Alfonso Maruccia

Google, DRM per le news

BigG modifica la policy di accesso ai contenuti editoriali a pagamento. I giornali italiani esultano ma poco cambia sotto il sole: Microsoft non pagherÓ Murdoch e Mountain View procede dritta per la sua strada

Roma - Su alcuni quotidiani già si evoca la "disfatta" di Google, la rivalsa dell'editoria classica tendente a rappresentare un'involuzione a tinte forti per la tradizionale gratuità di accesso ai contenuti caratteristica di Internet. La realtà, come spesso succede, sta da tutt'altra parte e Google non sembra poi così intenzionata a concedere quel cambiamento di rotta che i tycoon dei media chiedono da tempo a gran voce sino a minacciare rotture senza precedenti.

Il cambiamento, annunciato sul blog di Google, riguarda il piano "First Click Free" (o Primo clic gratis in italiano) con cui agli utenti di Google è concesso visionare nella loro interezza quei contenuti generalmente disponibili solo con una sottoscrizione a pagamento (vedi alla voce Wall Street Journal e non solo), presentando una pagina di richiesta di abbonamento qualora si faccia click su un qualsiasi link della pagina interessata.

Il sistema, dice Google, è stato pensato come mediazione tra l'esigenza degli editori di monetizzare i contenuti, quella dei crawler di Mountain View di avere accesso al testo da indicizzare e infine quella degli utenti di visionare "anteprime" abbastanza ampie del servizio offerto. Ma è un sistema che si presta a facili abusi visto che attraverso Google Notizie e Google Search è possibile dribblare facilmente la sottoscrizione e fruire dei contenuti gratuitamente.
Per evitare il perpetrarsi di tali abusi e rassicurare i publisher sulla giustezza dello "spirito" di First Click Free, Google ha stabilito la possibilità (per gli editori interessati) di fissare dei paletti nel servizio e la limitazione nel suo utilizzo per un massimo di cinque volte al giorno. Superate le cinque visite, l'utente (opportunamente identificato dal sito con metodologie non meglio precisate) dovrà giocoforza abbonarsi, attendere 24 ore o passare ad altra tipologia di servizio editoriale.

Da qualunque lato la si guardi, la notizia non preclude insomma a quella clamorosa rivoluzione dell'approccio di Google ai contenuti editoriali che in molti, in Italia, pregusterebbero - per giunta in conflitto con intenzioni negative e poco entusiastiche opinioni degli editori nostrani nei confronti dell'accesso libero alle notizie standardizzato da Google News.

La minaccia di Rupert Murdoch di rimuovere i suoi giornali da Google continua infine a rimanere al palo, tanto più che le precedenti rivelazioni sui contatti tra News Corp e Microsoft per un accordo di esclusiva tra il gigante dei media australiano e il portale Bing verrebbero ora ridimensionate da fonti interne a Microsoft stessa. Difficilmente Redmond pagherà Murdoch o chiunque altro per chiamarsi fuori dai server di Google, dicono le fonti, e un eventuale accordo con agenzie di stampa e grandi editori potrebbe portare a nuove modalità di aggregazione e presentazione dei contenuti su Bing piuttosto che a una censura dei crawler di Mountain View.

Alfonso Maruccia
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73 Commenti alla Notizia Google, DRM per le news
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  • Come leggere gli articoli a pagamento del Wall Street Journal gratis, grazie a Google:

    http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Economi...

    In pratica, vai sulla pagina che contiene l' articolo a pagamento, copi l' indirizzo, lo metti in Google ed accedi tramite Google: vedrai tutto l' articolo, non solo le prime righe.
    non+autenticato
  • e se lo bloccano... usi la google cacheA bocca aperta
    MeX
    16897
  • - Scritto da: MeX
    > e se lo bloccano... usi la google cacheA bocca aperta

    un sito può richiedere di non essere cachato
    non+autenticato
  • - Scritto da: angros
    > Come leggere gli articoli a pagamento del Wall
    > Street Journal gratis, grazie a Google:

    > http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Economi

    > In pratica, vai sulla pagina che contiene l'
    > articolo a pagamento, copi l' indirizzo, lo metti
    > in Google ed accedi tramite Google: vedrai tutto
    > l' articolo, non solo le prime righe.

