anche commerciali al riguardo, ma pare che nell'attuale comunicazione su Visual Studio ci si concentri maggiormente su Silverlight che su Azure.BH: Molti annunci per Azure sono stati fatti al PDC (
da Ray Ozzie, ndr), ed è passato solo un anno da quando è stato annunciato. Prima di passare alle applicazioni stiamo lavorando sulla piattaforma, e gli strumenti per Azure saranno comunque rilasciati al di fuori del normale ciclo di sviluppo proprio per accelerarne l'uscita.