Gabriele Niola

WebTheatre/ Se non c'č lo sport, via al fantasport

di Gabriele Niola - Tre serie che guardano allo sport senza mostrare lo sport, ma la vita delle persone che si dilettano con il corrispettivo statunitense del fantacalcio

Roma - È sempre sorprendente come le webserie riescano a prendere temi di grande successo molto distanti dalla vita quotidiana e abbassarli a livello uomo, renderli cioè un soggetto per una serie di webisodes che siano ambientati nelle case, nelle strade, nelle macchine e in tutti quei luoghi lontani dalla spettacolarità. Accade così anche con lo sport. Le clip sportive, i segmenti di trasmissioni televisive che mandano sequenze da partite ma anche i commenti, e soprattutto i montaggi fatti dagli utenti, sono tra le cose più viste sui vari aggregatori di video. Eppure in rete lo sport è materia difficile da trattare tanto che né negli stati Uniti né tantomeno da noi nessuno è riuscito a creare intorno ad esso un format vincente per la rete.

Arrivano allora le webserie ad appiattire tutto e a dare al pubblico degli sportivi la loro serie, cioè a rappresentare in un racconto quella tipologia umana. Lo strumento per riuscirci è passare per la porta di dietro attraverso il fantasy football, ovvero il fantacalcio applicato al football americano. Ovviamente come tutte le cose che accadono dall'altra parte dell'oceano, nonostante si tratti di uno sport di fantasia in cui si gioca per il piacere di seguire diversamente le partite, tutto ha un'aura di serietà ed organizzazione maggiore. In America il fantasy football è talmente serio da avere una sua federazione che ne cura regole e sviluppo e intorno ad esso gira un mercato da 1,5 miliardi di dollari.

L'idea di ruotare attorno al mondo dello sport senza davvero entrare nel vivo, cioè senza dover avere atleti, senza mostrare sequenze di partite vere e senza nemmeno doverne girare di fittizie sembra venire dritta dritta da The Guild, serie seminale che ha costruito parte del suo successo (specialmente all'inizio) proprio dipingendo giocatori di World Of Warcraft senza mai mostrare sequenze di gioco ma solo la vita che gli scorre intorno, tramutando quindi in punto di forza quella che sembra una limitazione.
Allo stesso modo le webserie sul fantasy football fanno questo: non raccontano il football e nemmeno il fantasy football ma le persone che ci giocano, com'è la loro vita e che succede quando qualcosa si intromette. The League è la serie più simile a The Guild per approccio alla materia (anche l'URL del sito www.watchtheleague.com è simile) e racconta di un ragazzo che sta per diventare padre, giocatore incallito che fortunosamente viene notato da un dirigente di una vera squadra di football mentre organizza la sua formazione. La rapidità la competenza e l'abilità nel risolvere problemi del ragazzo impressionano il dirigente che gli offre la possibilità di passare al livello successivo, ovvero fare le stesse cose con una squadra vera.
La serie ha uno spunto interessante ed è anche ben scritta, ci vorrebbe solo un montatore più drastico che levasse almeno 3 minuti da ogni episodio per rendere lo svolgimento più rapido e accattivante. Sembra tuttavia che il modello scelto dai creatori, cioè di attendere donazioni dagli spettatori per poter continuare a girare, non stia pagando: tutto è fermo all'episodio 6.
Nello stesso solco si inserisce Rules Of The League che nonostante un titolo somigliante non ha nulla a che vedere con la prima. Si tratta in questo caso di una webserie dalle venature di commedia su un giornalista licenziato che decide, nonostante i molti impegni familiari e un bambino piccolo, di darsi al suo blog e ovviamente al fantasy football.
È curioso come due (delle tante) serie su fantasy football uscite quasi nello stesso momento concentrino entrambe la dialettica che le anima sul contrasto tra l'aspirazione a fare del fantasy football un lavoro e il freno dell'impegno e la dedizione che richiede un bambino piccolo. Il mondo che ruota attorno allo sport è fatto di non sportivi e, quasi per specularità, se la vita dei primi è immaginata tra belle donne e feste, la vita dei secondi viene rappresentata come l'opposto, cioè tarpata dai vincoli familiari.

Infine, molto più scalcagnata e verace, ma proprio per questo anche più interessante, è sunDAYS Of Our Lives che già dal titolo evoca il tema centrale di una serie tutta poggiata sul grottesco e il demenziale. Qui con toni caricaturali si raccontano i malati del fantasy football, le persone disposte a tutto pur di vincere, anche rapire un giocatore che è nella formazione della squadra avversaria per non farlo giocare.
La serie è solo al primo episodio ma tra il tono serioso e prolisso di The League e quello comico ma con poco mordente di Rules Of The League, sunDAYS Of Our Lives sembra una boccata d'aria fresca sul tema.

THE LEAGUE - EPISODIO 3


RULES OF THE LEAGUE - EPISODIO 1

Rules of The League: Episode 1 from One Step Productions on Vimeo.



SUNDAYS OF OUR LIVES - EPISODIO 1


Gabriele Niola
Il blog di G.N.

I precedenti scenari di G.N. sono disponibili a questo indirizzo
Notizie collegate