PI: Parliamo di device, un settore dove altri concorrenti come la piattaforma Java hanno un ruolo diverso da dotNET. Ci sono strade diverse che potrebbero essere imboccate?BH: Fino a oggi c'è stata una stretta correlazione tra la versione di Visual Studio e la versione di runtime utilizzata: con il 2010 stiamo cambiando alcune cose, e con lo stesso codice sarà possibile compilare per diverse versioni di runtime.
PI: In ogni caso dotNET resta un ambiente pensato quasi esclusivamente per il mondo dei PC, se così si può dire.BH: Ci abbiamo pensato, ma prendiamo il caso dei cellulari: dotNET già funziona su quelle piattaforme. Silverlight è un pezzo di dotNET che funziona in molti ambienti diversi: certo, non siamo ancora in grado di far funzionare un aspirapolvere e una lavatrice, ma potenzialmente siamo in grado di arrivare su parecchi dispositivi. Non abbiamo mai raggiunto un livello di ricchezza di device di Java, ma è anche una questione di livello di costo: Linux, Java sono praticamente gratuiti e hanno un'incidenza diversa su piattaforme più economiche.
PI: È possibile quindi che, nonostante il discorso sulla complessità degli strumenti che facevamo prima, dentro Visual Studio prima o poi si facciano strada strumenti per altre piattaforme? Magari iPhone, o Android.BH: Visual Studio è una piattaforma: non tutto quello che c'è dentro Visual Studio, come ad esempio gli strumenti per la gestione di SQL, è realizzato dal team di Visual Studio. In effetti, la lista di parti che si integrano dentro l'IDE è molto lunga. iPhone in Visual Studio? Non saprei, non ho idea di quel potrebbe voler fare Microsoft. Se qualcuno lo facesse, però, ci sarebbero molti vantaggi per tutti: sarebbe uno strumento utile alla portata di molti, sarebbe senz'altro interessante.
Un'altra questione riguarda il numero di linguaggi gestiti da Visual Studio: sono molti, in qualche modo forse anche troppi. Microsoft non potrebbe concentrare gli sforzi nel creare una piattaforma trasversale per tutti gli ambienti nei quali opera, dalla robotica ai personal computer?BH: dotNET è la nostra piattaforma di programmazione e lo resterà ancora per un bel pezzo. È in grado di funzionare in tutti gli ambienti nei quali Microsoft opera, ed è ovviamente il risultato di un compromesso tra diverse esigenze. In generale, non parlo di Visual Studio, negli ultimi anni c'è stata una proliferazione di linguaggi di ogni tipo, linguaggi per domini specifici, con librerie diverse ed espressività differenti, creati magari per risolvere problemi particolari o soddisfare particolari esigenze: è una cosa ottima, significa che c'è movimento nel settore, ma pone anche alcuni interrogativi. dotNET per il momento resta il nostro ambiente multilinguaggio: ma non è escluso che in futuro in questo senso cambi qualcosa.
PI: Questo conduce a un'altra domanda: come si fa a decidere quali cose devono cambiare in questo tipo di strumenti? Ad esempio: qual è e come si determina il corretto compromesso tra sviluppo visuale e del codice?BH: È una parte molto complessa del nostro lavoro. Parliamo moltissimo coi clienti, cercando di capire cosa vogliono davvero: alla fine cerchiamo di intuire quale sia il desiderio della "maggioranza", perché includere tutto non sarebbe pensabile. Cerchiamo anche di tener conto degli investimenti, nostri e altrui, per garantire che le risorse impiegate in una direzione non vadano perdute.
PI: Esiste un metodo per fare tutto questo?BH: Mettiamola così: per la prossima versione di Visual Studio passeremo almeno quattro mesi a fare "data gathering", parlando con clienti e partner, osservando i trend di ambienti come la cloud e i device. Non faremo altro che "imparare", capire cosa stanno facendo gli sviluppatori in questo momento. Poi ci saranno altri due mesi di brainstorming: tireremo fuori idee che potranno concretizzare le tendenze che abbiamo visto all'opera. E poi, per un altro mese affineremo i concetti, chiarendo quello che sarà o non sarà possibile realizzare nell'arco di tempo prestabilito dal progetto. Direi che questa fase terminerà nella prima metà del 2010.