Giorgio Pontico

Cara ho freddo, accendi il datacenter

A partire da gennaio parte della capitale finlandese sarà riscaldata dal calore prodotto da alcuni server in rack posti sotto una cattedrale

Roma - Il calore prodotto dai datacenter nella maggior parte dei casi rappresenta un problema per chi li deve gestire. Nel caso però in cui i rack si trovino sotto una cattedrale del centro di Helsinki, in Finlandia, l'alta temperatura generata negli ambienti che li ospitano sarà utilizzata per riscaldare circa cinquecento abitazioni del circondario.

L'aria calda proveniente dal datacenter di un'azienda locale entro la fine di gennaio verrà intubata e immessa nella rete di riscaldamento che va a toccare pressoché ogni edificio della capitale finlandese. "È assolutamente probabile che buona parte del riscaldamento cittadino possa essere generata dall'energia termica prodotta nei locali che ospitano i server" ha spiegato Juha Sipila, responsabile del locale fornitore d'energia.

Solitamente il problema legato ai datacenter, sempre più predominanti in ambito informatico anche grazie alla crescente popolarità dei servizi Internet basati sul cloud computing, è il quantitativo di energia richiesta per il raffreddamento delle macchine stesse, che può arrivare a superare quella necessaria al solo funzionamento. Un problema che sempre più spesso trova soluzioni originali come in questo caso.
Giorgio Pontico
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57 Commenti alla Notizia Cara ho freddo, accendi il datacenter
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  • ...in Italia essere ottima soluzione per non pagare ICI
    bella idea, Estiqaatsi!
  • Come sono antichi questi finlandesi, sfruttare l'energia termica dei rack-server... roba vecchia di decenni.

    Meno male che in Italia i nostri lungimiranti politici all'alba del 2010 sono proiettati al futuro energetico del nostro paese: conversione in centrali a CARBONE, poi ancora una decina d'anni e... tadaaa... arriverà il NUCLEARE!
    non+autenticato
  • uhmmm e sentiamo l'energia per il data center da dove la produci? Lo sfruttare il calore residuo di una qualche lavorazione per il riscaldamento è cosa in uso da tempo, mezza torino si scalda così e molte città del nord italia stanno per passare al teleriscaldamento, derivato dalla produzione di corrente elettrica. Inoltre la Finlandia nel 2008 aveva 4 centrali nucleari e una in costruzione :
    http://irpinianelmondo.wordpress.com/2008/05/22/le.../
    non sono nememno 6 milioni di abitanti e hanno in pratica una centrale nucleare per 1,2 milioni di abitanti, calco che se fatto in italia porta a 50 centrali nucleari per avere un rapporto di 1 centrale per 1,2 milioni di abitanti (ma quanto sono avanti questi finlandesi).
    200 centrali nucleari in europa, il 30% della corrente lettrica consumata in italia arriva da centrali nucleari frencesi, svizzere, austriache e slovene, le più importanti centrali idroelettriche italiane a bacino funzionano solo grazie al nucleare frencese, se no come potremmo produrre con la cascata d'acqua di giorno e ripompare l'acqua eni 2 bacini di giorno? la corrente necessaria per ripompare nei bacini in alto l'acqua è 1,5 volte quella prodotta dalla cascata. Ma la soluzione c'è prendi una bicicletta attaccaci uan dinamo e produci corrente per il pc che a sua volta unito alla ginnastica ti scalda e ti fa star bene e poi si sa il freddo conserva
    non+autenticato
  • - Scritto da: Raigher
    > non sono nememno 6 milioni di abitanti e hanno
    > in pratica una centrale nucleare per 1,2 milioni
    > di abitanti, calco che se fatto in italia porta a
    > 50 centrali nucleari per avere un rapporto di 1
    > centrale per 1,2 milioni di abitanti (ma quanto
    > sono avanti questi finlandesi).

    non che abbia interesse a difenderli, ottima stima la tua. Ma se fai un tale calcolo, magari allora invece che 6 mesi di buio e -30 gradi, diamogli anche un inverno mite come il nostro, e poi vediamo quanti pannelli solari costruirebbero invece che centrali nucleari.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Raigher

    Ma in questo forum la parola "ironia" è del tutto sconosciuta?
  • - Scritto da: Raigher
    > Inoltre la Finlandia nel
    > 2008 aveva 4 centrali nucleari e una in
    > costruzione

    più precisamente hanno 2 centrali nucleari, con 2 reattori ciascuna e un terzo reattore in progetto più volte bloccato per il forte aumento dei costi e dubbi sulle misure di sicurezza. sono le più efficenti del mondo con un rendimento del 94%.