    Capita a chi lascia che le pagine interne siano indicizzate dai robot, e' una scelta tecnica sole24 ore.
    krane
    22544
  • - Scritto da: krane
    > Capita a chi lascia che le pagine interne siano
    > indicizzate dai robot, e' una scelta tecnica
    > sole24 ore.
    Ehm... No.
    Non è ilsole24ore ma il WSJ ad avere questa caratteristica.
    IS24 semplicemente *riporta* la notizia di come aggirare il blocco.
    Inoltre non è una questione di robot ma di First click free che pare avere un piccolo bug Con la lingua fuori
  • - Scritto da: Valeren
    > Inoltre non è una questione di robot ma di First
    > click free che pare avere un piccolo bug
    >Con la lingua fuori

    Il sito wall street journal guarda solo il campo referrer: se esso inizia con > http://www.google < ti consente la visione dell'intero articolo
    (nota: non è necessario che contenga .it, .com!)

    Jack
    non+autenticato
  • mi spieghi che razzo centra il DRM?
    Ok che sta per Digital Right Management... ma il titolo lascia supporre tutt'altro... é pure vero che DRM é un'altra parola chiave per i troll di PISorride
    MeX
    16897
  • - Scritto da: MeX
    > mi spieghi che razzo centra il DRM?
    Quoto
    non+autenticato
  • Questo non chiedetelo a me Con la lingua fuori
  • ah non siete voi a fare i titoli?
    Ti prego dicci il nome del genio che lo ha creato!A bocca aperta
    MeX
    16897
  • - Scritto da: MeX
    > ah non siete voi a fare i titoli?
    > Ti prego dicci il nome del genio che lo ha
    > creato!
    >A bocca aperta

    http://flavio.tordini.org/files/il-proxy-umano.mp3

    Ciao, ciao, ciao ragazzi mi presento
    Mi chiamo G. parliamone
    Sono l'ultimo managerino
    Di una grande azienda di internet
    La mia posizione è buona
    Mi aggrappo alla poltrona

    E quando il mio capo mi trasmette
    Una richiesta fatta dal suo capo
    Io la ritrasmetto invariata
    A un mio sottoposto e gli chiedo
    Una stima dei tempi
    E siamo tutti contenti

    Facendo il proxy umano
    Arriverò lontano
    No non mi sembra strano
    In culo mi entra e in testa no

    Mentre mangio un tramezzino al bar
    Pensando alla prossima riunione
    Cerco una nuova buzzword per
    Fare una buona impressione
    Fuori vedo due sviluppatori in bici
    Mi sembrano felici

    Sotto questa cravatta
    Batte un cuore di latta
    Camicia, bretelle e giacca
    E neanche so l'HTTP

    Facendo il proxy umano
    Arriverò lontano

    Dico sempre di sì
    Sono fatto così
    Non accusatemi perché
    Qui tutti fanno come me
    non+autenticato
  • carinaSorride

    A volte é vera, ma spesso si tratta di una visione da frustrati che non gli va gi˙ che ci siano persone che fanno un lavoro pi˙ remunerativo del loro (ps: ho fatto per pi˙ di 6 anni lo sviluppatore web e multimedia, non il commercialeOcchiolino )
    MeX
    16897
  • - Scritto da: MeX
    > carinaSorride
    >
    > A volte é vera, ma spesso si tratta di una
    > visione da frustrati che non gli va gi˙ che ci
    > siano persone che fanno un lavoro pi˙
    > remunerativo del loro (ps: ho fatto per pi˙ di 6
    > anni lo sviluppatore web e multimedia, non il
    > commercialeOcchiolino
    > )

    ahio... touchè?A bocca aperta

    scherzo, concordo con quello che hai scritto
    non+autenticato
  • Beh, i titoli che escono on-line sono in genere una sorta di "compromesso" tra quelli concepiti dall'autore-collaboratore e da chi si occupa dell'editing e della pubblicazione vera e propria.

