RIAA, un sito sotto pressione

Ieri, come accade sempre più spesso, non era accessibile da molti utenti internet il sito dell'associazione dei discografici, impegnato a cambiare nuovamente provider. Colpa degli attacchi

Roma - Chi ieri avesse provato ad accedere dall'Italia al sito dell'associazione americana dei discografici, RIAA, con ogni probabilità non sarebbe riuscito nell'intento. Colpa dei tempi, non sempre rapidissimi, con cui vengono aggiornati i DNS quando un dominio cambia IP.

Già, perché la RIAA, motore delle più imponenti campagne contro la pirateria musicale e oggetto di una quantità e varietà di attacchi informatici da lungo tempo, non sembra trovar pace, come documenta un articoletto ironico apparso su The Register.

L'associazione che è riuscita nell'intento di distruggere e uccidere Napster, il primo e più celebre sistema di file-sharing, si è creata evidentemente molti nemici negli ambienti dei defacer e dei cracker, che in questi mesi si sono divertiti a rendere il sito inaccessibile, a modificarne le pagine internet, a trasformarlo, addirittura, in un distributore di musica illegale.
Dinanzi a questi attacchi, RIAA in queste ore migra nuovamente sui server di UUNet, da cui si era allontanata lo scorso gennaio. La domanda che si pone qualcuno ora è: quanto riuscirà a resistere?
TAG: mondo
4 Commenti alla Notizia RIAA, un sito sotto pressione
Ordina