    il sito di loviisa verrà dismesso entro 20 anni (se tutto va bene -e quindi male- le centrali nucleari italiane sono previste dal 2018-2020)

    il sito di olkiluoto si trova su un isola ed è stato costruito un sistema di gallerie modulari sulla stessa isola con operatività programmata fino al 2120 per stoccare le scorie.
    In Italia hanno pensato a dove metterle? hanno studiato il perdurare della sicurezza del sito a centinaia di anni di distanza? i finlandesi hanno previsto pure il rischio di furto dei barili per ricavarne il rame, che in futuro costerà sempre di più.

    > non sono nememno 6 milioni di abitanti e hanno
    > in pratica una centrale nucleare per 1,2 milioni
    > di abitanti, calco che se fatto in italia porta a
    > 50 centrali nucleari per avere un rapporto di 1
    > centrale per 1,2 milioni di abitanti (ma quanto
    > sono avanti questi
    > finlandesi).

    non sono dati comparabili, la finlandia è più fredda e ha meno ore di insolazione dell'italia, ci sono grandi differenze già tra il nord e il sud italia, figuriamoci tra italia e finlandia.

    > centrali
    > idroelettriche italiane a bacino funzionano solo
    > grazie al nucleare frencese, se no come potremmo
    > produrre con la cascata d'acqua di giorno e
    > ripompare l'acqua eni 2 bacini di giorno? la
    > corrente necessaria per ripompare nei bacini in
    > alto l'acqua è 1,5 volte quella prodotta dalla
    > cascata.

    funzionano grazie ad uno dei difetti del nucleare, ovvero che dal punto di vista operativo conviene far produrre alla centrale sempre la stessa quantità d'energia, anche di notte. per cui la francia la svende l'energia in eccesso notturna ed i bacini italiani vengono usati come "batterie" per il picco diurno.

    a differenza della finlandia qui abbiamo il sole, un serio finanziamento al fotovoltaico su condomini e abitazioni (come fatto in germania) ci toglierebbe perlomeno dalla dipendenza per il 30% dall'estero.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Quello di ieri

    > a differenza della finlandia qui abbiamo il sole,
    > un serio finanziamento al fotovoltaico su
    > condomini e abitazioni (come fatto in germania)
    > ci toglierebbe perlomeno dalla dipendenza per il
    > 30%
    > dall'estero.

    che solo con il fotovoltaico si possa arrivare all'indipendenza energetica è una favola cui credono solo Pecoraro Scanio, Grillo e qualche altro ecologista senza competenza tecnica: stiamo parlando di un sistema che nel migliore dei casi ha un rendimento del 16%! e ripeto: nel migliore dei casi!

    l'energia elettrica viene consumata nel momento in cui viene prodotta, non può essere immagazzinata: di notte che fai? hai comunque bisogno delle centrali

    oltretutto nessuno parla mai sul serio d'inquinamento: l'energia solare non inquina, ok, ma per produrre il pannello quanto si è inquinato?
    contando l'energia spesa nel processo e le scorie, l'inquinamento generato da un pannello FV (comprendendo produzione, uso, dismissione e smaltimento) è superiore a quello generato con la produzione di elettricità con idrocarburi

    l'attuale tecnologia di pannelli FV potrà andare bene dove non ho alternative (rifugi in alta montagna, satelliti fuori dall'atmosfera...), ma non per le nostre case: i fondi, semmai, andrebbero destinati alla ricerca (ho sentito parlare di una tecnologia ai nanotubi di carbonio che sembra promettente), non a tappezzare i nostri tetti!
  • - Scritto da: Shabadà
    > che solo con il fotovoltaico si possa arrivare
    > all'indipendenza energetica è una favola cui
    > credono solo Pecoraro Scanio, Grillo e qualche
    > altro ecologista senza competenza tecnica

    fin qui sono d'accordo, ma sarebbe sicuramente una tecnologia di transizione più intelligente del nucleare.

    > l'energia elettrica viene consumata nel momento
    > in cui viene prodotta, non può essere
    > immagazzinata: di notte che fai? hai comunque
    > bisogno delle
    > centrali

    il senso del fotovoltaico sui tetti è quello di creare una centrale elettrica "distribuita" ad es. durante il giorno siamo al lavoro, a casa non c'è nessuno e il fotovoltaico produce energia che viene immessa (venduta) alla rete. Invece di sera, tornati a casa, compriamo energia dalla rete. Il rapporto energia venduta/comprata sarà grossomodo in pareggio se non in attivo.