    Nel caso in oggetto il mio titolo era chilometrico e senza DRM intorno, quindi se non vi piace prendetevela con Luca o con Gaia e non con me Con la lingua fuori

    A parte tutto il titolo ci può anche stare, secondo me....
  • mah... ripeto, usare DRM sicuramente aiuta i commentiOcchiolino
    MeX
    16897
  • Non ti diremo mai chi l'ha avuta l'idea.A bocca aperta

    Scherzi a parte, DRM in questo caso è solo un cappello sotto cui far ricadere un concetto più ampio: ovvero quello della gestione dei diritti sui contenuti.Occhiolino

    L
  • DRM

    :

    FORUM PI

    =

    Clicca per vedere le dimensioni originali

    :

    Clicca per vedere le dimensioni originali
    MeX
    16897
  • ...assoluamente scadente e piena di falsità asservita sempre ad una qualche lobby (vedi la str....ta dell'influenza A).
    Ma chi sarebbe disposto a pagare per roba del genere?
    Triste
    non+autenticato
  • Che sia la volta buona per sbarazzarci di questa gente? Forse, quando si accorgeranno che nessuno paga per leggerli, la smetteranno di pubblicare sciocchezze e cominceranno a fare del giornalismo ben fatto (o chiuderanno, lasciando il loro posto a chi è capace di lavorare in modo decente)

    Spero solo che non ci siano troppi cretini disposti a pagare, finanziando gente che lavora in modo inefficiente e incoraggiandola a continuare sulla stessa via.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Petrus
    > ...assoluamente scadente e piena di falsità
    > asservita sempre ad una qualche lobby (vedi la
    > str....ta dell'influenza
    > A).
    > Ma chi sarebbe disposto a pagare per roba del
    > genere?
    > Triste

    Infatti stiamo parlando di Rupert Murdoch, un editore al cui confronto perfino gente come Berlusconi e De Benedetti sono campioni di imparzialità e onestà intellettuale.
    non+autenticato
  • Non mi risulta e pure facendo ricerche non trovo notizie recenti di "attivo" ma al massimo qualche riduzione di perdite.
    Il tutto, va ricordato, con Youtube strapagato e quindi non è che sarebbe un affare manco se fosse in guadagno di 1 milione al mese, se si escludono ovviamente i discorsi di sinergia ma che lasciano il tempo che trovano.

    Qui ad esempio si parla sempre del fatto che non renda:
    http://punto-informatico.it/2722670/PI/News/youtub...
    ed è ottobre scorso.

    Se hai notizie diverse, indicale

    In altri articoli leggo che ha costi enormi per la massa di file che deve conservare, quindi non sarebbe una cattiva idea, per i suoi bilanci, "ripulirne un po'" togliendo quei filmati ormai vecchi e che non hanno ricevuto visite sufficienti o farsi pagare per tenerceli.
    In pratica dovrebbe garantire un anno gratuito a tutti, ma poi o paghi (50 centesimi l'anno?) oppure se non interessa a nessuno, manco all'autore
    venga eliminato. Credo che buona parte dei video sparirebbe (senza alcun danno)
    non+autenticato
  • Oopss! Sbagliato interlocutore, scusa!
    Non mi appariva il codice antispam e nel ritentare di rispondere ho aperto il messaggio sbagliato
    non+autenticato
  • Infatti me lo stavo chiedendo... vabbè dai capita.
    non+autenticato
  • Il quesito interessante è: quanti sono disposti a pagare?
    In genere chi naviga ha già l'onere del costo della connessione, quanti saranno disposti a pagare e quanti rinunceranno invece alle notizie "ufficiali"?
    Lo vedremo...ma forse era meglio prendere un'altra strada.
    Ci sono tv che hanno dimostrato da anni di poter fare soldi con la sola pubblicità...questa era la strada da prendere.
    Pronostico? Molti servizi a pagamento torneranno indietro.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Anunnaki from Nibiru
    > Il quesito interessante è: quanti sono disposti a
    > pagare?

    Dipende sempre da quanto e da come

    > In genere chi naviga ha già l'onere del costo
    > della connessione, quanti saranno disposti a
    > pagare e quanti rinunceranno invece alle notizie
    > "ufficiali"?
    > Lo vedremo...ma forse era meglio prendere
    > un'altra
    > strada.
    > Ci sono tv che hanno dimostrato da anni di poter
    > fare soldi con la sola pubblicità...questa era la
    > strada da
    > prendere.

