PI: Com'è lavorare sugli strumenti che altri useranno per lavorare? Sviluppare un IDE è un po' come realizzare dei mattoni che verranno costruiti per costruire una casa: occorre tentare di prevedere tutte le esigenze che gli sviluppatori avranno nel loro lavoro?BH: Credo che il mio sia il lavoro più facile che uno sviluppatore possa affrontare: costruisco gli strumenti che a mia volta utilizzerò per lavorare. Il mio primo lavoro è stato per un'azienda che sviluppava applicazioni per l'email, molto tempo prima che Internet diventasse di uso comune: la posta elettronica era uno strumento ad uso interno per contabili e avvocati, ma non essendo mai stato io un contabile o un avvocato non avevo idea di quali fossero le loro esigenze. Il bello di sviluppare strumenti per sviluppatori è proprio questo: sono uno sviluppatore anch'io! So di cosa ho bisogno, so se qualcosa è fatto bene o è fatto male: mi piace molto fare questo lavoro.
PI: È mai capitato di rilasciare qualcosa che fosse "fatto male"?BH: Certo, capita a tutti.
PI: E cosa è successo?BH: Ho cercato di sistemarla prima che ho potuto. (sorride)
PI: Prendiamo il caso di un'interfaccia: come si fa a decidere quale sia quella giusta per un IDE? Nel corso degli anni stanno anche cambiando le dimensioni dei monitor in uso negli uffici.BH: Può sembrare banale, ma non c'è niente di più importante che ascoltare i propri utenti. In particolare bisogna ascoltare due cose: quali siano i loro problemi, e quali siano i loro suggerimenti per superarli.
PI: E cos'è più importante tra le due?BH: Bisogna porre molta attenzione: ascoltare i suggerimenti non aiuta a trovare nuove strade per risolvere i problemi. Il nostro compito, invece, è ascoltare i problemi e fare un passo indietro: cercare di rivedere l'intero processo che ha condotto a quell'impasse per tentare di risolvere il problema alla radice.
PI: È un processo simile a quello di un prodotto come Office?BH: Nel caso di Office, il problema era che c'erano molte feature e le persone ne utilizzavano un piccolo sottoinsieme: l'interfaccia Ribbon (quella di Office 2007, ndr) aiuta a semplificare il meccanismo di selezione. Visual Studio ha un problema simile, ma anche differente: offre un range di funzionalità anche superiore a Office, ma nel nostro caso gli utenti usano una grossa fetta degli strumenti a loro disposizione. Per questo abbiamo un team che si occupa specificamente del problema: prendono in esame ogni tipo di soluzione, dal 3D a rappresentazioni grafiche del progetto in via di sviluppo.
PI: Scoperto qualcosa di utile?BH: In effetti è interessante, ci hanno spiegato che la maggior parte delle persone ha una memoria che funziona in modo particolare: se gli mostri una foto, dopo qualche minuto non sono in grado di ricordare in tutto e per tutto cosa vi fosse mostrato. Ma se gli chiedi di alcuni dettagli, magari dov'era un particolare oggetto, allora sono in grado di recuperare quella informazione in un batter d'occhio. È partendo da questo tipo di riflessione che ci muoviamo: adottiamo una strategia fatta di tanti piccoli ma significativi "passetti", che ci permettono di gestire e superare questo tipo di problemi complessi.
PI: Un commento di Brian Harry su Visual Studio 2010. A proposito, quando esce?BH: La data ufficiale di rilascio è il 22 di marzo. Ci sono molte novità in questa release, alcune come IntelliTrace (un nuovo meccanismo per il debugging, ndr) stanno ricevendo commenti entusiasti: ma ci sono altre feature interessanti, per esempio è la prima versione di Visual Studio a includere strumenti specifici per SharePoint. Chiaramente ciascun sviluppatore avrà motivazioni diverse che lo spingeranno ad upgradare: la cloud potrebbe essere una di queste. Sarà una bella sfida convincerli, speriamo bene.
a cura di Luca Annunziata