    > oltretutto nessuno parla mai sul serio
    > d'inquinamento: l'energia solare non inquina, ok,
    > ma per produrre il pannello quanto si è
    > inquinato?

    nell'ottica dei 30 anni di utilizzo si inquina sicuramente meno che nel produrre/smaltire un'automobile, anzi 3 automobili dal momento che vengono cambiate ogni 5-10 anni. Per non parlare delle scorie nucleari.

    > ... è superiore a quello generato con la
    > produzione di elettricità con
    > idrocarburi

    con la differenza che è una fonte rinnovabile, che non necessita di trasporto e non produce CO2.

    non sono né un estremista dei verdi né di greenpeace, ma a logica mi sembra che la strada del nucleare/combustibili fossili non sarà vincente, e già oggi qualsiasi tecnologia alternativa disponibile andrebbe presa in considerazione, confidando poi nella ricerca.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Quello di ieri

    > il senso del fotovoltaico sui tetti è quello di
    > creare una centrale elettrica "distribuita" ad
    > es. durante il giorno siamo al lavoro, a casa non
    > c'è nessuno e il fotovoltaico produce energia che
    > viene immessa (venduta) alla rete. Invece di
    > sera, tornati a casa, compriamo energia dalla
    > rete. Il rapporto energia venduta/comprata sarà
    > grossomodo in pareggio se non in
    > attivo.
    >

    tu stai parlando localmente, ossia dello "scambio sul posto", io invece intendevo in senso generale, l'intera rete
    ed ho pure semplificato molto: tenendo conto dello scarsissimo rendimento (ricordo: 16%), in un giorno di pioggia o con cielo coperto la produzione FV sarebbe ancora molto insufficiente


    > nell'ottica dei 30 anni di utilizzo si inquina
    > sicuramente meno che nel produrre/smaltire
    > un'automobile, anzi 3 automobili dal momento che
    > vengono cambiate ogni 5-10 anni. Per non parlare
    > delle scorie
    > nucleari.
    >

    stai paragonando le mele con le pere: io parlo dei pannelli FV da mettere sui tetti delle nostre case, non delle auto elettriche
    quanto al confronto con il nucleare il problema è ancora di scala temporale: con l'atomo si inquina tantissimo e tutto concentrato alla fine della vita utile del combustibile, mentre con il pannello l'inquinamento è più distribuito (essenzialmente all'inizio ed alla fine della vita utile del pannello)
    bada bene: parlo d'inquinamento complessivo, senza distinguere la qualità dell'inquinamento (ovvero le diverse sostanze inquinanti)

    > con la differenza che è una fonte rinnovabile,
    > che non necessita di trasporto e non produce
    > CO2.
    >

    rinnovabile è il sole, ma i pannelli necessitano di trasporto e soprattutto di essere prodotto (è proprio la fase di produzione quella che rende passivo il bilancio ecologico dei pannelli FV)

    > non sono né un estremista dei verdi né di
    > greenpeace, ma a logica mi sembra che la strada
    > del nucleare/combustibili fossili non sarà
    > vincente, e già oggi qualsiasi tecnologia
    > alternativa disponibile andrebbe presa in
    > considerazione, confidando poi nella
    > ricerca.

    scusa l'animosità del mio post ma ho dovuto confrontarmi con dei veri talebani verdi, tremendamente ottusi, per nulla inclini a cedere dai loro dogmi e soprattutto troppo miopi per vedere l'inquinamento prodotto oltre il loro orticello, quindi mi scaldo subito sull'argomento, anche perché c'è moltissima disinformazione (o peggio: scarsa informazione documentata) in materia

    io credo, invece, che investire in una tecnologia arrivata già al suo collo di bottiglia (il famoso 16%...) non sia una scelta saggia: se altrove si sperimentano i nanotubi di carbonio, perché non farlo anche da noi? meglio la ricerca che spendere in qualcosa che non sembra avere futuro
  • Intanto il picco di utilizzo di energia è proprio durante le ore diurne.
    Ancora peggio d'estate quando i condizionatori vanno al massimo.