    Eggià, ma erano tutt'altri tempi.
    Fra gli articoli recenti ce n'è pure che dice che Youtube sta puntando a farsi pagare per trasmettere spettacoli e neanchè poco (1,5 euro circa)a puntata. Nonostante sia un sito fra i più frequentati e dietro abbia quella macchina da guerra per la profilazione di Google.
    Qualcuno dirà che non è Youtube, ma sono le case di produzione a voler essere pagati...ok...ma se il traffico ce l'ha e bastasse un paio di banner a far fare guadagni, perchè deve cercare altre strade?
    E praticamente con buona parte del lavoro fatto da altri

    > Pronostico? Molti servizi a pagamento torneranno
    > indietro.

    Secondo me devono ancora prendere le misure su quanto chiedere realmente e perdere alcuni vizi presi da un sistema più chiuso per cui la gente pagava quasi a forza, ma non conosco nessuno che faccia il "prezzo onesto" se non costretto (dall'operaio che chiede la paga oraria al presidente della multinazionale del lusso)
    non+autenticato
  • A dire il vero e da un pò che Youtube non va in perdita prima di queste idee.
    Sgabbio
    26178
  • Ho fatto confusione ed ho agganciato la mia risposta per te nella discussione "informazione di qualità" rispondendo involontariamente all'utente "palle"
    non+autenticato
  • - Scritto da: Anunnaki from Nibiru
    > Il quesito interessante è: quanti sono disposti a
    > pagare?

    nessuno. I giornali tradizionali sono alla canna del gas, sia di carta che online. L'informazione la fanno i privati cittadini, come un tempo la facevano i viandanti. I giornali tradizionali vendono:
    1) notizie prese da altri (agenzie di stampa e/o privati professionisti e/o privati non professionisti) spesso non verificando l'attendibilita' delle fonti.
    2) opinioni e chiacchiere, spesso di venditori di fumo.
    3) pubblicita'

    il mio giornale e' il mio newsreader, attaccato ai blog che ritengo utili.
    non+autenticato
  • http://it.wikipedia.org/wiki/Fronte_dell'Uomo_Qual...

    (sia chiaro, tu come altri, non solo tu)

    > nessuno. I giornali tradizionali sono alla canna
    > del gas, sia di carta che online. L'informazione
    > la fanno i privati cittadini, come un tempo la
    > facevano i viandanti. I giornali tradizionali
    > vendono:
    > 1) notizie prese da altri (agenzie di stampa e/o
    > privati professionisti e/o privati non
    > professionisti) spesso non verificando
    > l'attendibilita' delle
    > fonti.
    > 2) opinioni e chiacchiere, spesso di venditori di
    > fumo.
    > 3) pubblicita'
    >
    > il mio giornale e' il mio newsreader, attaccato
    > ai blog che ritengo
    > utili.
    -----------------------------------------------------------
    Modificato dall' autore il 03 dicembre 2009 09.55
    -----------------------------------------------------------
    pippuz
    1260
  • di solito chi dice queste cose pensa che leggere le 4 notizie online di Repubblica, ilGiornale etc etc... equivalga a comprarsi il quotidiano in edicola
    MeX
    16897
  • - Scritto da: Anunnaki from Nibiru
    > Il quesito interessante è: quanti sono disposti a
    > pagare?

    tutti quelli che vogliono leggere notizie scritte da professionisti e non da blogger di 14 anni... ossia tutti quelli che ora spendono i soldi in edicola per comprare il quotidiano

    > In genere chi naviga ha già l'onere del costo
    > della connessione, quanti saranno disposti a
    > pagare e quanti rinunceranno invece alle notizie
    > "ufficiali"?

    non si tratta di "ufficialitß" si tratta di leggere UN giornale contro pescare news da decine di siti e blog diversi, senza una linea editoriale e giornalisti professionisti

    > Lo vedremo...ma forse era meglio prendere
    > un'altra
    > strada.
    > Ci sono tv che hanno dimostrato da anni di poter
    > fare soldi con la sola pubblicità...questa era la
    > strada da
    > prendere.
    > Pronostico? Molti servizi a pagamento torneranno
    > indietro.

    non puoi paragonare la pubblicitß in televisione (non aggirabile se non "cambiando canale" finendo magari a vedere altra pubblicitßSorride ) con quella su un giornale su INTERNET, adBlock ti dice niente?Occhiolino
    MeX
    16897
  • adblock è nato perchè abusavano della pubblicità
    Sgabbio
    26178
  • anche la TV e le riviste ne abusano.

