Cosa fare con mezzo milione di domini?

Grauso è stato chiaro, non li ha comprati per venderli. Formuliamo qualche ipotesi su come questa enorme quantità di indirizzi internet potrebbe venire utilizzata

Web (internet) - Mezzo milione di domini: questo il peso di Nichi Grauso sulla rete, su tutta la rete, italiana ed internazionale. L'imprenditore sardo ha fatto incetta di domini e può costituire un buon esercizio, vista l'unicità di quanto ha realizzato, cercare di capire, senza speranza di riuscirci, cosa di questi domini potrà fare. La premessa è in ciò che ha detto lui stesso, cioè che i domini non li ha comprati per poi rivenderli.

La prima ipotesi, la più immediata, è che i domini relativi a termini come "abrasivo" o "frigorifero" siano pensati per costituire un accesso diretto del consumatore via internet a spazi di e-commerce dedicati. Dietro ci potrebbe essere un progetto alla "pagine gialle" o, molto di più, un progetto che è indirizzario per il consumatore e allo stesso tempo negozio virtuale per i beni specifici. Oppure, ancora, indirizzario sotto il quale si muove un insieme di attività che attraverso quell'indirizzario raggiungono il consumatore.

In questo caso, di certo Grauso, com'è sua abitudine, vede in là, quando cioè internet sarà molto più diffusa di oggi. Può essere questione di mesi o forse di più, ma arriverà il tempo in cui sotto casa l'alimentari non ci sarà più. Perché andare sotto casa a comprarsi gli spaghetti quando spaghetti.it ha tutte le varietà, a costi ridotti e tempi di consegna rapidissimi?
In uno scenario del genere anche la pubblicità avrà subìto importanti cambiamenti. Nell'e-commerce che ingloba il commerce, infatti, alla proposizione ossessiva di un marchio con tutte le sue qualità potrebbe sostituirsi l'informazione, informazione con il compito di descrivere vantaggi e svantaggi di certe produzioni.

Ma Grauso non si è limitato ad acquistare domini di questo tipo. Ha anche comprato una quantità di domini di nomi e cognomi italiani. Una mossa che gli ha inimicato molti all'interno del NIC, che ha messo "il tramite Tiscali" in difficoltà, che ha mosso la Presidenza del Consiglio e che ha addirittura suscitato le ire dei vari Passigli di turno.

Di questi domini ne ha comprati tanti, moltissimi. Per farne che? Di certo, e lui stesso lo ha dichiarato, un dominio come mondi.it può trasformarsi per ogni Mondi in un'occasione per avere il proprio dominio (gilberto.mondi.it) e la propria posta elettronica (gilberto@mondi.it). Quindi può diventare un business.

Ma forse c'è di più. Una quantità di domini di questo genere potrebbe diventare parte di un'offerta ADSL, dove ADSL consente la messa in rete di una macchina con IP statico, permanentemente connessa ad internet. Laddove, dunque, piccole ditte individuali come anche grandi studi professionali potrebbero usufruire proprio come i privati di un loro dominio, di loro poste elettroniche e via dicendo. Associando i domini ad una società che fornisce ADSL "Il colpaccio 2" potrebbe andare in scena.

Però. C'è un però. Se è vero che Grauso ha registrato molti nomecognome.it, è anche vero che ha registrato una marea di nomecognome.it prendendo spunto dai nomi dei politici italiani. E questo crea un cortocircuito, perché è difficile ritenere che i confini dell'azione di Nichi Grauso siano limitati al business. Qui in ballo c'è un'azione politica, che peraltro lui ha descritto nelle interviste di questi giorni. Un'azione che mira all'accelerazione di un processo attraverso la messa in luce di contraddizioni importanti. E poche cose come l'azione di Grauso hanno fatto parlare di più negli ultimi anni in riferimento alla rete...

Gilberto Mondi
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