    Aggiungici che la produzione di energia potrebbe essere sincronizzata con le centrali idroelettriche ne viene fuori che stazioni fotovoltaiche che producono il 20% dell'energia italiana si integrerebbero facilmente nel resto del sistema energetico. Sai quanto ci vorrà in Italia per arrivare a questo risultato ? Nel frattempo la tecnologia si sarà evoluta. Le possibilità sono tante: produzione di idrogeno dall'elettrolisi, accumulazione come aria compressa, una rete intelligente che aiuta a regolare meglio i consumi e sfruttare di più i picchi di produzione.

    L'importante è iniziare tanto come ho detto il primo 20% può essere sfruttato già ora. Commenti come il tuo servono solo ai petrolieri
    guast
    1319
  • alt, io mi riferivo solo all'installazione dei pannelli FV (che mi sembrava essere l'argomento), non alla ricerca di fonti alternative: le soluzioni che proponi sono valide (ovviamente nel loro complesso, da sole fanno pochino)

    come ho già scritto, volevo sfatare il mito dei pannelli FV, che vengono raccontati come panacea per ogni male energetico ed ambbientale, quando non è così, soprattutto da un punto di vista ambientale
  • - Scritto da: Shabadà
    > alt, io mi riferivo solo all'installazione dei
    > pannelli FV (che mi sembrava essere l'argomento),
    > non alla ricerca di fonti alternative: le
    > soluzioni che proponi sono valide (ovviamente nel
    > loro complesso, da sole fanno
    > pochino)
    >
    > come ho già scritto, volevo sfatare il mito dei
    > pannelli FV, che vengono raccontati come panacea
    > per ogni male energetico ed ambbientale, quando
    > non è così, soprattutto da un punto di vista
    > ambientale

    No io sto parlando proprio dei pannelli FV. Il tuo modo di dire che non sono una panacea è il solito trucco di mettere le mani avanti per fermarne lo sviluppo.

    Iniziamo ad installare pannelli FV fino a raggiungere il 10/20% del fabbisogno italiano, poi si può fare il punto della situazione.
    guast
    1319
  • Si sa da qualche anno che l'aria dei PC in funzione non e' propriamente una cosa salubre dato che vengono rilasciate costantemente delle particelle (di metalli pesanti ed idrocarburi mi sembra), questo e' stato associato ad alcuni disturbi del sonno per cui si consiglia di non avere il PC nella propria camera da letto ma altrove.

    Ma poi dal punto di vista energetico non mi sembra una cosa possibile, l'impianto di riscaldamento medio in Italia ha una potenza di 30 kW, un normale desktop dissipa una potenza di 0.15 o 0.2 kW mediamente quindi da quanti computer sara' composto sto datacenter? E' vero che esistono le case passive che in casi estremi sono riscaldate dalla fiamma di una candela (per stanza) pero' onestamente io non ci vivrei mai in una casa passiva, risparmio energetico si ma quelle sono cose esagerate.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Principe di Valacchia
    > Si sa da qualche anno che l'aria dei PC in
    > funzione non e' propriamente una cosa salubre
    > dato che vengono rilasciate costantemente delle
    > particelle (di metalli pesanti ed idrocarburi mi
    > sembra), questo e' stato associato ad alcuni
    > disturbi del sonno per cui si consiglia di non
    > avere il PC nella propria camera da letto ma
    > altrove.

    L'aria calda che raccolgono serve per riscaldare acqua contenuta in dei tubi. Non sarebbe igienico pomparti in casa aria presa chissà dove.
    Una cosa simile (da qualche parte in scandinavia) la fanno con l'acqua tiepida di fogna, te l'immagini se ti mandassero le acque nere dentro il termosifoneSorride

    > Ma poi dal punto di vista energetico non mi
    > sembra una cosa possibile,

    Temperatura esterna -10°C, temperatura del datacenter 25°C... qualcosa riscaldano, non molto, ma è sempre meglio di niente.
  • Se e' come dici tu (ma ne dubito) la cosa ha ancora meno senso di prima dal punto di vista energetico, se il calore invece di utilizzarlo direttamente lo usano in uno scambiatore di calore allora stiamo proprio freschi, avresti bisogno di uno scambiatore enorme date le differenze di temperature cosi' esigue, se hai acqua in ingresso a 10 gradi e aria a 40 i tubi dello scambiatore dovrebbero essere lunghi centinaia di metri per riscaldare l'acqua di pochi gradi (sempre meno di 40 ovvio), senza contare tutte le perdite per dispersione. Il costo energetico della costruzione dello scambiatore sarebbe (secondo me) di gran lunga superiore al risparmio presunto ottenibile nella vita operativa. Anzi io credo che se consideri l'energia spesa per muovere tutta quella massa d'aria nei tubi avresti un bilancio negativo.