    Quando puoi spegnere la pubblicitß, é difficile tollerarne anche il minimo abusoOcchiolino
    MeX
    16897
  • Nonostante quel che intende l'articolo, Google ha_dovuto_ cambiare atteggiamento in maniera piuttosto repentina ed è difficile da credere che non sia dovuto al fatto che Murdock gli ha fatto guerra.
    In pratica il "vecchio" non era così "rimbambito", nè il "giovane" è così inattaccabile.
    Google si regge sostanzialmente su un equilibrio abbastanza precario dovuto alla sua fama di semi-infallibilità dei risultati, alla sua immagine prevalentemente "angelica" oltre che alle abitudini*.
    Soprattutto queste ultime però possono cambiare e se a molti va bene un sito qualsiasi cercando argomenti generici, la cosa funziona meno se si cercano notizie o informazioni più di stampa (tutta la stampa, dallo sport al gossip, dalla politica alla scienza).
    Non è difficile credere che queste ultime siano soprattutto d'interesse di un'utenza non proprio adolescenziale e quindi pure più appetibile per gli inserzionisti.
    Google finora contava sul fatto che "o sei su Google o non esisti" ma la contromossa di Murdock gli ha fatto dubitare che sia così, poichè comunque non è un gruppo solo virtuale ma poi copre un settore che ha una sua richiesta precisa ed "informata", quindi nell'oblio ci sarebbe restato poco portando molto traffico a Bing.
    Se poi aggiungiamo che insieme a Murdock ci sarebbero stati tanti altri ecco che si spiega il voltafaccia di Google e nulla poi vietava che i "pilastri" attuali di internet non facessero altrettanto (wikipedia
    per dirne una).

    Un'altra osservazione che si può fare è sul perchè abbia adottato un sistema tanto complicato invece di pagare un tot e rifarsi sulla pubblicità.
    Semplice...perchè Google difende la sua posizione anche perchè tende a tener bassi i prezzi della pubblicità in rete (da quel che so) e visto che non ha costi di produzione dei contenuti può fare miliardi di fatturato chiedendo poco sulle varie operazioni e lo può fare perchè ha la posizione che si ritrova.
    Questo è un classico...il pezzo grosso che ha un quasi monopolio tiene i prezzi bassi per stroncare sul nascere i concorrenti a cui rimangono le briciole e su cui devono fare i prezzi stabiliti dal monopolista.
    Il tutto si rompe solo quando uno nuovo inventa un servizio richiesto alla grande o in numero oppure in valore, ma fino ad allora il sistema funziona oppure il pezzo grosso si mangia quello piccolo.
    Se è così, in sostanza è la stessa politica di Google a soffocare i siti sia d'informazione che non (quasi tutti in rosso nonostante notevoli flussi di utenza)

    *ormai se uno spiega ad un novellino come cercare un sito o altro si limita ad indicare "google", tanto è vero che conosco ragazzini che non sanno manco cosa sia e a cosa serve la barra degli indirizzi
    non+autenticato
  • E' interessante notare come ad un commento intelligente, un'analisi attenta, precisa e non polemica, nessuno risponda.
    Sono d'accordo in tutto. Google sa che il suo successo dipende dalla qualità dei contenuti che indicizza. Nonostante la sua indiscutibile posizione di forza, non puo' permettersi di perdere gran parte della stampa tradizionale.

    Poi si puo' discutere sulla qualità dell'informazione che quest'ultima propone ma, al giorno d'oggi, pensare di restare dignitosamente informati facendo affidamento solo a mezzi alternativi, è ancora ridicolo. I vari blog e i vari twitter sono al 99% spazzatura.
    non+autenticato
  • che statisticaA bocca aperta
    Sgabbio
    26178
  • Quale? Il 99% spazzatura?
    Beh era un'opinione senza la minima pretesa di essere statisticamente corretta. Mi pareva chiaro
    non+autenticato
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