    Nel caso dell'acqua di fogna (che poi credo sia l'acqua calda sanitaria usata in doccia/bagno) la cosa avrebbe gia' un po' piu' di senso dato che i coefficenti di scambio termico sarebbero due ordini di grandezza superiore e quindi le dimensione dello scambiatore sarebbero molto piu' ridotte.
    non+autenticato
  • Siccome dubiti...
    Tratto dall'articolo originale
    http://www.reuters.com/article/technology-media-te...
    "Excess heat from hundreds of computer servers to be located in the bedrock beneath Uspenski Cathedral, [..], will be captured and channelled into the district heating network, a system of WATER-heated pipes used to warm homes in the Finnish capital."

    Il sistema ad "acqua di fogna" (non acque chiare, ma chiare+scure) è un po' più complesso di come immagini.
    Per non avere uno scambiatore con centinaia di metri di tubi hanno studiato una soluzione particolare.
    Non essendo un ingegnere non riuscirò a spiegarmi in maniera corretta, ma cercherò di rendere il concetto.
    Prendono l'acqua da dei collettori fognari, la filtrano per portare via le "impurità" più grosse (insomma, tutto lo schifo più grosso di una pallina da ping-pong) e la convogliano in una serpentina immersa in un liquido che NON è acqua.
    Questo liquido evapora e va a riscaldare un'altra serpentina di tubi contenenti normale acqua del circuito di riscaldamento.

    Con un sistema del genere non si riscalda un appartamento a 18-20°C, ma si evita che i marciapiedi congelino e si aiuta a consumare meno gas. Un conto è riscaldare una casa partendo da 0°C, una altro è partendo da 7-8°C.
    non+autenticato
  • Quasi tutti gli aggeggi "modernosi ecologisti" sono a bilancio negativo, ma tanto non importa a nessuno, servono per fare bella figura e farsi fighi.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Principe di Valacchia
    > Si sa da qualche anno che l'aria dei PC in
    > funzione non e' propriamente una cosa salubre
    > dato che vengono rilasciate costantemente delle
    > particelle (di metalli pesanti ed idrocarburi mi
    > sembra), questo e' stato associato ad alcuni
    > disturbi del sonno per cui si consiglia di non
    > avere il PC nella propria camera da letto ma
    > altrove.
    APPROVO AL 100%!
    Molto molto meglio il vecchio caminetto possibilmente con legna di qualità.....ma ci si può accontentare anche di una economicissima stufa a legna (o a pellet).
  • Economicissima?!?!?!
    Mai comprata una che non fosse quella da 2 soldi dell'ipermarket cjhe si rompe dopo 2 giorni?
    Per il discorso riscaldamento: probabilmente usano scambiatori di calore, non ti pompano l'aria marcia di un data center in casa.....................
    non+autenticato
  • un appartamento nuovo fatto decentemente, in Italia (milano), consuma meno di 5kw, dato che nel nord europa sono MOOOLTO più avanti nella tecnologia dell'isolamento delle case.... nulla è impossibile!
    non+autenticato
  • Questa notizia profuma di bufala..
    non+autenticato
  • Anche a me, va bene scaldare, ma 500 abitazioni sono cinquecento abitazioni, sapete di che energia c'è bisogno per scaldare un numero del genere di case? Parecchia, non credo proprio che un datacenter produca quella quantità di calore, sarebbe davvero mostruoso.
    non+autenticato
  • forse non hai idea di come siano avanti nell'isolamento termico e nelle soluzione di riscaldamento nei paesi nord-europeiOcchiolino
    MeX
    16902
  • - Scritto da: MeX
    > forse non hai idea di come siano avanti
    > nell'isolamento termico e nelle soluzione di
    > riscaldamento nei paesi nord-europei
    >Occhiolino

    Si ma da qui a dire che il calore di un datacenter può scaldare 500 case...puzza di cretinata anche a me.
  • dipende da quanto é grande il datacenter piú che altro...
    MeX
    16902
  • - Scritto da: MeX
    > dipende da quanto é grande il datacenter piú che
    > altro...

    Anche questo è vero...però boh, 500 abitazioni da riscaldare mi sembra un pò esagerato.
  • - Scritto da: DarkOne
    > - Scritto da: MeX
    > > forse non hai idea di come siano avanti
    > > nell'isolamento termico e nelle soluzione di
    > > riscaldamento nei paesi nord-europei
    > >Occhiolino
    >
    > Si ma da qui a dire che il calore di un
    > datacenter può scaldare 500 case...puzza di
    > cretinata anche a me.

    Beh, io per tutto l'inverno accendo il riscaldamento solo in bagno. E più che altro per tenere caldi gli asciugamani... e tengo semi-aperte finestre in tutte le stanze.

    Solo per farti capire come è isolata casa mia... nonostante abbia tra i 10 ed i 20 gradi in meno che in Italia

    Cordiali saluti
  • - Scritto da: Mauro
    > Anche a me, va bene scaldare, ma 500 abitazioni
    > sono cinquecento abitazioni, sapete di che
    > energia c'è bisogno per scaldare un numero del
    > genere di case? Parecchia, non credo proprio che
    > un datacenter produca quella quantità di calore,
    > sarebbe davvero
    > mostruoso.

    Se gli appartamenti sono da 30 metriquadri l'uno potrebbe starci
    non+autenticato
  • Non è una bufala ma una vera cazzata scritta da ignoranti (e puntualmente riportata da PI)!
    Se il datacenter avesse 500 server significherebbe che 1 server basta a riscaldare 1 abitazione.
    Senza considerare le temperature finlandesi rispetto all'Italia, ma chi riesce a scaldare la propria casa con solo un pc acceso?
    Anche in un ufficio con 10 pc non puoi spegnere il riscaldamento.
    non+autenticato
  • la cosa non è così improbabile come dici tu....mi spiego:
    bisogna considerare due cose
    1 la temperatura in quel paese è inferiore allo zero
    2 il riscaldamento di un apperecchio elettronico è costante a seconda dell'utilizzo.
    ponendo il caso che un server produca un X joule, può portare la temperatura ambientale, per esempio, da -10 a + 5 gradi.
    in proporzione con gli stessi joule se la temperatura è a 0 gradi riuscirebbe grosso modo a portarla a 7 gradi.
    nel primo caso abbiamo una differenza termica di +15 gradi, nel secondo +7... mi pare ovvio che nel primo caso il nostro organismo sentirebbe maggiormente l'escursione termica e di conseguenza avrebbe una percezione del calore superiore a quella che sentirebbe nel secondo caso.

    p.s.
    ho fatto un banale esempio con dati ipotetici, non costringetemi a trasformare un commento in una lezione di termodinamica per giustificare e provare matematicamente la cosa ^_^
    non+autenticato
  • - Scritto da: Ciccio
    > Non è una bufala ma una vera cazzata scritta da
    > ignoranti (e puntualmente riportata da
    > PI)!
    > Se il datacenter avesse 500 server
    > significherebbe che 1 server basta a riscaldare 1
    > abitazione.
    > Senza considerare le temperature finlandesi
    > rispetto all'Italia, ma chi riesce a scaldare la
    > propria casa con solo un pc
    > acceso?
    > Anche in un ufficio con 10 pc non puoi spegnere
    > il
    > riscaldamento.

    Per scaldare le NOSTRE case ci vuole molta energia... in un igloo, per esempio, basta il calore di una fiammella e dei corpi di chi ci vive dentro per portare la temperatura intorno ai 15°, mentre fuori ce ne sono, magari, -40... questo è il caso estremo, nel senso che l'igloo è l'esempio più antico e semplice di "casa passiva". oggi, con materiali e criteri costruttivi all'avanguardia, si può fare davvero molto per ridurre al minimo l'energia necessaria a riscaldare un'abitazione. Comunque la notizia non è affatto una bufala, la riporta la Reuters, a cui spero vorrete attribuire una qualche credibilità, circostanziandola un po' meglio:

    http://it.reuters.com/article/internetNews/idITMIE...
    non+autenticato
  • io quando ho freddo in camera invece di alzare il termosifone accendo la Xbox360 ^^
    non+autenticato
  • > io quando ho freddo in camera invece di alzare il
    > termosifone accendo la Xbox360

    AHAHAH! eh con il calore prodotto dalla "maledetta console dei led rossi" puoi anche allevare pesci tropicali
    PS:ne ho una non è per trollare
    non+autenticato
  • - Scritto da: io e non tu
    > io quando ho freddo in camera invece di alzare il
    > termosifone accendo la Xbox360
    > ^^
    Idem col mio computer.
    Chiudo la porta e tra la dissipazione del sistema e le due schede grafiche riesco (quasi) a stare bene.Sorride
  • lo farei pure io, ma col baccano che fa dormire è escluso
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